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Facciamo rivivere il Casone di Baratti

LETTERA APERTA

Al Sindaco
del Comune di Piombino
Dr. Francesco Ferrari

In un articolo apparso su “Il Tirreno” del 23 Novembre 2021  è stato nuovamente affrontava il problema del “Casone” di Baratti. L’articolo è esauriente nel descrivere le varie tappe della storia, che parte dal 2008 con l’ipotesi di un Piano Particolareggiato che, se approvato così come era, avrebbe determinato il totale stravolgimento di un luogo fondamentale per la storia archeologia e del paesaggio della Toscana e con una valenza mondiale dal punto di vista culturale.

L’articolo ricorda le lotte del Comitato “Giù le mani da Baratti” e il Piano Particolareggiato che nel 2013 scaturì anche a seguito di un percorso partecipativo importante, promosso dal Comune, che vide intervenire storici, urbanisti, archeologi, botanici, rappresentanti di tante discipline, comitati e cittadini.

Si ricorda che per il Casone il Piano prevedeva la destinazione ad albergo di lusso o di struttura funzionale al Parco Archeologico. I vincoli posti (obbligo di preventive indagini archeologiche, tutele architettoniche e archeologiche, divieto di privatizzazione di terreni intorno all’edificio, impossibilità di realizzare piscina privata, impossibilità di avere una spiaggia privata, ecc.) hanno di fatto reso impossibile la realizzazione di un albergo di lusso con tutti i confort e i servizi necessari.

L’articolo poi bene descrive lo stato di degrado della struttura lasciata in abbandono da più di 10 anni e rende noto come oggi venga messa nuovamente in vendita.

Il tema del Casone è stato quasi completamente abbandonato dal tempo della approvazione nel 2013 del Piano particolareggiato (scadrà nel 2023) e va tenuto conto che la Variante al Piano Strutturale (in approvazione) e il conseguente Piano Operativo potranno determinare l’uscita da questa attuale situazione di stallo, aprendo scenari che potrebbero essere drammatici.

Il fatto che sia stato messo a punto un progetto commissionato ad uno studio di architettura per la trasformazione del “Casone” in resort, indica la volontà di attuare una trasformazione dell’immobile contraria alla sua naturale destinazione. Infatti la sua posizione nel contesto di Baratti che prima di essere meta di bagnanti è un parco archeologico, non deve essere lasciato a una soluzione privata che uscirà da inevitabili compromessi con la scusa che il bene si sta trasformando in rovina. Questo meccanismo è già stato usato molte volte con il consenso della stessa Soprintendenza e ne è un esempio Villa Le Maschere in provincia di Firenze.

Ricordiamo che il Piano Particolareggiato approvato fu valutato negativamente dal Comitato “Giù le mani da Baratti” e dal Comitato per Campiglia, proprio per alcune previsioni mantenute e tra queste prima di tutto, la destinazione alberghiera del Casone.

Ora si parla di Resort, ma se andiamo a vedere cosa è, si legge : Il Resort non è un semplice hotel di lusso, è molto di più. Un Resort ha dimensioni di gran lunga maggiori rispetto a quelle di un comune hotel, ma soprattutto si contraddistingue per la qualità dei servizi offerti, che ènettamente superiore

Per quanto detto il Comitato per Campiglia è molto preoccupato sul destino del Casone che certo non può essere risolto con le sole forze del Comune di Piombino. Ma forse l’occasione del Convegno sui Parchi del 15 dicembre a Campiglia Marittima, potrà permettere a lei, signor Sindaco, di sollecitare e ottenere l’attenzione fattiva del Governatore della Regione Toscana e del Ministro delle Cultura, in modo che il Casone diventi parte centrale del Parco Archeologico come centro di studi, di ricerca, foresteria per studiosi, spazio per conferenze e convegni e luogo espositivo di reperti della Val di Cornia passati e dispersi in varie sedi, attuali, e futuri.

Restiamo in attesa di una sua risposta e sperando in un futuro più degno per il Casone, inviamo cordiali saluti.

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi