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«Cave, nessuna aggiunta ai piani solo coltivazione e ripristino»

A sostenerlo è il sindaco Rossana Soffritti. In Consiglio Comunale a Campiglia è stata approvata la delibera di avvio del procedimento di variante urbanistica per adeguare i piani urbanistici del comune di Campiglia al Piano provinciale delle attività estrattive e consentire la fine dei piani di coltivazione già approvati.

Ciò che il consiglio ha approvato è l’inizio di un procedimento che prende avvio da due elementi, «coerentemente con quello che il Comune ha sempre affermato – afferma l’amministrazione comunale – il primo deriva dall’obbligo che ha il Comune di rispettare il Piano provinciale delle attività estrattive per cui dovremo rivedere la cartografia e le norme interessate. Il secondo non è altro che il primo passaggio formale derivante dall’accordo scaturito dal tavolo di crisi di alcuni mesi fa (novembre 2016) firmato dal Comune, Regione, sindacati, Cna e azienda Cave di Campiglia, in cui sono stati definiti alcuni punti fermi».

«Si consente solo la fine dei piani di coltivazione già approvati – afferma il sindaco Rossana Soffritti – non c’è nessuna aggiunta di metri cubi, ma solo la coltivazione e il ripristino del piano che non è possibile completare entro i termini fissati. Sarà comunque fatta una nuova valutazione e laddove è possibile saranno apportati miglioramenti ambientali nell’escavazione».

In questo modo, come ha argomentato il sindaco Soffritti, il ripristino della collina è assicurato così come la continuità dell’occupazione, con l’impegno da parte delle istituzioni di definire, negli imminenti piani regionali delle cave, il ruolo delle attività estrattive in Val di Cornia.

La Nazione 2.6.2017