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Lapide di Verrazzano da otto anni in un cassetto in attesa del restauro

Inserito da il 27 Febbraio 2021 – 11:41Nessun Commento

L’iscrizione si era staccata dal pozzo vicino a Palazzo Pretorio. A rispolverare la vicenda è l’assessore alla cultura Camerini.

«Sulla scrivania, aspettando indicazioni dalla Soprintendenza per procedere al restauro».

La frase dell’assessore alla Cultura di Campiglia Gianluca Camerini, sottolinea l’urgenza dopo un’attesa di otto anni per rimediare ai danni della lapide che un giorno di giugno del 2013 si è staccata dal pozzo vicino a Palazzo Pretorio frantumandosi.

Sulla lapide è scritto: “Alessandro Verrazzano figlio di Bartolomeo capitano e commissario pose l’anno della salvezza 1503”. È tra le lapidi più antiche di Campiglia. Si trovava sul pozzo vicino Palazzo Pretorio.

Un giorno di giugno del 2013 cascò spaccandosi. Furono alcuni soci del Comitato per Campiglia ad accorgersi dell’accaduto. Pezzi e frammenti vennero subito raccolti e messi al sicuro. Il Comitato per Campiglia avvertì l’amministrazione comunale e consegnò il materiale agli operai del Comune alla presenza dell’allora assessore alla Cultura Jacopo Bertocchi. Ovviamente era necessario un restauro scientifico, motivazione alla base della richiesta che il Comitato inviò alla Soprintendenza.

Dopo un anno dalla caduta fu detto che i frammenti erano stati consegnati alla Soprintendenza per la dovuta ricomposizione e restauro. Ma quattro anni dopo della lapide ancora non si sapeva nulla. Tanto che il Comitato scrisse ai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale, affinché scongiurassero che il reperto fosse andato perso. Anche l’amministrazione sollecita la Soprintendenza, che nel 2016 manda dei funzionari a fare un sopralluogo alla Rocca di Campiglia colpita dal fulmine, dovevano visionare anche la lapide ma dovettero ripartire con urgenza senza poterlo fare. A novembre di quell’anno l’assessore Bertocchi pubblica una foto della lapide in un involucro, e in risposta al Comitato replica:

«La lapide sta bene. Viva, vegeta e ben custodita in attesa dell’intervento richiesto alla Soprintendenza. Grazie per la preoccupazione». Ora la lapide di Verazzano è nelle mani dell’assessore Camerini. 

Annalisa Mastellone – Il Tirreno 26.2.2021

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