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Tenuta di Rimigliano: Passa con i voti della maggioranza il piano attuativo

Inserito da il 10 Febbraio 2021 – 13:48Nessun Commento

Previsti 30 giorni per la presentazione delle osservazioni. Una volta approvato resterà in vigore per dieci anni.

 Vent’anni per trovare un punto di caduta. È stato adottato nel consiglio comunale dell’8 febbraio, con i voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari delle opposizioni, il piano attuativo di iniziativa privata della Tenuta di Rimigliano.

È dagli anni della Parmalat e della proprietà facente capo ai Tanzi che la Tenuta è al centro della battaglia politica locale, regionale e perfino nazionale. Ora la svolta, per lo meno sulla carta. I 534 ettari, legati a doppio filo alla storia di San Vincenzo, fanno capo alla Srl. Il percorso amministrativo prevede la presentazione di osservazioni entro 30 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana, poi la conferenza paesaggistica regionale e l’approvazione in consiglio, con previsioni che rimarranno in vigore 10 anni.

Se arriveranno delle osservazioni dovranno essere esaminate e definite le motivazioni con cui accoglierle o respingerle, in tutto o in parte. Passaggio che prevede un nuovo voto del consiglio prima della conferenza paesaggistica e poi l’approvazione del piano attuativo in consiglio. «Il piano attuativo riguarda solo ed esclusivamente la Tenuta, area privata di 534 ettari, e in alcun modo il parco costiero di Rimigliano, che è sempre stato di proprietà pubblica e così resterà».

A precisarlo è l’assessore all’Urbanistica Massimiliano Roventini per sgombrare il campo da equivoci. E così per la spiaggia. «Nel parco costiero non esiste alcuna previsione di concessione, a oggi infatti c’è solo una spiaggia libera attrezzata ed è quella della Green Beach, a disposizione delle persone con disabilità e realizzata grazie a un progetto europeo. Un contesto, questo, che rimarrà tale e senza modifiche».

L’assessore sottolinea che il piano attuativo «rappresenta un passo significativo verso la conclusione di un percorso avviato anni fa e condiviso nei suoi obiettivi d’intesa con Regione, Provincia e proprietà. La previsione totale è passata da 30.500 metri quadrati a 16.274, di cui 12.174 di recupero dell’esistente e 4.100 per una struttura turistico ricettiva. La riduzione del carico insediativo è drastica e qualsiasi intervento non conforme è stato eliminato, adeguando quelli previsti agli indirizzi e alle prescrizioni contenute nel Piano di indirizzo territoriale».

Nella tenuta sono stati delimitati 8 nuclei poderali. L’albergo sarà realizzato alle Chiusacce con il riuso dell’edificio esistente e una nuova costruzione per un totale di 6mila metri quadrati. Inoltre, è prevista la demolizione dei fabbricati incongrui e di nullo valore con il recupero delle superfici per la costruzione di edifici a destinazione residenziale nell’ambito dei nuclei poderali Uguccione, Casa delle Guardie e Chiusacce.

Invece si prevede il restauro degli edifici Uguccione, Casa delle Guardie, Poggettino Contessa Lea, Sveva Manfredi e Fossa Calda, anche attraverso la demolizione e ricostruzione di porzioni di edificio di scarso valore architettonico. Interventi che fanno il paio con il programma aziendale di miglioramento agricolo ambientale, già approvato e per il quale la proprietà ha sottoscritto l’atto unilaterale d’obbligo.

Il piano introduce un nuovo ordinamento colturale biologico e l’incremento del seminativo irriguo, aumentando l’area di coltivazione da 254 a 314 ettari. Tra i punti qualificanti del piano attuativo Roventini ricorda lo sviluppo dell’attività agricola e il mantenimento dell’unitarietà della Tenuta, così come «il recupero del valore storico testimoniale dei casali di Rimigliano, il miglioramento della qualità paesaggistica complessiva e l’introduzione di un nuovo ordinamento colturale teso a valorizzare le produzioni biologiche. Da ricordare – conclude – anche la sottoscrizione della convenzione che prevede l’accesso pedonale e ciclabile alla viabilità storica presente all’interno della Tenuta».

Manolo Morandini – Il Tirreno 10.2.2021

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