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Alla Signora Sindaca
del Comune di Campiglia Marittima
D.ssa Alberta Ticciati
Dopo tanti anni ci siamo resi conto che non esiste uno stradario dettagliato del centro antico di Campiglia Marittima.
Almeno dalle nostre ricerche sul web e dalle …

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Campiglia, una stazione fantasma

Inserito da il 10 Maggio 2015 – 09:30Nessun Commento

Il processo di automazione “svuota” lo scalo. Difficile fare il biglietto e anche soltanto parlare con il personale.

La stazione ferroviaria di Campiglia Marittima rischia di diventare una «stazione fantasma». Non solo è un’avventura fare il biglietto – come abbiamo testimoniato alcuni giorni fa – ma se a rischio c’è il presidio della polizia ferroviaria (ora tutta la riorganizzazione delle polfer è in stand-by per l’emergenza profughi), sta invece andando avanti e a buon ritmo il progetto di automatizzazione che dovrebbe entrare in funzione a fine anno, ad ottobre si dice. Questo in sintesi vorrebbe dire trovarsi davanti ad una stazione ferroviaria completamente automatizzata e quindi non ci dovrebbe essere più nessuno del personale delle ferrovie a presidiare la stazione.

Campiglia-stazione

Il complesso sistema di gestione del traffico ferroviario dovrebbe quindi essere gestito dalla stazione di Pisa, tutta la linea, eccetto le stazioni di Livorno e Grosseto. Quindi tutte le stazioni della direttrice tirrenica saranno senza capostazione, come è già per San Vincenzo. Per vedere o parlare con un ferroviere si dovrà andare a Livorno. I lavori di automatizzazione alla stanno andando avanti, e sarà l’apparato centrale computerizzato a gestire tutta la linea, ed è uno dei sistemi di più alto livello tecnologico nel settore del segnalamento ferroviario.

Un apparato che andrà a gestire e controllare segnali e scambi, e grazie ad un utilizzo più flessibile dei binari, una semplificazione e maggiore rapidità delle operazioni e un’ottimizzazione della circolazione in caso di criticità, dovrebbe assicurare, un miglioramento della qualità del servizio in termini di efficacia e regolarità.

In questi anni si è parlato della stazione ferroviaria di Campiglia come porta d’ingresso per la Val di Cornia, di potenziamento per lo sviluppo di traffici turistici, ma in realtà alcuni treni a lunga percorrenza ce li siamo persi strada facendo, la stazione non è che rappresenti tutta questa accoglienza, la biglietteria nel pomeriggio è spesso chiusa, lo è sempre nel fine settimana, le due macchinette che dovrebbero erogare biglietti, vanno a fasi alterne, alcune volte non accettano le monete, l’edicola non fa più bigliettazione.

Insomma, se ci aggiungiamo che il fondamentale presidio della Polfer è legato ad un filo, (nel progetto ministeriale di riorganizzazione quello di Campiglia è a rischio chiusura), e poi se togliamo tutto il presidio del personale ferroviario, ci domandiamo cosa resta della porta d’accesso alla Val di Cornia.

m. p. La Nazione 10.5.2015

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