Attuale »

19 Ottobre 2021 – 18:26 |

LETTERA APERTA
Gent. D.ssa
Alberta Ticciati
Sindaca del Comune di Campiglia Marittima
Oggetto: Baracche di cantiere abbandonate a La Fonte di Sotto
Dopo due anni da una richiesta in merito, non essendo cambiato nulle nel frattempo , le inviamo nuovamente il …

Leggi tutto
Ambiente, paesaggio

Documenti relativi all’urbanistica, l’ambiente, il paesaggio, l’agricoltura.

Cultura, storia

Tutela del patrimonio culturale, storico e archeologico di Campiglia e della Val di Cornia.

Foto, video, audio

La mediateca del CxC: gallerie fotografiche, filmati e files audio pubblicati sul sito.

Documenti, iniziative

Biblioteca del CxC: comunicati, corrispondenza, osservazioni, incontri pubblici.

Varie

Informazioni pubblicate sul sito che non entrano nelle categorie precedenti.

Home » Varie

Mafie in movimento, come il crimine organizzato conquista nuovi territori

Inserito da il 23 Marzo 2012 – 13:00Nessun Commento

articolo pubblicato da Corriereetrusco.it 23.03.2012

La mafia è un fenomeno principalmente economico che mette radici in contesti fertili in cui le istituzioni sono poco efficienti e la giustizia civile è troppo lenta. Solo con una regolazione del mercato efficace e trasparente da parte dello Stato si può frenare l’avanzata della criminalità organizzata fuori dalle sue terre d’origine”: è la tesi di Federico Varese, professore di Sociologia all’Università di Oxford e studioso di fenomeni mafiosi. In occasione dell’incontro di presentazione del suo nuovo libro “Mafie In Movimento”, organizzata dal circolo Libertà e Giustizia Val di Cornia, l’autore ha fornito spunti di riflessione interessanti su fenomeni che sembrano distanti dalla nostra realtà ma possono diventare pericolosi per tutti.

“ Siamo onorati di avere qui il professor Varese e di poter riflettere su problemi di legalità che all’apparenza non ci riguardano ma che stanno diventando costume comune in molte parti del Paese.” – esordisce il coordinatore del circolo Dario Cambi presentando l’incontro – “Vorrei ringraziare anche le forze dell’ordine per essere presenti e l’Arci di Piombino che hanno reso possibile un incontro importante che si inserisce in una serie di iniziative sulla legalità che Giustizia e Libertà sta portando avanti e che culmineranno il 27 aprile con l’arrivo di Piercamillo Davigo e Nunzia Penelope”.

Il professor Varese, titolare della cattedra di sociologia ad Oxford, è considerato uno dei maggiori studiosi mondiali di criminalità organizzata: sono famose le sue indagini sulla mafia russa e cinese e le sua analisi comparate sui fenomeni di espansione in atto. Il libro “Mafie in Movimento” nasce proprio per analizzare in maniera comparativa i casi empirici in cui queste associazioni anti-Stato hanno messo radici e quelli in cui non hanno avuto successo. Lo stesso autore si definisce un sociologo empirico ed il suo scopo è quello di capire, tramite l’analisi dei dati, i motivi per cui in alcune realtà la mafia ha messo radici e in altre no. Esemplare, al riguardo, è il caso del comune di Bardonecchia in provincia di Torino in cui il consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Per una Bardonecchia, però, esiste allo stesso tempo una Verona in cui questi fenomeni vengono respinti. Ma perchè?

La spiegazione è di carattere principalmente economico secondo Varese: “ Non funziona la spiegazione culturale che sostiene che le mafie si insediano in quei luoghi dove non c’è fiducia nelle istituzioni e manca il senso civico. Altrimenti come potremmo spiegare le infiltrazioni nelle “civicissime” Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte?”. “Le ragioni sono economiche– prosegue il professore – e vanno ricercate nell’inefficienza delle istituzioni a garantire una giustizia civile rapida ed un mercato efficace e trasparente. In assenza di queste basi gli interessi economici si rivolgono alla mafia per avere “servizi” che la criminalità organizzata offre a minor prezzo e con minori rischi”.

“I settori più a rischio – conclude lo studioso – sono quelli in cui è più facile creare “cartelli” di imprese come quello edilizio. In alcuni casi gli interessi economici si rivolgono alla mafia in una specie di “do ut des” che mina alle basi il funzionamento della democrazia”.

Ma la Mafia si può sconfiggere secondo Varese: “E’ lo Stato che ci può salvare dalla mafia. Solo garantendo istituzioni efficienti, una giustizia civile funzionante ed una regolazione del mercato in un ottica di funzionalità e trasparenza si possono sconfiggere certi fenomeni e rompere il legame tra economia e malaffare che sta diventando, purtroppo, un fenomeno comune in molte parti d’Italia”.
Andrea Fabbri

Il Prof. FEDERICO VARESE docente di Criminologia presso l’Università di Oxford è uno dei massimi esperti  del fenomeno della criminalità organizzata e, nel corso dell’incontro, organizzato dal locale Circolo di Libertà e Giustizia, presenterà il suo recente libro :

” MAFIE IN MOVIMENTO. Come il crimine organizzato conquista nuovi territori”, edito da Einaudi.
Uscito originariamente in lingua inglese, dieci anni di ricerche per capire e spiegare come sia possibile che una mafia (ossia «un’organizzazione criminale che controlla l’accesso a mercati e territori attraverso l’uso della violenza») radicata in un determinato territorio possa riprodursi al di fuori dei suoi confini nazionali. Un viaggio non sempre facile: «uno dei risultati più inaspettati della mia ricerca – dice Varese – è stato scoprire che i mafiosi non si muovono di loro spontanea volontà, almeno nei casi che ho studiato. Sono costretti a emigrare da faide interne, perché condannati al soggiorno obbligato, per sfuggire all’arresto o alla povertà.

Come sostiene Tocqueville ne La Democrazia in America, “le persone felici e i potenti non vanno in esilio”. Chi parte è quindi mosso “dalla povertà e dalle sventure”. Le mafie non sono insomma come McDonald o la Fiat, che a tavolino decidono dove aprire una filiale. E anche quando arrivano in un nuovo territorio, non sempre riescono a radicarsi». 

Un libro che si inserisce perfettamente nel dibattito politico italiano, nelle discussioni sulla emigrazione della Mafia al Nord, sul radicamento della ‘ndrangheta in territori del Centro Nord, privilegiando un’impostazione più economica che culturale: «Un gruppo mafioso riesce a radicarsi quando la sua presenza nel nuovo territorio coincide con l’improvvisa comparsa di nuovi mercati che non vengono efficacemente regolati dalle autorità. Quando, in altre parole, vi sono trasformazioni economiche non governate dalle istituzioni legittime. Tale carenza genera una domanda di “governo” che, in certi casi, le mafie sono in grado di fornire.

In maniera un po’ polemica scrive il Prof. Varese nell’Introduzione all’edizione italiana di Mafie in movimento, che “la mia è una tesi economica, non culturalista. Inoltre, dimostro che non tutte le volte che i meridionali italiani sono emigrati hanno esportato anche la mafia. Quindi, la tesi fatta propria dalla Lega – secondo la quale i meridionali porterebbero con se stessi il virus mafioso – è smentita in maniera empirica: mi sembra il modo migliore per contrastare il razzismo di stampo leghista». Il saggio analizza anche l’espansione della mafia russa in Ungheria e a Roma, così come di quella siciliana in Argentina e negli Stati Uniti, e le triadi che da Hong Kong e Taiwan si stanno spostando verso la Cina. 

http://www.linkiesta.it/mafia-nord
http://integrita.sspa.it/?page_id=6967
http://www.omicronweb.it/2011/06/23/mafie-in-movimento-videontervista-a-federico-varese/ 

Il Coordinatore del Circolo ValdiCornia di Libertà e Giustizia
Dario Cambi

MERCOLEDI 21 MARZO, alle ore 17, all’Auditorium del Centro Giò De Andrè, in Via della Resistenza 4 a Piombino.

Print Friendly, PDF & Email
No tags for this post.

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento sotto, o trackback dal tuo sito. Puoi anche Comments Feed via RSS.

Sii carino Non fare Spam!

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo è un blog che supporta i Gravatar. Se li vuoi utilizzare registrati su: Gravatar.