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Cave, la Provincia conferma lo stop a nuove estrazioni

Inserito da il 17 Ottobre 2011 – 13:30Nessun Commento

Dopo il no della giunta Soffritti all’apertura di nuovi fronti di escavazione sul territorio, in particolare a Monte Spinosa, ora è la Provincia a stoppare il rinnovo delle concessioni minerarie delle “Botro ai Marmi” e “Montorsi” delle società Minerali Industriali e Sales. Nelle settimane scorse le due imprese hanno presentato un progetto di coltivazione delle cave, che comprende l’apertura di un nuovo fronte d’estrazione. Tutta la documentazione approderà sui tavoli della Regione per il parere conclusivo al procedimento di valutazione d’impatto ambientale.

Nel dettaglio, il piano delle due società estrattive prevede che la superficie della concessione mineraria passi dagli attuali 63 a 37 ettari, con la previsione di un’estrazione pari a 3 milioni e 370mila mc, dei quali 2milioni nell’area della Minerali industriali e un milione 370mila mc nell’area della Sales. Il progetto di coltivazione e ripristino si articola in 15 anni ed è distinto in tre fasi di 5 anni. Saranno messe a dimora essenze arboree ed arbustive che dovranno dar vita ad una zona umida in corrispondenza dell’area del giacimento minerario. Il Comune, in linea con la previsione urbanistica d’area adottata anni fa, ha detto di no e ora l’ente provinciale vuole vederci chiaro.

Il primo stop è di tipo tecnico: sono state richieste integrazioni al progetto, che dovrà prevedere un contenimento delle piccole particelle Pm10, che avvelenano l’aria, e nuovi sistemi di contenimento e regimazione delle acque. Non solo. Le due ditte dovranno produrre nuovi dati sulle movimentazioni di terra e specifiche tecniche sullo smaltimento dei fanghi. Infine, dovrà essere approfondito il capitolo della coltivazione delle vecchie aree. La Provincia ha infatti previsto che «il terreno vegetale da riutilizzare dovrà essere gestito in maniera tale da conservare le proprie caratteristiche». Una volta ottenuti tutti i chiarimenti, la Provincia esprimerà un nuovo parere da inviare in Regione.
K.G. – Il Tirreno 17.10.2011

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