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18 Ottobre 2021 – 10:37 |

LETTERA APERTA
Alla Signora Sindaca
del Comune di Campiglia Marittima
D.ssa Alberta Ticciati
Dopo tanti anni ci siamo resi conto che non esiste uno stradario dettagliato del centro antico di Campiglia Marittima.
Almeno dalle nostre ricerche sul web e dalle …

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«Chiudiamo la Principessa»

Inserito da il 9 Agosto 2011 – 08:00Nessun Commento

Martina Pietrelli, consigliere comunale di maggioranza a Piombino nella scorsa legislatura, e responsabile dell’Urp del Comune di San Vincenzo, interviene sul dibattito in corso in merito alla discussa viabilità di via della Principessa.

«Come utente abituale di quella strada — spiega Martina Pietrelli — sono convinta da tempo che il suo problema siano le troppe auto e i parcheggi. Per questo faccio una proposta, forte ma ragionata: chiudere la via della Principessa con una sbarra all’altezza della Torraccia e una all’altezza del Garden Club almeno ogni fine settimana (venerdì, sabato e domenica) dal 1° luglio al 31 agosto dalle 10 la mattina alle 19 la sera; consentire il transito solo a chi orbita intorno alle attività e alle residenze presenti nell’area di Rimigliano, tutti gli altri per andare a passano dalla Variante Aurelia; vietare nelle ore di chiusura il parcheggio lungo la strada lato monte e togliere definitivamente i parcheggi lato mare, ad eccezione di quelli a servizio dei punti ristoro all’interno del parco e del podere Tuscania; realizzare in sostituzione due grandi parcheggi a pagamento uno alla Torraccia e uno nella zona del San Luigi e istituire un servizio di navetta gratuito per portare le persone al mare».

«Il modello è un po’ quello della spiaggia dell’Alberese all’interno del parco dell’Uccellina. D’altronde siamo in un Parco anche a Ripigliano. E la parola Parco si associa alla natura, al relax, al silenzio, alla bellezza, alle persone che lo attraversano in bici o a piedi, alla spiaggia libera e selvaggia. Sicuramente non si associa all’utilizzo massiccio delle auto, parcheggiate il più possibile vicino alla spiaggia e in una cornice ambientale e naturalistica come quella. Sono arrivata a questa conclusione pensando essenzialmente a due cose: la prima è che la Principessa è sempre stata pericolosa, specialmente d’estate. E’ chiaro che prima della realizzazione della pista ciclabile le auto parcheggiate lungo la strada creavano meno problemi. La seconda cosa è che la Principessa più che una strada è un pezzo di Parco. E un Parco non sopravvive a lungo e non acquista valore se è massacrato dalle auto. Basta passarci la mattina alle otto sulla Principessa di questi tempi per apprezzare l’equilibrio e la perfezione di quella strada».
La Nazione 9.8.2011

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