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Legambiente chiede alla Regione di tutelare la Tenuta di Rimigliano

Inserito da il 22 Luglio 2011 – 07:52Nessun Commento

Richiesta di esame sulla Variante al Regolamento Urbanistico di fronte all’immobilismo del sindaco e degli amministratori

Legambiente Val di Cornia, assieme al Forum del Centrosinistra per e al Comitato per Campiglia, ha chiesto alla regione l’avvio di un percorso partecipato, prima di prendere decisioni definitive, riguardo alla volontà del comune di San Vincenzo di adottare la Variante al Regolamento Urbanistico per la Tenuta di , risorsa paesaggistica e naturalistica di 650 ettari unica in tutta la Toscana.

L’area di Rimigliano, negli anni ’70 , doveva essere destinata alla costituzione di un parco naturale in grado di tutelare sia la duna e la fascia boscata, sia le peculiarità paesaggistiche e la attività economiche della Tenuta agricola, che si estende per 560 ettari ad est della Via della Principessa. Ad oggi invece, ne la fascia a mare, ne la Tenuta, sono naturali e non compaiono nell’elenco delle aree protette neppure in regime di ANPIL.

Negli atti di pianificazione e governo del territorio si ammette una nuova edificazione per 18.000 mc. per un grande albergo vicino al mare, la sostituzione edilizia dei tre quarti delle edificazioni presenti nella tenuta, compresi poderi ottocenteschi e il recupero delle superfici degli annessi agricoli per fare altrettante case. Si prevedono inoltre numerose piscine, impianti sportivi, parcheggi ecc. Insomma una grande operazione immobiliare speculativa che distruggerà la tenuta agricola e metterà in pericolo la fascia a mare, soggetta a diventare pertinenza di questa specie di villaggio.

La Regione Toscana ha fatto pervenire al Comune di San Vincenzo diciotto pagine di osservazioni relative ai contenuti della Variante al Regolamento Urbanistico. Molte osservazioni riguardano assetti fondamentali per l’economia e per il mantenimento degli equilibri tra consumi e risorse ambientali disponibili. Altre osservazioni esaminano le premesse del piano e le motivazioni di interesse pubblico che dovrebbero sostenerlo e che invece non sono mai espresse. Di fatto in queste osservazioni la Regione esprime un dissenso di fondo su tutta l’operazione.

Legambiente chiede di confrontare i contenuti della delibera in oggetto, nella Conferenza paritetica  interistituzionale, con i criteri di sostenibilità, tutela e valorizzazione, indicati dal PIT; Non sarebbe la prima volta che si ricorre in Toscana ad un percorso simile, quando si presuppone che la localizzazione e il dimensionamento di alcune edificazioni vanno a incidere su territorio rurale anche di interesse paesaggistico.

Secondo le dichiarazioni  sulla stampa l’assessore Marson sarebbe disponibile a questi percorsi previsti dalla legge regionale, ma gli interventi del sindaco e degli amministratori di San Vincenzo tendono a negare queste possibilità, purtroppo questo è un brutto segnale per le sorti del parco di Rimigliano.

“Chiediamo ai partiti che compongono la Giunta regionale  di esaminare con attenzione i contenuti di questa variante e di riflettere come questa sia in contrasto con lo spirito della pianificazione regionale, in contrasto anche con le affermazioni fatte durante le campagne elettorali in cui si dichiarava di voler favorire il reddito e non la rendita”. E’ quanto sostiene la segreteria regionale di Legambiente.

Legambiente  Toscana

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