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«Giù le mani da Baratti» diventa comitato. Superano quota mille le adesioni al gruppo nato pochi giorni fa su Facebook

Inserito da il 16 Settembre 2010 – 16:433 Commenti

Dal web alla politica reale. Il gruppo nato su Facebook “Giù le mani da ” potrebbe costituirsi in un comitato. Ad annunciarlo è stato Daniele Quinti, uno degli amministratori del gruppo Facebook, con un messaggio inviato nel pomeriggio di ieri agli utenti iscritti. L’annuncio recapitato in posta privata è scattato proprio mentre “Giù le mani da Baratti” ha superato quota 1000 iscrizioni.

Il gruppo on-line è nato in seguito alla prime notizie filtrate sull’ipotesi di chiusura del traffico di accesso al Golfo. Giorno dopo giorno gli utenti si sono moltiplicati e la pagina web ha accolto il dibattito sui contenuti e gli orientamenti progettuali del piano particolareggiato.

L’idea è stata quella di costituire un gruppo «rivolto a tutti quelli che vogliono che Baratti continui ad essere un posto libero e accessibile a tutti», si legge nella descrizione su Facebook. La linea dettata dagli amministratori del gruppo è contraria alla possibile chiusura del traffico e «vuole salvaguardare l’integrità del Golfo».

Dalla concessione della spiaggia privata ai clienti del resort di Poggio all’Agnello, fino alle ipotesi progettuali per il Centro Velico e alla trasformazione del podere del Casone in un hotel. La lista delle critiche al piano particolareggiato è lunga. E mentre il dibattito si fa più vivace, il gruppo cresce di dimensioni, passando in una settimana da 200 a 1000 utenti iscritti. Il passaggio da gruppo virtuale a comitato cittadino, proposto per la prima volta nel pomeriggio di ieri, era nell’aria da giorni. «Vogliamo dimostrare che le nostre idee sono valide e largamente condivise – spiega Daniele Quinti – credo che organizzarci in un comitato sia ormai un passo dovuto».

L.C.
Il Tirreno 16.9.2010

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3 Commenti »

  • Dario ha detto:

    ATTENZIONE !!! E’ necessario sapere una cosa molto importante! : a tirare i fili del futuro di baratti non sono soltanto gli Amministratori e la cordata di imprenditori venturinesi. I peggiori ed i più pericolosi sono quelli che fanno finta di essere a favore di Baratti, del patrimonio artistico, della cultura,del paesaggio ecc… ma che invece hanno nel cassetto progetti e osservazioni urbanistiche già approvate dalla giunta Guerrieri e confermate da quella successiva. Questi sono i Signori di Populonia. Porto Baratti s.r.l. non vi dice niente? Questa società è uno dei pericoli maggiori, anche perchè credo che ci sia una bella cordellina tra loro e la vecchia Populonia Italica (la società che ha tentato tutte le carte del mondo per trasformare Baratti in Punta Ala 2) Guardate cosa c’è scritto sul portone di legno della casa del pescatore subito dopo il negozio di alimentari; una bella targa con su scritto “Porto Baratti s.r.l.” e guarda caso la sede è a Roma, e non ci incastra niente con le varie società che conducono le attività del porto.
    E sapete perchè è tutto fermo? Perchè alcuni cittadini hanno impugnato gli sfratti e in attesa che la giustizia si pronunci questa società è costretta a stare ferma. Questa è la vera storia, con l’intenzione di sfrattare le pesone che ci risiedono da generazioni per poi trasfiormare le case in alloggi e pertinenze di lusso, il tutto con aumenti volumetrici di oltre 1.200 mc. Se ci fate caso, il piano particoleraggiato del comune non fa nessun riferimento a tutti gli immobili , terreni e pertinenze compresi tra la chiesina e lo scivolo di alaggio. Infatti , il tutto è già pronto ed in attesa che i signori di populonia abbiano il via libera non appena esauriti i contenziosi in corso.
    Questa è un’altra sorpresa che tra un pò verrà a galla, il tutto ovviamente più facilitato dal piano particolareggiato.
    Scenario:
    Case di proprietà davanti al porto, parcheggi riservati, accesso dritto al pontile che conduce non alla barca da pesca, ma al grande panfilo ormeggiato ,guarda caso,nel nuovo riordino del campo boe.
    Io la vedo oramai una situazione troppo avanzata e non più recuperabile….. comunque la speranza è l’ultima a morire.

  • Alberto Primi ha detto:

    Vorrei ricordare ad alcuni sedicenti socialisti che Baratti e Rimigliano sono già punti di richiamo forte per tutto il turismo anche di quello che utilizza le strutture ricettive della costa e dell’entroterra. Il piano che tanto viene sostenuto sembra indirizzato a trasformare questi luoghi e a omologarli a tanti altri cancellando la loro specificità . Rimigliano e Baratti attirano proprio perchè sono rimasti sufficientemente intatti. Il piano serve solo a far fare soldi al alcuni ai quali viene concesso di sfruttare una rendita di posizione danneggiando di fatto altre strutture ricettive. Vorrei ricordare che chi ammazza la vacca non ricava più latte . Fa veramente melanconia che i sostenitori del piano siano così ignoranti e tesi verso il far fare soldi ad alcuni da non rendersi conto che prima di tutto Baratti, a terra e in mare, è un’area archeologica di un’importanza unica la cui tutela e valorizzazione deve essere dominante su qualunque altra istanza.

  • Simona L.G. ha detto:

    grazie Dario,questo tassello mancava. Ma è bene saperle tutte per lottare. Quello che fa schifo , ancora più delle stronzate, è nasconderle dietro parole false e ingannevoli. Anche SEL ha attaccato all’inizio il Comitato per le sue posizioni a proposito di Baratti. Spero che siano caduti nella trappola e non siano conniventi..per una poltrona

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