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Sulle Lavoriere vogliamo chiarezza e non cemento – Risposta a Cna e Confesercenti

Inserito da il 16 Agosto 2008 – 09:25Nessun Commento

Il cementificio a Trafossi, nel comune di Campiglia Marittima, sarebbe il contrario dello sviluppo e rappresenterebbe un danno per l’agricoltura, il e il paesaggio della Val di Cornia, già deturpato in quella zona dall’impianto Betonval. Come fanno a non capirlo CNA e Confesercenti, che si augurano di vedere avviato quanto prima il nuovo impianto? Che tipo d’impianto? Se qualcuno conosce il progetto lo dica chiaramente.

Essi parlano dunque di un progetto già esistente, mentre il sindaco Velo aveva affermato che il cementificio non si farà e che c’è stato solo un “contatto informale con un’azienda”. Dove sta la verità? È proprio questa assenza di trasparenza e le contraddizioni che preoccupano i cittadini. E preoccupano le bugie, come quando si giunge ad affermare che la zona del cementificio sarebbe un prolungamento dell’area artigianale di Campo alla Croce; tutti sanno che il terreno sottoposto a variante dal Comune di Campiglia è completamente staccato e distante da Campo alla Croce, in un’area agricola coltivata a ortaggi e cereali, in direzione di Baratti. Forse nessuno della CNA o della Confesercenti conosce il territorio.

Dire poi che anche l’agricoltura consuma il suolo e che tutte le zone industriali erano agricole prima di essere classificate come tali è un’offesa alla cultura amministrativa e all’attività agricola vera e propria. Constatiamo anche  che CNA e Confesercenti si sono mosse senza coinvolgere le organizzazioni professionali agricole, su una questione che vede molti agricoltori in prima fila nel contrastare l’ipotesi di cementificio e l’intera variante urbanistica perché contraria gli interessi del settore rurale.

La posizione di CNA-Confesercenti, come le impacciate dichiarazioni del sindaco, cercano di arginare la protesta dei cittadini per una soluzione urbanistica indifendibile. Sorprende poi l’avallo della Confesercenti a progetti che contrastano apertamente con lo sviluppo turistico, che la stessa organizzazione dovrebbe favorire e promuovere.

La domanda vera, alla quale per ora nessuno ha fornito risposte convincenti, è perché gli impianti della Soc. Betonval, per i quali è del tutto comprensibile e condivisibile la necessità del loro spostamento dalla zona termale di Venturina, sono stati previsti in mezzo alla campagna e non nelle aree del PIP di Campo alla Croce che, in caso di mancanza di disponibilità, potevano essere ampliate. Quelle aree sono state previste nei piani urbanistici del Comune proprio per evitare che accadesse quello che sta ora accadendo a Trafossi, ossia la disseminazione di capannoni e impianti industriali nel territorio rurale che è una risorsa essenziale per l’economia della Val di Cornia.

A tutto ciò sarà possibile rispondere con precisione una volta che il Comune avrà fornito gli atti da noi richiesti.

Ci dispiace essere l’incubo di chi vorrebbe sempre il silenzio intorno all’operato del Comune. I cittadini di Trafossi non sono certo contro lo sviluppo o per imbalsamare il territorio, come affermano CNA e Confesercenti. Ne’ sono mossi da posizioni pregiudiziali contro il Comune. Questa è ormai una litania ideologica che viene sempre contrapposta in Toscana a chiunque critichi scelte ritenute sbagliate. Anche questo è motivo di preoccupazione perché fa emergere un sistema di potere sordo e poco tollerante che non favorisce certo le soluzioni più equilibrate e corrispondenti agli interessi generali.

Abitanti delle Lavoriere – Comitato per Campiglia

16.08.2008

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