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«Baratti, il piano è ok ma il futuro del Golfo è ancora da disegnare» (Massimo Morisi

Massimo Morisi, il garante regionale della comunicazione per il governo del territorio, getta acqua sul fuoco delle polemiche successive alla presentazione del piano particolareggiato per Baratti: plaude all’atteggiamento e al lavoro del Comune, prova a tranquillizzare i Comitati sull’hotel al Casone, anche in relazione al fatto che dopo l’adozione ci sarà spazio per le osservazioni, suggerendo infine al Comune un ultimo momento di discussione pubblica prima dell’approvazione.

Secondo Morisi «il Comune di Piombino ha davvero tenuto in massima considerazione i risultati del processo partecipativo, promuovendo un percorso partecipativo con un grande e inusuale atto di umiltà tanto culturale quanto politico che è un segno di forte modernità amministrativa. Tant’è, che il 90% delle richieste dei cittadini – va sottolineato “cittadini”, non solo comitati organizzati: preziosi, ma non certo monopolisti del processo partecipativo, ed è bene che se lo ricordino – hanno trovato pieno accoglimento nella riformulazione del piano particolareggiato per Baratti».

Fra le preoccupazioni più importanti raccolte nel piano Morisi cita quindi «quelle espresse dal professor Cambi sul patrimonio archeologico: che sono oggetto di una specifica prescrizione». Poi la questione al centro delle polemiche, il destino del Casone: «La Conferenza dei servizi sancisce una serie di regole – dice Morisi – concernenti il restauro, la vegetazione e le aree contigue che accolgono quanto in sede scientifica e nel processo partecipativo è stato suggerito.

Tuttavia, sia l’assessore Marson sia chi scrive hanno espresso quello che è un problema aperto e che all’amministrazione comunale è ben presente. Nessuno, ma proprio nessuno, sta nascondendo disegni oscuri. Il problema è come far sì che una destinazione alberghiera (unica garanzia contro valorizzazioni “lottizzatorie” nell’impossibilità, ad oggi accertata, di un’acquisizione pubblica) sia coerente con il valore culturale (in primis archeologico) e paesaggistico del luogo. Qui c’è un grande lavoro di approfondimento da fare che attiene alle strategie necessarie per un’area come Baratti e al suo inquadramento nel ruolo che la Toscana vuole giocare per tutelare il patrimonio culturale e paesaggistico». Infine il suggerimento, e cioè che le prevedibili osservazioni vengano trattate «in un ulteriore momento di discussione pubblica prima della loro trattazione in Consiglio, così da fornire a quest’ultimo ulteriori elementi di riflessione e decisione prima dell’approvazione. Sapendo bene che ci sono molti modi di declinare una destinazione alberghiera, la cui congruità ad un’area così delicata e rilevante come Baratti richiede un disegno strategico che va ben oltre i limiti di un atto amministrativo qual è un piano particolareggiato. E che richiede una riflessione “conclusiva” della stessa Regione sui destini del proprio patrimonio costiero».
Il Tirreno 20.2.2012