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18 Settembre 2020 – 21:01 |

PROTOCOLLO DI INTESA PER IL RECUPERO E LO SVILUPPO DEL PATRIMONIO AMBIENTALE, INDUSTRIALE, ARCHEOLOGICO E CULTURALE DELL’AREA MONTE CALVI, CAMPIGLIA M.ma
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Definito il progetto di conclusione delle attività estrattive su Monte Calvi. IL COMITATO PER CAMPIGLIA APPLAUDE!

Inserito da il 18 Settembre 2020 – 21:01Nessun Commento

PROTOCOLLO DI INTESA PER IL RECUPERO E LO SVILUPPO DEL PATRIMONIO AMBIENTALE, INDUSTRIALE, ARCHEOLOGICO E CULTURALE DELL’AREA MONTE CALVI, CAMPIGLIA M.ma

Nell’incontro pubblico di lunedì 14 settembre, il sindaco di Campiglia, d.ssa Ticciati, ha illustrato i contenuti definitivi dell’accordo messo a punto dal Comune di Campiglia Marittima, dalla Regione e dalla società Cave di Campiglia S.p.A. per dare attuazione a quanto espresso nel titolo e per definire il processo di conclusione delle attività estrattive su Monte Calvi.

Oltre al Sindaco era presente la Regione in video conferenza ed era presente tra il pubblico, la vicepresidente della Val di Cornia e il Presidente del CdA della Società Cave di Campiglia.

I contenuti del protocollo di intesa prevedono in sintesi, l’approvazione di un nuovo Piano di Coltivazione che permetterà di scavare mc. 4.000.000 (“comunque nel rispetto degli obiettivi di produzione sostenibile definiti dal PRC così come risultanti dall’accordo previsto dall’articolo 10 della l.r. 35/2015“).

Inoltre dovranno essere scavati circa mc.2.500.000 entro il 2028 per completare quanto consentito nell’originario Piano di coltivazione scaduto nel 2018. Il nuovo Piano sarà rilasciato, secondo la bozza di accordo, nel 2022 e avrà durata presunta di circa 20 anni.

Per contro la Società Cave di Campiglia cederà al Comune tutto il complesso di quanto resta delle Etruscan Mines, l’area del pozzo Walter e i così detti “Fornelli” di Monte Rombolo, contemporaneamente al rilascio della nuova autorizzazione (anno 2022 circa). Il Comune potrà così disporre di tali aree secondo la propria volontà e/o necessità.

Cave di Campiglia Spa entro il 2024 si impegna a recuperare e a mettere in sicurezza il pozzo Earle per consentirne la parziale visita. Il nuovo Piano di Coltivazione prevederà l’abbandono delle attività estrattive su circa ha 15 limitandole alle aree poste a sud-est.

Entro il 2024 le parti si impegnano a “recuperare, valorizzare e promuovere la conoscenza del Glory Hall, organizzando visite guidate ed incontri con le scuole per conoscere questa rara metodologia di escavazione, nonché per conoscere, mettere in comunicazione ed integrare il parco, la storia e le attuali attività estrattive”.

Al termine delle escavazioni previste dal nuovo Piano di Coltivazione, tutte le aree di cava passeranno al demanio comunale.

La proposta ha avuto da gran parte degli intervenuti una approvazione incondizionata visto che, “al di là dei tempi e delle quantità”, metterà la parola fine al tema della cava di Monte Calvi con un accordo tra pubblico e privato.

In un intervento è stato anche fatto notare che il risultato è purtroppo tardivo visto che a queste conclusioni si sarebbe potuto arrivare fin dal 2004 e in un altro è stata posta la domanda su quale sarà il risultato finale visto che ad oggi sono stati scavati mc. 5.500.000 con gli effetti negativi sul paesaggio che sono sotto gli occhi di tutti e che diventeranno ancora più drammatici con il raddoppio di quanto già estratto.

Il Comitato per Campiglia che ha speso anni di lavoro per giungere alla valorizzazione del Parco Archeominerario chiedendo in più occasioni la riduzione e la fine il delle attività estrattive, come sempre raccomandava il prof. Francovich, ha chiesto alcuni chiarimenti sui criteri di cessione di aree e manufatti da parte di Cave di Campiglia per evitare che si ripetessero operazioni fortemente criticabili come quelle portate avanti dalla ex Sindaco Velo. In questo senso la d.ssa Ticciati ha escluso qualunque operazione di scambi o compensazioni.

Con l’occasione, vista la presenza della Regione, il Comitato ha anche sollevato il problema della esiguità, quasi una elemosina, dei contributi di estrazione che oggi sono ancora poco più di 18 centesimi per tonnellata estratta. La Regione ha risposto che il problema è allo studio e che verrà affrontato nella nuova legislazione.

Il tema dei contributi è molto importante perché nel documento non si vede la certezza della disponibilità dei milioni di euro che occorreranno al Comune e alla Regione non solo per progettare e realizzare un nuovo assetto del Parco che viene ipotizzato nel 2029, ma anche solo per affrontare le spese dell’atto di cessione, se pur gratuita, di tutti i beni descritti, che saranno a carico delle casse comunali.

Il Comitato ha sollevato poi anche la questione della quantificazione dei volumi di scavo che da oggi fino al 2048 assommeranno a quasi mc.6.500.000 senza che vi sia nessuno studio credibile che li giustifichi. Gli stessi redattori del Piano Regionale Cave parlano di stime ma in conclusione parlano di “scenari” viste le incognite non valutabili in tempi così lunghi. A questa domanda non c’è stata data nessuna risposta.    

Il giorno 16 il Protocollo è stato posto all’approvazione del Consiglio Comunale. In questa sede sono stati portati nel dibattito tutti i problemi irrisolti del Protocollo, senza che venissero date risposte fondate su basi solide e fondamentalmente sperando in una pioggia di denaro della Comunità Europea. Per queste ragioni il Protocollo non è stato approvato all’unanimità.

Il Comitato per Campiglia ritiene che manchi fondamentalmente un passaggio istituzionale che garantisca che alla di conclusione del prossimo Piano di Coltivazione non si assisterà ai soliti giochetti di proroghe e mancato utilizzo di fidejussioni, ma si avrà una vera e propria cessazione delle attività estrattive stabilendo penali come in ogni preliminare di compravendita.

Comunque il Comitato ringraziando l’Amministrazione per il lavoro svolto nella direzione sempre indicata dal Comitato, la invita a presentare ai cittadini quanto prima il progetto di ampliamento del Parco e fa gli auguri di arrivare a buon fine anche se purtroppo, visti i decenni previsti per arrivare a conclusione, molti di quelli che 13 anni fa crearono il tanto vituperato Comitato per contrastare la distruzione del territorio con attività edilizie speculative e estrattive ormai fuori del tempo, non vedranno i risultati. Auguri alle nuove generazioni.

Campiglia Marittima 17 settembre 2020

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi

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