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Restyling finito ma la stazione di Campiglia resta una cattedrale nel deserto

Inserito da il 19 Luglio 2020 – 13:30Nessun Commento

Ultimati i lavori nella parte esterna della stazione, dotata di una nuova pensilina di vetro e acciaio sul lato piazza. Si trattava dell’ultimo intervento che ha così completato la riqualificazione, di circa cinque milioni di euro, che ha restituito uno scalo ferroviario più moderno e funzionale, inaugurato a luglio dello scorso anno. La pensilina sarebbe stata pronta prima, fanno sapere da Rfi, ma l’emergenza sanitaria ha rallentato le tempistiche.

Nel 2015 i primi interventi su 2 marciapiedi. Nel 2017 è poi iniziato il restyling che ha interessato il fabbricato viaggiatori e il marciapiede del binario 1. Sottopassaggio rinnovato, ascensori, percorsi e mappe tattili, nuovi rivestimenti delle pensiline metalliche, illuminazione a led, nuovi monitor e segnaletica. Nuovi servizi igienici con nursery. Rimesso a nuovo l’intero fabbricato viaggiatori, dove sono stati creati nuovi ambienti idonei ai servizi commerciali. Chi arriva e parte dalla stazione ne apprezza bellezza e comfort.

Peccato però che manchi la percezione della sicurezza, soprattutto di mattina presto o di sera, in un posto isolato dal resto del paese. Più volte il bagno sul primo binario è stato vandalizzato. E le forze dell’ordine sono assenti: da anni ormai è infatti chiuso l’ufficio della Polfer, deciso da un piano di razionalizzazione. E in certi giorni e oltre certi orari pendolari e viaggiatori non riescono a trovare nessuno a cui chiedere informazioni per treni o pullman.

Fino ad alcuni giorni fa la biglietteria era aperta dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 13. Poi c’è stato un cambio d’orario, con lo sportello operativo dalle 13 alle 20 solo il venerdì, il sabato e la domenica. Una decisione che Trenitalia «ha preso in favore dell’utenza turistica» che aumenta nei fine settimana. In alternativa ci sono tre macchine self-service dove produrre il biglietto e due obliteratrici.

Il bar nella zona dei binari è chiuso per malattia, ma è stato messo in vendita da alcuni mesi. Peccato inoltre che, a distanza di un anno dall’inaugurazione, nello scalo campigliese manchi ancora un’edicola.

Nel fabbricato viaggiatori sono stati ricavati nuovi spazi per accogliere attività commerciali. Per questi spazi, come fu detto al taglio del nastro, sarà Rfi a farsi carico di predisporre un bando di gara per individuare i gestori a cui assegnare in locazione le stanze che affacciano tutte al piano terra dell’edificio principale. Sui tempi non furono date indicazioni. E ancora oggi non ci sono notizie. Quell’area rimane chiusa e vuota.

Anche all’esterno il complesso ferroviario è stato abbellito con piante e aiuole. Ma basta fare qualche metro per trovarsi in uno scenario desolante, tra erba incolta e capannoni abbandonati da anni.

Quella zona fa parte di una vecchia lottizzazione, di un consorzio di privati, fermata dalla crisi. Per cui il Comune non può prenderla in carico. È un’area periferica rispetto all’abitato di Venturina, aveva detto la sindaca Ticciati, annunciando però l’intenzione di portare nuove attività e servizi in zona, e anche un punto informazioni turistiche, in uno spazio da prendere in comodato d’uso da Rfi.

Annalisa Mastellone – Il Tirreno 19.7.2020

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