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«Un parco non è un giardino. Siamo perplessi per Rimigliano» (Wwf Livorno)

Inserito da il 1 Marzo 2020 – 13:30Nessun Commento

L’associazione punta il dito anche sulla situazione che sta attraversando la Spa.

«La scelta del Comune di di gestire in prima persona il parco di ci lascia un po’ perplessi». Così a nome di Wwf Livorno il vicepresidente Stefano Gualerci.

E per dare la misura cita quanto accaduto a primavera dello scorso anno. «Gli ultimi interventi fatti dal Comune per la sostituzione della rete idrica nel parco hanno dato l’esempio di mancanza di rispetto del bosco stesso e delle piante: buche profonde lungo i sentieri che hanno tranciato radici delle piante tra cui ai pini che hanno un apparato radicale poco profondo e poco sviluppato che non va di certo toccato se si vuole che la pianta non cada!».

Il sistema dunale «non è in ottimo stato conservazionistico, ma Rimigliano può vantare da due anni la presenza di nidi di tartaruga caretta caretta e proprio grazie alla segnalazione al Wwf, alla sorveglianza dei suoi volontari e di altre associazioni, all’intervento degli esperti Arpat, Tartamare, Otp e Capitaneria di porto, si è collaborato alla riuscita della schiusa e alla promozione del territorio».

L’arenile può ospitare, come avvenne nel 2012, anche il rarissimo Fratino, che proprio nelle prossime settimane proverà a tornare sulle nostre spiagge per trovare angoli di pace dove nidificare, da marzo a luglio.

«Per tutelare anche lui, oltre i nidi di tartaruga, è importante che l’amministrazione locale entri definitivamente nell’ottica di abbandonare e far abbandonare la pulizia meccanica dell’arenile, che è al primo posto per i danni e i disturbi arrecati ai nidi di fratino – dice Gualerci -. Questa va sostituita con una più congeniale pulizia manuale, che tutela anche la duna pioniera e le sue piccole piante, come già sta avvenendo in alcuni tratti di spiaggia nei comuni di Castagneto Carducci e Bibbona.

A dimostrazione di ciò, l’ultimo nido di caretta caretta, che si sarebbe trovato proprio sulla “strada” del mezzo gommato che effettua la pulizia sulla spiaggia e che grazie alle segnalazioni di alcuni volontari e stato fatto passare più a mare, evitando un grave danno».

Un occhio alla gestione quotidiana di Rimigliano. Insomma, alla luce dei fatti il Wwf ha «molte perplessità che l’amministrazione comunale di San Vincenzo, con le sue limitate forze e conoscenze in materia ambientale possa gestire quest’area, che necessita non solo di messa in sicurezza delle piante, ma anche di una vigilanza a tutto tondo. Ci auguriamo che non sia un solo calcolo economico, che punta all’incasso dei parcheggi e delle convenzioni con le strutture turistiche presenti o peggio, un grimaldello per allentare le maglie di una gestione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, di cui la Parchi Val di Cornia, nel bene e nel male, era garante».

E sottolinea: «Questo anche alla luce dell’elaborazione del nuovo Piano strutturale. Ricordiamoci che Rimigliano non è mai stato fatto rientrare come area Anpil, a differenza degli altri parchi della Val di Cornia, ma è rimasto parco comunale e quindi privo di tutela dal punto di vista ambientale delle leggi che regolamentano i parchi e le riserve».

A proposito della Parchi Spa «spiace apprendere, ancora una volta, che una società che aveva lo scopo di unire e valorizzare un bene prezioso per il nostro comprensorio, sia messa in grande difficoltà proprio dai suoi principali azionisti. Invece di scorgere una direzione unitaria verso cui prefiggerci degli obiettivi comuni, conservazione e valorizzazione del territorio, pare che ognuno voglia gestire il proprio cortile e perché no, farci anche cassa. Tutto l’opposto di ciò che negli anni ’70 si era pensato».

Il Wwf chiede che «si inverta la tendenza, c’è bisogno di un rilancio della società Parchi con un budget finanziario adeguato per permettere a questa di mantenere le sue funzioni e di svolgerne di nuove. Invece di togliere gestioni si cerchino nuove aree da gestire e tutelare. Chiediamo che le aree da gestire siano veramente tutelate inserendole nel sistema dei parchi regionali e siano gestite unitariamente».

E conclude il vicepresidente Gualerci: «Troppe volte abbiamo visto amministrazioni che trattano luoghi belli e importanti naturalisticamente come fossero aiuole di un giardino o di un parco giochi o peggio ancora, trasformati in aree di speculazioni edilizie. Ecco questo non è il futuro che merita Rimigliano!».

Il Tirreno 1.3.2020

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