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Dissequestrato il villaggio Paradù. «Non c’è stato reato ambientale»

Inserito da il 28 Gennaio 2020 – 17:37Nessun Commento

Il proprietario condannato per un solo capo d’imputazione. È stato assolto per tutte le altre contestazioni.

Cronogia del caso Paradù


La trasformazione urbanistica del villaggio turistico Paradù, la struttura ricettiva ex Club Med che guarda il mare dalla pineta di Marina di Castagneto Carducci, non è stata uno scempio ambientale. E le casette che in parte hanno sostituito i vecchi bungalow non sono state (in grandissima parte) realizzate aggirando normative e leggi che regolano i canoni della buona edilizia.

È questo, in estrema sintesi, il significato della sentenza con cui il tribunale di Livorno ha assolto «perché il fatto non sussiste», da quattro dei sei capi d’imputazione Riccardo Mariotti, amministratore della Medonoratico, società proprietaria della struttura ricettiva.

L’imprenditore è stato invece condannato a due mesi di arresto (la pena è sospesa) e 20 mila euro di multa per quello che riguardava il primo intervento (poi modificato) all’interno del villaggio.

È risultato infine prescritto l’ultimo capo d’imputazione nel quale veniva contestata la mancata comunicazione alla Regione del progetto collegato al rischio sismico.

Ma al di là delle sentenza che comunque dà ragione ai difensori dell’imprenditore (anche il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione), forse l’aspetto determinate riguarda il dissequestro della parte del villaggio dove ancora c’erano i sigilli a distanza di oltre cinque anni dal primo provvedimento. E soprattutto nessuna prescrizione sul dover riportare l’area allo stato precedente. Dunque una sorta di via libera del Tribunale alla società per concludere il progetto, ovviamente nel rispetto delle normative che sono comunque di difficile interpretazione e che rispetto all’inizio dell’indagine sono state cambiate dal legislatore chiarendo alcuni aspetti poco chiari.

«Il Tribunale di Livorno – spiegano dopo la lettura del dispositivo gli avvocati Marco Talini ed Enzo Vichi – dopo un lungo ed articolato dibattimento, ha assolto Riccardo Mariotti, amministratore della Medonoratico srl, dai reati urbanistici, edilizi ed ambientali contestati dalla Procura. Non ci furono, in sostanza, né lottizzazione abusiva né realizzazione di opere in assenza di permesso a costruire, né deturpamento dello splendido contesto ambientale del tombolo di Marina di castagneto Carducci».

I difensori di Mariotti provano anche a interpretare il significato giuridico della condanna dell’imprenditore. «Quanto all’affermazione di responsabilità relativamente al capo C, il primo rilievo da fare è che sembra evidente che il Tribunale abbia ritenuto corretta la successiva convalida amministrativa dell’ottobre 2016, e, quindi l’intervento complessivamente effettuato e da completare.

Infatti l’avvenuta restituzione dell’intera area del villaggio senza alcuna prescrizione – fanno notare – lascia intendere che il reato contravvenzionale non abbia influito sul progetto che la società completerà nei prossimi giorni. In ogni caso, pur essendo assai prossimo il termine di prescrizione del reato – concludono – auspichiamo che si possa ottenere una riforma nel merito in Corte d’Appello. Anche se la sentenza è ampiamente favorevole al Mariotti e alla società Medonoratico, intendiamo infatti appellare per ottenere un’assoluzione completa». 

Federico Lazzotti – Il Tirreno 28.1.2020

Le casette ridotte da 655 a 393
I posti complessivi diventano 1.308

Le casette all’interno del villaggio Paradù ridotte dalle iniziali 655 a 393 per 1.308 posti complessivi. Sono questi i numeri definitivi del villaggio turistico immerso nella pineta di Marina di Castagneto e che sarà completato prima dell’estate. «I nuovi chalet – si legge sul sito del villaggio – sono stati pensati come strutture completamente amovibili, appoggiate su sabbia e riciclabili al 100% e ogni appartamento è ideato come indipendente a livello di consumi idrici ed energetici. Il massimo rispetto della quiete e l’impegno verso il risparmio energetico vengono garantiti anche dalle numerose scelte interne che vedono gli stessi ospiti protagonisti: dalla raccolta differenziata alle attività ecologiche per i più piccoli».

L’intervista:

Cinque anni e due mesi dopo il sequestro Paradù, il villaggio turistico ex Club Mediterranée, l’imprenditore Riccardo Mariotti (legale rappresentante della società MeDonoratico), assolto ieri Dal Tribunale di Livorno, si sente finalmente libero.

«Sono contento perché il Paradù è dissequestrato definitivamente e posso portare avanti il mio progetto iniziale. Tutte le maggiori e più gravi imputazioni a mio carico sono cadute. Sono stati anni di attesa ma sono sempre stato convinto di non aver commesso nessun reato contro l’ambiente anzi ho cercato di tutelare al massimo il luogo in cui mi trovavo».

Ci può riassumere brevemente?

«Sono stato assolto con formula piena per quanto riguarda i reati di lottizzazione abusiva in area a vincolo paesaggistico, danno ambientale, mi avevo accusato di aver fatto uno scempio ambientale, e ancora rischio idraulico. Non ci sono nemmeno reati contestati come trasformazione del bosco, taglio abusivo, a meno di dieci metri di distanza dal fosso e i pali di castagno (7000). Resta aperta solo la questione della prima autorizzazione paesaggistica e ne sono rammaricato perché ho agito seguendo le indicazioni di pubblica amministrazione, Procura, Tribunale del Riesame. Abbiamo fatto tutto quello che ci era imposto attraverso l’ausilio di professionisti, avvocati, organi competenti. Nella bontà delle regole».

Ora cosa farete?

«Partiremo subito con la costruzione delle case che erano rimaste in sospeso. Per un totale di 393. E poi il ricorso».

Cosa le lascerà questa vicenda?

«L’amaro in bocca per la traversia che ho vissuto nonostante avessi fatto tutto il possibile per agire nel rispetto delle regole – rivolgermi ai tecnici più esperti, agli avvocati per avere consulenze su cosa si poteva e cosa non si poteva fare, ottenere le autorizzazioni dalle autorità competenti, che effettivamente le hanno rilasciate – e, allo stesso tempo, la soddisfazione di aver constatato come la Procura, che inizialmente aveva mosso l’accusa, alla fine abbia capito la realtà dell’intervento e abbia chiesto l’assoluzione. Chi mi ha condannato fino ad oggi, come fautore di disastri ambientali e abusivismo, dovrà ricredersi».

Divina Vitale

 

 

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