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Maledetti piccioni di via Leopardi…

Inserito da il 22 Giugno 2018 – 19:58Nessun Commento

…ovvero le tribolazioni di Laura, proprietaria di una casa nel di Campiglia.                                                 

PARTE PRIMA
La casa   acquistata nel 2012 nel centro storico di Campiglia fin da subito ha presentato un problema, destinato negli anni a crescere fino alle attuali insostenibili dimensioni: la presenza di piccioni che nidificano – sempre più numerosi – nel sottotetto dell’immobile confinante, lordando gli scalini d’accesso al mio appartamento, così come tutto il tratto di strada sul quale insiste l’immobile stesso di via Leopardi, civico 7.

Già in quell’anno mi sono rivolta ai condomini del civico 7 ed al Comune, perché intimasse ai proprietari delle singole unità di provvedere (raccomandata AR):

Nessuna risposta dai destinatari.

Così pure, negli anni successivi, ho sollevato di nuovo il problema alle c.d. autorità competenti, sempre con raccomandata, specificando che non ero e non sono legittimata ad intervenire sulla proprietà altrui, via via aggiungendo o variando qualche destinatario, nella speranza di trovare “il soggetto istituzionale competente” .

  

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Ho inviato anche le immagini del degrado ad un assessore – che nella mia scarsa dimestichezza con la scansione democratica delle materie e dei settori di competenza – avrebbe potuto rispondermi: non avendo ricevuto risposta alla mia e-mail, gli ho fatto persino la posta in Comune.

Durante l’incontro ha mostrato di prendere a cuore il problema, e si è impegnato a cercare una soluzione, ma ha rilevato che i piccioni sono animali protetti, perciò non è consentito alcun intervento quando questi volatili infestano i tetti delle case/ abitazioni private.

Nel successivo incontro della settimana scorsa, altro funzionario comunale ha sottolineato questo particolare STATUS dei piccioni, che impedisce di prendere provvedimenti quando i danni e i disagi appunto provengono da piccioni RIFUGIATI su edifici privati.

 PARTE SECONDA
Dal momento che la casa è di fatto attualmente inaccessibile, ho intrapreso in contemporanea due differenti interventi, entrambi pacifici e ragionevoli.

E già, perché tra i metodi rudimentali suggeritimi per convincere i piccioni al allontanarsi, ho sperimentato quello di provocare un forte rumore e così ho fatto esplodere 4 petardi – c.d. miniciccioli – che hanno provocato l’allontanamento temporaneo dei piccioni, ma anche l’arrivo della Polizia Municipale chiamata da qualche solerte vicino.

Anche la Vigile – di fronte allo scempio – si è mostrata stupefatta e compartecipe. Mi ha suggerito di provare con i mitra ad acqua a lunga gittata…

Ha convenuto poi che – data la distanza dal tetto, non avrei potuto comunque raggiungerli.

Il primo intervento messo in atto è stato quello di attivarmi per ottenere il consenso dei condomini  ad eseguire i lavori suila “canala” di gronda del tetto, ovvero chiudere l’accesso ai piccioni, con preventivi ottenuti in tempi brevi (da chi evidentemente ha compreso la gravità e l’urgenza della situazione).

La seconda strada intrapresa è stata quella di cercare altri soggetti istituzionali competenti a farsi carico e a risolvere il problema, che ha dei forti connotati riguardanti la salute, e non solo la mia.

Dei soggetti interpellati, due hanno risposto sollecitamente, il medico della Asl NordOvest, deputato all’igiene e sanità- quello che un tempo era l’Ufficiale sanitario -, ed il vicecomandante della Polizia provinciale.

Entrambi si sono dichiarati incompetenti. La polizia veterinaria, alla quale è stato inoltrato il mio appello – mi è stato risposto -potrebbe esserlo…

 PARTE TERZA
Allora, con scrupolo ed ostinazione, ho di nuovo cercato di far luce e mettere ordine sulle competenze e sulle discipline di riferimento, mentre tentavo di rappresentare graficamente il quadro che veniva delineandosi…

Via via che mi documentavo, emergeva un intreccio, di quelli che le coreografie di Virgilio Sieni potrebbero bene esprimere, in cui danzatori “monadi” si alternano a grovigli umani…

La similitudine evocativa non è riuscita tuttavia ad isolare i problemi, facendo chiarezza, tratto dopo tratto, secondo un metodo che nella ricerca di solito funziona.

Macché.

Ho letto in una nota dell’Anci che le competenze in materia di sanità pubblica e polizia veterinaria sono suddivise a seconda che si tratti di

Un livello “ordinario” da ricondurre ai servizi veterinari delle ASL e del Ministero e riferito ai normali controlli di sicurezza alimentare e tutela della salute di uomini ed animali. Un livello “straordinario” collegato alle emergenze sanitarie e alle relative misure eccezionali da adottare. Nel caso quindi di emergenza esclusivamente locale, il riparto delle competenze previste dalla normativa vigente (L. 833/78, D.Lgs. 112/98 art. 117 e DPR 320/54) tra autorità tecnica (ASL) ed amministrativa locale (Sindaco) “.

Di conseguenza sussiste ancora…” nel caso quindi di emergenza esclusivamente locale, il riparto delle competenze previste dalla normativa vigente (L. 833/78, D.Lgs. 112/98 art. 117 e DPR 320/54) tra autorità tecnica (ASL) ed amministrativa locale (Sindaco)”

TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DELL’ANCI

Questo vuol dire che “nel caso di specie”, ovvero nella inqualificabile situazione di via Leopardi c’è un soggetto istituzionalmente preposto che può, DEVE INTERVENIRE.

Leggo anche di una delibera del 2015 della Giunta Regionale della Toscana  che autorizza il ”prelievo” di piccioni.

Di eufemismo  si tratta, dal momento che il termine, si solito aggettivato da “bancario” o “ematico”, in questo contesto significa uccisione  di piccioni e di storni riservata a cacciatori residenti in Toscana circoscritta ad un periodo di quell’anno e solo negli appezzamenti in cui sono presenti le coltivazioni di cereali, proteaginose e oleproteaginose, nonché in prossimità degli stessi per un raggio di 100 metri, in presenza di coltura in atto e in presenza di sistemi dissuasivi incruenti a protezione delle colture; verrà effettuato inoltre in prossimità dei centri aziendali di stoccaggio e dei centri di conferimento delle produzioni agricole, per un raggio di 200 metri,

TESTO DELLA DELIBERA DELLA REGIONE TOSCANA

Ne devo dedurre che nell’ipotesi in cui sussista un pericolo di danneggiamento alle colture i piccioni POSSANO ESSERE “PRELEVATI”.

Ovvio che non si parli di pericolo per gli umani: in caso di propagazione di zecche e quant’altro, cadute per scivolamento sul liquame sembrerebbe NON FOSSE AMMESSO IL PRELIEVO.

Entrambe le letture riportate aprono degli spiragli alla soluzione del problema, ma ne mostrano aspetti anche contraddittori.

EPILOGO

A questo punto mi viene in mente una soluzione, anzi, LA SOLUZIONE, pacifica, animalista, poco costosa, che non richiederà l’intervento di alcun soggetto, privato o pubblico.

Imitando in certo qual modo Pollicino spargerò giorno dopo giorno senza risparmio, grandi , grandissime quantità di granturco e di mangime lungo un percorso del centro storico che si concluderà al Palazzo Pretorio , o perché no?, davanti all’edificio dove alloggiano gli uffici del Comune.

I piccioni lasceranno via Leopardi per destinazioni migliori, ci conto.

Sto cercando casa a San Vincenzo.

Laura Riccio
Comitato per Campiglia

POST SCRIPTUM FIRMATO GIUSEPPE MASIA:

 

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