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Ztl in parte pedonale, ecco il progetto

Inserito da il 21 Novembre 2017 – 13:30Nessun Commento

Recuperare il ruolo originario di centro cittadino. È questa la necessità rilevata nel progetto di riqualificazione della ztl avviato dall’amministrazione Soffritti.

Lo studio degli architetti Ottanelli-Manetti (di Piombino) è partito da un’analisi di via Indipendenza, e di largo Sbarretti, leggendone sia l’ambiente urbano che la fruizione da parte dei cittadini. Via Indipendenza, si legge nelle considerazioni che fanno da premessa, ha sempre rivestito un ruolo di primaria importanza per , nata sul tracciato della vecchia Aurelia, asse viario intorno a cui nel diciannovesimo e ventesimo secolo si è sviluppata l’intera frazione e la sua vita socio economica.

Questo ruolo, prosegue il documento, è andato man mano affievolendosi negli ultimi decenni a causa del rapido sviluppo della zona artigianale. Mentre il rifacimento dell’arredo urbano realizzato agli inizi del 2000 “ha aggravato la situazione, realizzando un ibrido carrabile-pedonale”, con la presenza di parcheggi e un traffico, anche se limitato, molto impattante, e ha creato disordine e perdita d’identità.

Largo Sbarretti, che è una piazza naturale, si presenta invece con un disegno casuale e spontaneo di aiuole, lampioni, alberi e pavimentazione, “accentuando ulteriormente – è scritto nella relazione – il senso di disordine e di perdita d’identità”.

Pertanto, sono stati identificati tre temi del progetto: la riqualificazione di via Indipendenza, quella di largo Sbarretti e l’individuazione di vari punti di interesse, ovvero del punto di intersezione tra via Indipendenza e largo Sbarretti e degli spazi di relazione col resto del paese, l’ingresso lato San Vincenzo e quello lato Follonica, e le intersezioni con via Trieste e via fratelli Bandiera.

Il metodo di lavoro seguito dai progettisti si è sviluppato anche attraverso vari sopralluoghi, che hanno evidenziato “il desiderio – si legge – da parte della cittadinanza di luoghi statici di relazione”. Da quest’analisi, che comprende ovviamente anche il verde, l’illuminazione (anche solare) e il costruito, è stata quindi elaborata la proposta progettuale per un recupero dell’identità dei luoghi, arricchendola di arredi e attrezzature di servizio per rigenerare spazi di relazione da poter vivere quotidianamente dal cittadino. Un progetto che stabilisce linee guida che potranno essere seguite anche nei prossimi anni sia da parte dell’amministrazione pubblica che da parte di privati e aziende.

Via Indipendenza. Diventerà una vera e propria zona a traffico limitato, limitando al minimo indispensabile la fruizione carrabile. Verranno eliminati quindi gli stalli dei parcheggi e i vari interdittori al traffico presenti per creare un unico spazio pedonale e incentivare relazioni e vivibilità del centro (verranno messi interdittori nel punto di raccordo con via Trieste e agli ingressi).

Nei punti di interesse e sul lato nord saranno installati dei totem, strutture in acciaio con fioriere alla base che col tempo verranno ricoperte da piante rampicanti, creando così delle ombreggiature. Arriveranno anche delle nuove panchine: sedute singole e doppie da disporre in posizione frontale a quelle esistenti o in piccoli gruppi a ridosso di alberi e totem. Un’attenzione particolare verrà posta al punto d’intersezione con largo Sbarretti, dove verranno posizionate delle sculture luminose dal colore rosso acceso, che rappresenteranno la nuova immagine del centro.

Largo Sbarretti. Per quello che sarà il vero baricentro della nuova ztl, la riqualificazione prevede la realizzazione di una gradonata anfiteatro da poter utilizzare sia come zona di sosta che per la messa in scena di piccoli spettacoli all’aperto. Verrà installata anche una fontana “memoria del legame di Venturina Terme con l’acqua”: sarà appoggiata a un muretto alto centocinquanta centimetri e sarà dotata di cascate e zampilli. Inoltre, un piccolo giardino sarà creato per delimitare gli spazi della piazza, con siepi, arbusti e alberature ad alto fusto.

Annalisa Mastellone – Il Tirreno 21.11.2017

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