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Caso Park Albatros: no della lista As alla variante,iI tre consiglieri lasciano l’aula

Inserito da il 16 Novembre 2017 – 13:30Nessun Commento

La variante al regolamento urbanistico per il Park Albatros, dopo il via libera della Regione Toscana, incassa anche il sì dal consiglio comunale sanvincenzino nella seduta del 14 novembre, coi voti favorevoli di c’è e di SìAmo . Contrari i tre consiglieri di Assemblea sanvincenzina (As) Paolo Riccucci, Fabiana Boccini e Francesco Battini, che dopo aver votato no hanno abbandonato la seduta.

«Quella del sindaco Alessandro Bandini – sostiene As – sarà ricordata come l’amministrazione del più grande abuso in Val di Cornia. Nessuno tra sindaco, giunta e uffici si è accorto che dal 2010 era occupata abusivamente una pineta boscata e vincolata».

As lamenta che le uniche modifiche al piano attuativo riguardino una porzione a rischio idrogeologico e la grandezza della rotonda che dovrà essere ridotta. «Non si è pensato a dividere la viabilità delle auto da quella ciclopedonale – sostengono Riccucci, Boccini e Battini -. Si prevede di ampliare la strada fino ai 12 metri, trovando difficoltà nell’eseguire i lavori entro l’estate 2018 a causa dell’adeguamento dei ponti. Sarebbe bastata una viabilità alternativa, magari in legno, che attraversasse il padule e permettesse di portare cicli e pedoni in sicurezza al camping. Era più semplice, bello e conveniente da un punto di vista paesaggistico e anche meglio integrabile in un sistema di ciclovie che avrebbe potuto collegare San Vincenzo, Poggio alle Formiche, Baratti, Venturina».

Tuttavia, per la lista di opposizione, il vero problema è che «il più grande fenomeno di abusivismo a opera di un singolo privato nella storia della Val di Cornia finisce a tarallucci e vino grazie a un iter amministrativo di Regione e Comune che ha giustificato tutto quello che serviva giustificare». Che prosegue: «Siccome il Park Albatros poteva estendersi su un campo di 7 ettari stando a una convenzione tra l’altro scaduta nel’98, la giunta lo fa estendere di 5 ettari nella pineta vincolata e boscata che il privato ha già occupato abusivamente».

As parla di «un grosso inganno» e si chiede «su che basi un privato, che alla scadenza di una convenzione con un ente pubblico per la realizzazione di un’opera, continui a vantare uno pseudo diritto sulla pianificazione di un’area dove ha realizzato un abuso di entità enorme». La pianificazione del territorio, conclude As, «ancora una volta è stata scritta da un privato».

Paolo Federighi – Il Tirreno 16.11.2017

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