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Il programma di candidatura di Matteo Brogioni – parte 2

Inserito da il 15 Ottobre 2017 – 18:05Nessun Commento

Pubblicato sul suo profilo Facebook la seconda parte del programma di Matteo Brogioni, candidato a segretario dell’Unione Comunale PD. I temi sono il termalismo, le attività produttive e l’agricoltura.
Di seguito le osservazioni del CxC.

TERMALISMO UNA RICCHEZZA DA SALVAGUARDARE

Il Settore Termale a Venturina Terme ha conosciuto negli anni un importante sviluppo, divenendo una fetta importante dell’economia del territorio. Considerata la fragilità della risorsa, appare assolutamente necessario produrre, anche con il sostegno della Regione Toscana, uno studio più approfondito sulla disponibilità e dislocazione di questa risorsa che si pone l’ambizione di caratterizzare la frazione di Venturina Terme, rendendolo un paese riconoscibile ad una certa fetta del mercato turistico-sanitario e del benessere.

Il nostro partito deve riconoscere le enormi opportunità di questo settore economico e cercare di sostenerlo nel rispetto della risorsa naturale che va a sfruttare ed utilizzare.

Un’attenzione che deve essere sempre maggiore considerata la forte mutevolezza delle condizioni meteoriche e i lunghi periodi di siccità in grado, purtroppo, di compromettere anche la portata delle sorgenti naturali dalle quali sgorga l’acqua termale.

Analizzando la seconda parte del programma di Matteo Brogioni è importante condividere il tema TERMALISMO UNA RICCHEZZA DA SALVAGUARDARE, viste le ricadute positive sull’economia del territorio. Giustamente si sottolinea la necessità di approfondire gli studi necessari a verificare la disponibilità e la dislocazione di questa ricchezza.

Va però anche ricordato che fino ad oggi non si è fatto alcun serio approfondimento sulle eventuali interferenze tra disponibilità idrotermale e attività estrattive. Certo è che l’attuale Amministrazione ha adottato una Variante al Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico per consentire di scavare con tempi indefiniti e ben oltre la scadenza delle Concessioni, circa sei milioni di metri cubi consentiti oltre i dieci milioni già scavati in sedici anni.

Nella fase di costruzione della Variante, l’ARPAT ha richiesto approfondimenti sulla risorsa idrotermale evidentemente per essere sicuri che l’attività estrattiva non pregiudicasse il bacino idrotermale. Alla richiesta è stato risposto che le indagini si faranno al momento del progetto di dettaglio. Cioè prima si consentirà di scavare e poi si vedrà se scavare mette in crisi le terme : questo modo di procedere è inaccettabile e ci auguriamo che il programma di Matteo Brogioni rifiuti questo modo di fare pianificazione territoriale.

A lato del tema sulla potenzialità economiche delle risorse termali, va detto che la bassa qualità urbanistica ed edilizia del così detto “Parco Termale” e le previsioni espansive dei “Laghetti di Tufaia” non aiuteranno certo il turismo termale; ed è quindi da capire se Matteo Brogioni  pensa sia corretto rivedere gli strumenti urbanistici in modo da garantire una qualità migliore sotto questo aspetto.


IL MONDO PRODUTTIVO IL MOTORE DELL’ECONOMIA DI VENTURINA TERME E DELLA VAL DI CORNIA

Per quanto riguarda invece il settore delle attività produttive, che come detto rappresenta l’ossatura dell’economia di Campiglia M.ma e più in generale della Val di Cornia, l’area artigianale di Campo alla Croce dovrà essere sfruttata di più e meglio, attraverso la creazione di sinergie con l’area portuale e retro portuale di Piombino.

Un’area da potenziare per agevolare le piccole e medie imprese che lavorano su questo territorio; un’area dedicata alla produzione e al commercio che liberi il centro urbano da strutture che poco si sposano con l’architettura e lo spirito delle abitazioni di Venturina Terme, e che snellisca la viabilità cittadina agevolando gli spostamenti sia delle aziende, sia degli abitanti.

E’ necessario spingere ed incentivare chi ancora occupa suolo all’interno del paese a spostarsi in questa area più funzionale alla produzione e più idonea allo sviluppo della stessa.

Non dobbiamo trascurare l’espansione delle realtà virtuose presenti nel nostro Comune, in continua espansione, ma al contrario dobbiamo sostenerle ed incentivarle, garantendo il nostro contributo affinché possano ulteriormente qualificarsi in termini strutturali, nel rispetto dell’ambiente e del contesto nel quale sono inserite, ma anche in termini innovativi, sollecitando investimenti che possano garantire sempre una maggiore qualità della produzione e del prodotto.

Quanto al tema “IL MONDO PRODUTTIVO IL MOTORE DELL’ECONOMIA DI VENTURINA TERME E DELLA VAL DI CORNIA” va condiviso il valore che Matteo Brogioni dà a questo settore, così come l’esigenza che “l’area artigianale di Campo alla Croce sia sfruttata di più e meglio, attraverso la creazione di sinergie con l’area portuale e retro portuale di Piombino”.

Va però anche detto che vorremmo sapere cosa fare in questa ottica per quelle parti del territorio, agricole per vocazione, che la politica urbanistica ha trasformato in aree produttive abortite. E con queste intendiamo la lottizzazione delle Lavoriere e i capannoni che non decollano per mancanza di attività produttive interessate, da costruire su via della Monaca che oltretutto si configureranno come un danno al paesaggio rurale della collina.

E in questo quadro non va dimenticata la situazione della Stazione, landa desolata di stanzoni vuoti o mai costruiti.


L’AGRICOLTURA UN FIORE ALL’OCCHIELLO CHE VA SOSTENUTO E RILANCIATO
L’agricoltura ha rappresentato e contribuito a costruire nel tempo il nostro paesaggio, le nostre tradizioni gastronomiche e persino una parte importante dell’identità culturale della nostra comunità. 

La Val di Cornia, infatti, ha rappresentato e rappresenta tutt’ora una importante zona produttiva della Toscana, soprattutto per il settore ortofrutticolo, con particolare attenzione al carciofo, allo spinacio e al melone. 

Il settore vitivinicolo, si è affermato sui mercati internazionali e sta continuando in modo virtuoso il suo processo di crescita ed espansione, così come il nostro olio d’oliva, la cui qualità è largamente riconosciuta.

Nonostante questo l’agricoltura sta vivendo una crisi profonda che mette a rischio la tenuta delle aziende che anche nel Comune di Campiglia M.ma rappresentano una fetta importante non soltanto dell’economia ma anche della cultura del nostro territorio.

Il 70% dei prodotti agricoli viene commercializzato all’interno della Grande Distribuzione Organizzata, che da una parte garantisce il produttore, ma dall’altra lo costringe a selezionare il prodotto non soltanto in base alla qualità, ma anche all’estetica, a contrarre i costi di produzione e ad accelerare i tempi della stessa, con conseguente difficoltà soprattutto dei piccoli produttori. 

Per queste ragioni credo che l’agricoltura, vada stimolata e promossa anche attraverso la creazione di binomi prodotto-frazioni del nostro Comune (basti pensare al carciofo violetto di Venturina), che sia necessario mettere in campo processi di collaborazione ed unione fra i nostri agricoltori, che si debbano favorire le filiere di trasformazione, attirando investimenti sulle stesse, che si debba lavorare ancora di più sulla commercializzazione locale, sulla filiera corta, sul biologico e sul km 0, mercato oggi di interesse e in espansione, lavorare sul tema dell’acqua e sulle sempre più frequenti crisi idriche derivanti da prolungati periodi di siccità che mettono in ginocchio intere aziende riuscendo in una sola stagione a distruggere quanto si è riusciti ad impostare in un intero anno di lavoro.

E’ necessario individuare insieme alle Amministrazioni Comunali delle soluzioni strutturali, di raccolta delle acque e di ravvenamento delle falde che siano in grado di raccogliere le acque nel periodo delle piogge e di metterle a disposizione nei periodi di siccità. Un tema annoso, difficile, che necessita di tutta la nostra attenzione, così come di quella dei soggetti a vario titolo sono coinvolti in questa difficile e complessa sfida.

Matteo Brogioni affronta poi il tema “L’AGRICOLTURA UN FIORE ALL’OCCHIELLO CHE VA SOSTENUTO E RILANCIATO”. Su questo tema Brogioni fa affermazioni condivisibili, ma vorremmo aggiungere che gli esempi fatti prima sul consumo di suolo agricolo, dimostrano nei fatti una spinta speculativa che alla fine non solo ha fatto fallire imprese edili e immobiliaristi, ma ha squalificato il territorio agricolo circostante.

Anche qui è da augurarsi un ripensamento completo che si rifletta nei piani urbanistici. Se si vuole aiutare il settore agricolo è anche da modificare tutta la normativa attuale del Regolamento Urbanistico che costringe a lunghi e costosi iter burocratici spesso inutili.

Anche il tema dell’acqua è giustamente messo in luce, sia sotto l’aspetto dei problemi relativi all’abbassamento della falda e alla conseguente salinizzazione e impossibilità di utilizzarla per molte colture. Questo comporta attività di ricerca per capire quali colture siano più idonee per questi territori, e studiare i sistemi per ridurre i prelievi di acqua, uno dei quali è certamente la riduzione delle perdite della rete idrica, problema quindi politico  di rapporto tra comuni e ASA.

Infine nel mondo dell’Agricoltura una forza politica seria dovrà finalmente affrontare il problema del corretto impiego di mani d’opera straniera e tutti i fenomeni di sfruttamento che purtroppo sono presenti nel territorio e da troppo tempo sottostimati.

Comitato per Campiglia

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