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23 Settembre 2019 – 08:37 |

Ecco il contenuto dell’interpellanza che il Gruppo 2019 ha mandato al Sindaco e Presidente del Consiglio comunale Dr.ssa Alberta Ticciati:

Premesso che

sul comparto della Fonte di Sotto esisteva una previsione urbanistica ormai scaduta per la realizzazione …

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Il programma di candidatura di Matteo Brogioni – parte 1

Inserito da il 9 Ottobre 2017 – 09:55Un commento
Leggiamo sul suo profilo Facebook la prima puntata del programma di Matteo Brogioni, candidato a segretario dell’Unione Comunale PD.  I temi sono la sovracomunalià, il turismo e la Parchi.
Di seguito alcune osservazioni del CxC.

Dopo aver presentato la candidatura a Segretario dell’Unione Comunale PD di Campiglia M.ma, mi pare corretto iniziare a discutere di contenuti. Per questo pubblicherò a puntate il programma da me depositato. Oggi iniziamo dalla Nostra idea di sovracomunalità e dalla funzione che dovrebbe avere la società Parchi Val di Cornia ( un nome non a caso ) in tutto questo.
Buona Giornata.

 

Premessa

La mia candidatura a Segretario dell’Unione Comunale di Campiglia M.ma scaturisce dalla richiesta fattami da molti Amici e Compagni ad assumermi l’onere e l’onore di guidare la Nostra comunità. Dopo averci pensato un po’ su ho deciso di accettare questa sfida.

L’esperienza maturata all’interno degli organismi del partito come Segretario del Circolo di Campiglia M.ma prima e come Capogruppo in Consiglio Comunale durante il primo mandato Amministrativo del Sindaco Soffritti, mi hanno dato la possibilità di conoscere meglio il territorio comunale e di approfondire alcuni nodi fondamentali della politica territoriale di cui Campiglia, spesso, ne rappresenta il perno.

Oggi di fronte al rinnovo degli organismi territoriali del partito mi sento di avere le carte in regola per candidarmi a guidare l’Unione Comunale di Campiglia M.ma, occasione per mettere a frutto tutto quello che in questi anni ho avuto la fortuna di imparare in un Comune come quello di Campiglia M.ma, storicamente detentore di un ruolo di spinta e traino per le politiche dell’intera Val di Cornia.

IL VALORE AGGIUNTO DELLA SOVRACOMUNALITA’. 
COME RIPARTIRE NELLE POLITICHE DI AREA

Il PD di Campiglia M.ma ha sempre fatto la propria parte nella promozione delle politiche d’area tra i Comuni della Val di Cornia, anzi ne è da sempre stato il convinto promotore.
Negli anni i processi di aggregazione e unione delle singole realtà amministrative anziché subire le accelerate incentivate e promosse anche dalla Regione Toscana attraverso il sostegno delle fusioni e delle Unioni dei Comuni, ha subito una preoccupante frenata dovuta all’avanzare prepotente degli interessi particolari di alcune Amministrazioni che hanno avuto la meglio su una visione d’insieme, di area.

Questo processo di arretramento non soltanto oggettivo, si pensi al fallimento del referendum sulla fusione di Campiglia Suvereto, sul lancio finito nel vuoto del Comune Unico di Piombino, o ancor prima l’esperienza di fatto vanificata della Cevalco per la valorizzazione delle politiche di area alla quale di fatto non ha seguito nient’altro, ha comportato anche una preoccupante involuzione culturale che oggi condiziona inevitabilmente le politiche di area. 

Proprio oggi che più che mai il concetto di sovracomuniltà rappresenta l’unico strumento in grado di affrontare la grande complessità dei problemi che il nostro tempo ci pone di fronte e l’unica visione in grado di progettare la realtà nella quale viviamo, nel tentativo di dare risposte efficaci ed efficienti ai nuovi e diversi bisogni dei cittadini. 

Per tutto questo diventa dirimente il ruolo di Campiglia e l’urgenza che l’esperienza e la tradizione politica di questo territorio riesca a recuperare il terreno perso in questo campo e rilanci le politiche di area, con più forza e più convinzione di quanto non abbia saputo fare sino ad oggi, a partire dal recupero della coesione e dalla produzione di atti amministrativi forti e scelte chiare, nette anche se complesse, in grado di fungere da esempio e da traino per gli altri Comuni della Val di Cornia e non solo.

Il PD in questa importante partita deve fare la propria parte, contrastando con convinzione le spinte autonomiste che purtroppo, anche in questa tornata congressuale, si presentano ancora molto forti e motivate. Il PD è un partito di popolo, è una comunità. Ecco, in una comunità si deve essere in grado di guardare oltre al proprio orticello, ambendo a scoprire e mirare nuovi orizzonti, più larghi, rinunciando tutti, nessuno escluso, ad un pezzetto della propria visione comunale, particolare, con l’obiettivo di creare qualcosa di più ampio e funzionale, più collettivo, nell’interesse di tutti i cittadini della Val di Cornia e non solo. 

Questo processo, certo non semplice, passa da un’idea comune e collettiva di area, che deve essere quotidianamente alimentata e rafforzata, affinchè possa tramutarsi prima in motivazione e convinzione culturale e politica condivisa, poi in atti concreti, reali, dei quali il cittadino possa apprezzare nella propria vita la bontà e la qualità.

Come è possibile evincere da questa breve introduzione le politiche sovra comunali d’area sono alla base della proposta politica con la quale mi candido a guidare l’Unione Comunale di Campiglia M.ma.  

In un programma politico la scelta dei temi che lo formano è importante perché permette di capire l’idea politica, in senso lato e non di partito, di chi espone il programma. Nello stesso tempo perché un programma sia credibile e valutabile deve contenere l’analisi dei fenomeni che si ritiene siano di ostacolo alla realizzazione del programma e gli strumenti adatti a superare questi ostacoli.

Nel programma politico presentato per la candidatura a Segretario dell’Unione Comunale PD di Campiglia Marittima, Matteo Brogioni vede nella Sovracomunalità il primo punto di forza per ripartire nelle politiche di area.

Il principio espresso, inteso come superamento di scelte locali e/o localistiche  in un territorio omogeneo come quello della Val di Cornia e non solo,  è condivisibile.

E in questo senso la Val di Cornia ha una tradizione di decenni non fosse altro che nel campo della pianificazione urbanistica come dimostra la storia del Circondario. Il problema nasce quando Brogioni sembra riproporre un modello di sovracomunalità che è naufragato in tutta la Regione senza chiedersene le ragioni e limitandosi ad attribuirne le cause a processi di arretramento e involuzione culturale.

Portare ad esempio il caso di Suvereto-Campiglia è decisamente fuori luogo e vuol dire non avere capito che la fusione di Comuni può avvenire solo dopo una lunga preparazione alle spalle e quando le realtà sono ponderalmente simili. In caso contrario la realizzazione del nuovo Comune si ridurrà ad una scelta ex abrupto e a un fenomeno di colonizzazione, nella quale il Comune più grande fagocita quello più piccolo e annulla la rappresentatività reale dei suoi cittadini. A dimostrazione di questo basta vedere i pochi casi realizzati di in Toscana.

Evidentemente allora, se è vero che la politica di area è sempre più indispensabile ad affrontare i problemi delle comunità locali, questa è realizzabile solo attraverso strumenti meno grossolani di quelli proposti e su questi vorremmo conoscere le idee e le proposte di Matteo Brogioni.

Inoltre poiché il programma è formulato all’interno del Partito Democratico, sarebbe interessante capire come Brogioni intende risolvere il fatto che la disgregazione delle politiche d’area è avvenuta grazie ad Amministrazioni nate da coalizioni tutte a maggioranza Ds e PD. Si è cominciato dal non avere mai voluto far seguire al Circondario altra struttura intercomunale in grado di portare avanti la pianificazione ed evitare così che troppo spesso, le deboli amministrazioni locali cedessero di fronte alle richieste di privati forti su speculazione e trasformazioni improprie del territorio e si arriva oggi a vedere che il Comune di Campiglia Marittima propone una Variante al Piano Strutturale d’Area per cambiare una norma che riguarda le del suo territorio come fosse un problema locale, quando invece avrà una ricaduta pesantissima sul quadro economico, ambientale e paesaggistico della Val di Cornia. C’è allora da chiedersi se vorrà e come potrà Matteo Brogioni modificare radicalmente nel PD questo costume diffuso e consolidato di parcellizzazione della gestione territoriale.


LO SVILUPPO A CAMPIGLIA PASSA DAL TURISMO E DA UNA NUOVA LETTURA DELLA PARCHI

L’economia del Comune di Campiglia M.ma, nonostante il pesante periodo storico e sociale particolarmente difficile, aggravato dalla grave crisi che sul nostro territorio ha colpito duramente la grande industria, ma di riflesso anche tutto il tessuto commerciale e produttivo, ha nonostante tutto tenuto il “colpo”.

La piccola e media impresa, insieme a realtà importanti come Italian Food e Amcor nonstante le difficoltà hanno proseguito la loro marcia, garantendo al territorio una certa stabilità, sicuramente non scontata. Ma lo sviluppo del nostro Comune passa certamente anche da turismo, settore che deve essere ampliato sfruttando al meglio le varie tipologia di bellezze che sono presenti nel nostro. territorio (termali, storiche, paesaggistiche) e nella Val di Cornia. 

Un turismo che insieme a quello balneare possono rendere la nostra area una terra accattivante capace di attrarre il turismo “tradizionale” ma sollecitare anche nuove fette di mercato.

Il Volano dello sviluppo turistico dovrà essere la Società Parchi Val di Cornia, vera promotrice del territorio in senso largo. La Parchi nata come modello di gestione d’area delle politiche di promozione del territorio, oggi indebolita dall’assenza di politiche d’area strtturali ed innovative deve essere rilanciata e ripensata come opportunità di traino per valorizzare le numerose ricchezze che la nostra Val di Cornia Conserva.

Le professionalità qualitativamente elevate che la Società Parchi possiede devono essere funzionali ad una idea rinnovata di turismo, dove i singoli circuiti si integrano e si rafforzano, creando una rete in grado di comunicare al suo esterno meglio e in modo più capillare. E’ necessario investire in un nuovo tipo di turismo, legato al territorio e alla qualità dell’offerta, riqualificando e differenziando i servizi delle strutture ricettive e sostenendo la destagionalizzazione del turismo.

Il secondo punto del programma di Brogioni è : LO SVILUPPO A CAMPIGLIA PASSA DAL TURISMO E DA UNA NUOVA LETTURA DELLA PARCHI

Anche in questo caso la formulazione è condivisibile, ma anche in questo caso se è vero che il turismo è un “settore che deve essere ampliato sfruttando al meglio le varie tipologia di bellezze che sono presenti nel nostro territorio (termali, storiche, paesaggistiche) e nella Val di Cornia”, come si giustifica la politica del silenzio, del non confronto, del non approfondimento, che sulle cave ha sempre caratterizzato l’Amministrazione di Campiglia almeno negli ultimi 10 anni?

Se si considera che chi ha scoperto San Silvestro, Riccardo Francovich, ha sempre sostenuto la impossibilità di convivenza tra Parco Archeomineralogico e Cave, se si considera che nulla è stato fatto per ampliare il Parco stesso e per garantire un uso turistico di emergenze di archeologia industriale come il complesso della Etruscan Mines, c’è da chiedersi come Brogioni valuti questa situazione che è in linea di collisione con il suo programma, e cosa di fatto intende proporre per ovviare ad una politica fortemente sostenuta dal suo partito di mantenimento ad oltranza e sine die di imponenti ed invasive attività estrattive di inerti.

Arch. Alberto Primi
Comitato per Campiglia

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