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23 Settembre 2019 – 08:37 |

Ecco il contenuto dell’interpellanza che il Gruppo 2019 ha mandato al Sindaco e Presidente del Consiglio comunale Dr.ssa Alberta Ticciati:

Premesso che

sul comparto della Fonte di Sotto esisteva una previsione urbanistica ormai scaduta per la realizzazione …

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Dopo lo stupro del Romitorio: come prevenire la distruzione inutile dei boschi?

Inserito da il 1 Agosto 2017 – 12:05Nessun Commento
È dalla fine di giugno che la stampa, Consulta Ambiente, l’ex sindaco di Suvereto Walter Gasperini e ora Legambiente hanno dato notizia dell’ennesimo episodio di distruzione legalizzata dell’ambiente.

Come è stato detto, questa volta è il caso di un tale che dopo avere richiesto e ottenuto un permesso di manutenzione straordinaria di strada boschiva nel Comune di Castagneto Carducci, ha realizzato un’opera che consiste in un allargamento stradale da mt. 2,20 a mt.2,50, in sé poca cosa, ma che nel caso specifico ha comportato la distruzione di affioramenti rocciosi e vegetazione di un antico percorso che attraversa luoghi di alto valore paesaggistico e storico.

   

  

  

Foto: Legambiente Costa Etrusca (clicca per ingrandire)

A fronte delle denunce emerse da più parti, è interessante leggere quanto scrive il Sindaco di Castagneto. Intanto veniamo a sapere che il permesso in questione è stato rilasciato non dal Comune ma dall’Unione delle Colline Metallifere alla quale sono affidate le competenze sulla Forestazione e quindi anche sull’opera in questione.

Si viene poi a sapere che il Comune non è mai stato informato e che il Sindaco ha dovuto chiedere all’Unione un incontro dal quale è scaturito che tutto quanto fatto ha seguito le prescrizioni date al proprietario dall’Unione che evidentemente, visto il risultato, non ha strumenti per valutare il valore dei luoghi dove ammette interventi.

È interessante anche leggere nelle parole del Sindaco la condanna di un modo di procedere dell’Amministrazione pubblica che esautora i livelli amministrativi comunali con il rischio di ritrovarsi un territorio distrutto grazie a tanti piccoli passi concessi da Enti diversi e con finalità che sembrano avere poco a che fare con la tutela del paesaggio.

Il Sindaco lamenta poi che le denunce fatte in questi giorni, anche se giustificabili dall’attenzione all’ambiente, siano state fatte in base ad una incompleta e non verificata informazione e conclude osservando che “di questo passo l’involuzione culturale è conclamata. Se le istituzioni sono messe in condizioni di avere corretta informazione, possono poi darla a loro volta, interloquire con associazioni e cittadini e forse limitare questo processo”.

Di fronte a queste parole non si può che applaudire anche se i difetti rilevati dal Sindaco nel comportamento e nei rapporti con i vari livelli istituzionali, sono gli stessi che molti cittadini e Associazioni hanno ritrovato nei comportamenti del Comune di Castagneto Carducci in non pochi casi, uno per tutti e il più emblematico quello della trasformazione dell’Ex Club Mediterranée nel Paradù: livello di confronto con la popolazione bassissimo, informazioni censurate, nessuna volontà di chiarire aspetti fondamentali quale la presenza o meno della rete dei servizi già al tempo del Club e proprio la volontà di sostenere quella politica dei piccoli passi separati che alla fine modificano completamente paesaggio e ambiente.

Speriamo allora che l’attuale Sindaco impari la lezione da questo caso del Romitorio e da quelli passati e mal gestiti dai suoi predecessori. Speriamo che sia da oggi impossibile procedere in modo che la mano sinistra non sappia quello che fa la mano destra, e che i cittadini siano sempre più informati di quello che succede e ben prima che le situazioni siano irreversibili.

Ma alla fine dei salmi quello che resta è la realtà di un territorio ferito inutilmente o, se si deve dare ascolto alle voci che circolano, a beneficio di chi vorrebbe arrivare comodamente in zone di caccia magari fino ad attrezzare con palchi da affittare a caro prezzo.

A questo punto anche se sappiamo che viviamo in un paese dove la demolizione degli abusi non avviene mai,

  • chiediamo la rimessa in pristino dell’antico percorso.
  • Chiediamo ai Sindaci che si muovano congiuntamente in modo che i permessi rilasciati dai livelli amministrativi diversi da quelli comunali siano sempre discussi e concordati con i comuni.
  • Chiediamo al Sindaco che nel caso della strada del Romitorio sia almeno introdotto il divieto di passaggio ai mezzi motorizzati, ammettendolo solo per quelli di soccorso e antincendi.
  • Chiediamo che le Associazioni Venatorie condannino un modo così barbaro di trattare il bosco, rivendicando la tanto proclamata funzione di tutori della natura.
  • Ma quello che è più importante è che il Comune di Castagneto e tutti gli altri Comuni in zona, e in genere i vari livelli amministrativi, si mettano in testa che senza il controllo questi casi si ripeteranno quotidianamente.
  • Proponiamo che si adotti il principio di rendere obbligatorio, per i Comuni e per tutti gli Enti di livello superiore, un sopralluogo all’inizio dei lavori concessi per verificare la veridicità dello stato dei luoghi dichiarato e alla fine dei lavori per verificare il rispetto di quanto ammesso dai Comuni.  Davanti a questa proposta le amministrazioni lamentano sempre la mancanza di fondi e di personale e si riducono a fare le verifiche a posteriori solo quando ci sono delle denunce o segnalazioni.

Questi sopralluoghi dovrebbero essere invece obbligatori e onerosi, in modo da creare un fondo che permetta di assumere o comunque affidare a tecnici specializzati e competenti in materia edilizia, urbanistica, ambientale e paesaggistica, verifiche non saltuarie e casuali ma generalizzate e costanti.

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi

Monte Coronato e Romitorio (Foto tratta dal Blog MagoZichele)

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