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In marcia il progetto per mitigare la crisi idrica

Inserito da il 20 Luglio 2017 – 19:37Nessun Commento

La siccità ora fa un po’ meno paura agli agricoltori: dal 18 luglio l’acqua depurata del tubo di collegamento dei depuratori Guardamare – Campo alla Croce, alimenta i laghetti irrigui dell’impianto Fossa Calda di risolvendo così per buona parte i problemi derivanti dalla grave siccità di quest’anno.

Il tavolo di lavoro congiunto, che ha preso vita dal Protocollo d’intesa per la lavorazione del pomodoro da industria toscano, da mesi lavora alla progettazione strategica di interventi per mitigare l’emergenza idrica che ciclicamente grava sulla Val di Cornia e nell’ultima conferenza dei servizi svoltasi l’11 luglio scorso ha approvato il progetto dal titolo lungo quanto esaustivo “Intervento strutturale provvisorio per alimentare l’acquedotto irriguo attraverso i laghetti della Fossa Calda con acque depurate provenienti dalla tubazione di collegamento tra il depuratore Guardamare e Campo alla Croce, inclusa l’autorizzazione allo scarico del refluo proveniente dall’impianto di Guardamare nell’invaso per il periodo (fino al 10/8/2017), nei giorni (da martedì a venerdì, dalle ore 8,00 alle ore 20,00) e con le modalità (fase 1 e fase 2) specificate e dettagliate nel progetto ad integrazione di quella già rilasciata dalla Provincia di Livorno con disposizione n.196 del 3/11/2015, che rimane valida in ogni sua parte”.

La sindaca di Campiglia Marittima Rossana Soffritti: “Lavoriamo da tempo sugli investimenti del settore del servizio idrico integrato anche per trovare delle sinergie che possano sfruttare al meglio le infrastrutture esistenti e restituire alla produttività ettari di terreno interessati dall’ingressione del cuneo salino, questo progetto provvisorio è stato possibile grazie a questo lavoro da tempo già avviato e dà oggi una boccata d’ossigeno al settore agricolo che, come sappiamo, rappresenta nella nostra zona e nel nostro Comune il perno di una filiera produttiva di eccellenza”.

Il Protocollo d’intesa per la lavorazione del pomodoro da industria toscano, firmato dal Comune di Campiglia con Regione Toscana, Provincia di Livorno, Ato (oggi Ait), Asa, Associazioni dei produttori agricoli e Italian Food già nel 2012, e allargato per meglio affrontare il tema nel suo complesso al Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, è stato un importante strumento di partenza per lo studio di soluzioni tecniche possibili tese a sfruttare al meglio le infrastrutture esistenti e sostenere il riuso delle acque di risulta della produzione industriale.

“Una collaborazione fattiva degna di nota che ha mostrato quanto sia determinante il lavoro congiunto dei singoli attori coinvolti che, a vario titolo, hanno competenza in questa materia – ha dichiarato il Presidente del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa Giancarlo Vallesi –  Un risultato importante che consentirà di dare una risposta alle aziende agricole del Comune di Campiglia Marittima messe in forte difficoltà dalla grave crisi idrica che quest’ anno ha colpito il nostro territorio. Il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa conferma l’impegno e l’attenzione sul tema della gestione della risorsa idrica con l’obiettivo di lavorare insieme agli altri soggetti interessati ad una strategia di lungo periodo in grado di mitigare le difficoltà degli agricoltori e delle aziende agricole in presenza di condizioni meteorologiche avverse alla produzione agricola, propria di questo territorio”.

A sottolineare il buon lavoro sin qui fatto e a sottolineare il ruolo attivo che l’azienda ha avuto in questo percorso anche Andrea Guerrini Presidente del Consiglio di Gestione di ASA SpA “Il ruolo di ASA, e il lavoro svolto da tutto il personale aziendale coinvolto, è stato fondamentale per la realizzazione di tale intervento, che va ben oltre le competenze assegnate al gestore del servizio idrico integrato. Continuando a perseguire la politica del riuso delle acque trattate dagli impianti di depurazione, la nostra azienda si afferma come un presidio strategico per il nostro territorio, non soltanto salvaguardando la qualità delle acque dei corpi ricettori, ma andando a soddisfare la crescente richiesta di risorse idriche da parte delle economie locali: un presidio, dunque, a valenza ambientale, sociale, ed economica”.

La Regione Toscana in virtù di questo protocollo ha accordato finanziamenti regionali specifici sul potenziamento del depuratore di Venturina Terme. Ovviamente la crisi idrica è un tema sentito e periodicamente emergenziale in val di Cornia, oggetto d’impegno per cercare le soluzioni possibili nell’immediato quando necessario, proseguendo il lavoro sul medio e lungo termine.

Tratto da IL COMUNE SETTIMANALE  newsletter 

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