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L’albero di Cecchino non ce l’ha fatta. L’olmo storico aveva due secoli

Inserito da il 26 Marzo 2017 – 16:41Nessun Commento

L’albero di Cecchino è morto. Ma la sua storia non finirà qui. Il sopralluogo effettuato dagli esperti venerdì ha purtroppo reso evidente quello che, malgrado le speranze nutrite, il gruppo di monitoraggio degli amici campigliesi dell’albero già si aspettavano, il grande olmo non ce l’ha fatta, la sperata ripresa primaverile della vegetazione non è arrivata, e non c’è niente che si possa fare per rianimare il vecchio gigante.

Dopo oltre due secoli il ciclo vitale si è interrotto e niente di più concreto della morte potrebbe provare quanto l’amato albero sia vicino ad ogni altro essere vivente nel destino che lo porta a lasciare spazio alle generazioni future.

Altri olmi intorno a quello di Cecchino sono la sua progenie e da lì si potrà riprendere a raccontare la storia. Quello che è certo è che non è stata la grafiosi, la malattia che attacca e distrugge questa specie in varie parti del mondo, a uccidere l’albero.

La domanda che ci si è posti è, che fare ora? È possibile conservare l’albero come un grande monumento ligneo nella sua possente struttura ramificata? Purtroppo non lo è per motivi di sicurezza, perché i rami potrebbero spezzarsi e cadere ferendo persone e danneggiando mezzi, dato che l’albero si trova proprio sul ciglio della strada e all’intersezione con la viabilità pedonale che porta ai parcheggi sottostanti circondati dal verde.

I giardinieri comunali avranno il compito di mettere in sicurezza la pianta con una potatura che conserverà la parte più antica del tronco, sui tagli verrà applicata una protezione affinché possa reggere il più a lungo possibile l’aggressione degli agenti esterni e regalare ancora un po’ l’aspetto di una scultura naturale. 

Il sopralluogo è stato effettuato dal dottor Fausto Grandi che, contattato dal Comune di Campiglia, aveva effettuato i primi sopralluoghi dei mesi scorsi ed aveva quindi coinvolto il dottor Alberto Santini del Cnr che è arrivato a Campiglia venerdì mattina, alla presenza di una delegazione di cui ha fatto parte Arietto Martelli grazie alla cui penna le storie paesane dell’albero di Cecchino sono state raccolte in quattro libri e sono servite anche a realizzare vari progetti di aiuto alle popolazioni del terzo mondo.

Nelle prossime settimane, una volta potato l’albero ormai secco, si sceglierà come coltivare gli olmi più giovani che si sono sviluppati intorno dalle due «cacciate», come si chiamano in gergo, e il ciclo della vita tornerà a prendere il suo corso com’è nella natura delle cose. 

m. p. La Nazione 26.3.2017

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