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«Così rilanceremo il nostro borgo» Idee e progetti di Tutelare Campiglia (La Nazione)

Inserito da il 8 Febbraio 2017 – 09:27Nessun Commento

E’ stata molto partecipata la prima riunione organizzata dal comitato spontaneo «Tutelare Campiglia» che vuole lavorare per ridare vita al borgo medievale. La scintilla che ha fatto accendere l’iniziativa è stata l’annunciata chiusura di una sezione della scuola materna da parte dell’amministrazione comunale. Una scelta fatta a causa del calo delle nascite che però non viene accettata a Campiglia. I cittadini chiedono al Comune invece di andare controcorrente e mantenere i servizi a Campiglia per evitare una progressiva chiusura di tutto il paese.

«Campiglia ha tutti i requisiti per essere un borgo vivo e popolato – spiega Rachele Bianchi – la sua posizione, le sue strutture, la vicinanza al mare e ai parchi. Tutto questo se accompagnato da servizi eccellenti può trasformare un paese che si sta spopolando in un borgo dove la gente «sceglie» di trasferirsi. 

Ridiamo vita alla Fonte di Sotto, manteniamo aperte le scuole, creiamo dei punti di interesse e di incontro per i ragazzi. Le cose da fare sono molte come le idee da proporre. Abbiamo già un ottima base di partenza quindi perché non sfruttarla?»

Gli organizzatori del primo incontro pubblico spiegano: «Ci siamo confrontati con  adulti, anziani, genitori fiduciosi che hanno deciso di sostenere nostri progetti, le nostre idee».

«C’erano tante persone – hanno aggiunto – che hanno  fatto piccoli circoli di confronto fuori dalla saletta, e alla fine non ci entravamo tutti. Non sono uscite critiche, solo presupposti; non sono venute fuori disapprovazioni, solo sostegno e progetti. Perché in fondo il Comune è unico e se l’amministrazione non lo ha ancora capito, qui non si parla di numeri, ma di bambini, di attività commerciali, di futuro».

«Abbiamo parlato di ciò che ci siamo trovati di fronte senza preavviso – spiegano gli esponenti di Tutelare Campiglia – , come è stato in passato, di ciò che aspetta tutti noi, inesorabilmente, di ciò che potrà essere stato deciso per tutti noi e a cui diciamo un deciso, fermo no. Vogliamo contrastare le statistiche con il progetto, vogliamo portare attività dove c’è inevitabile agonia, portare una possibilità almeno, una carta da giocare, uniti, coesi credendo nell’atmosfera e nei valori che il borgo ci regala ogni giorno. Eravamo vicini, come vicini saremo nel prossimo confronto con l’Amministrazione».

La Nazione – 8.2.2017

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