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Tre giovani geometri campigliesi in Centro Italia per aiutare i terremotati

Inserito da il 9 Dicembre 2016 – 13:30Nessun Commento

Professionisti di neppure trent’anni, sono partiti con la Protezione civile.

Tre amici, due di e uno di Campiglia Marittima. Neppure trent’anni, tutti e tre professionisti, ma già con una discreta esperienza di lavoro: sono geometri, disegnano case, elaborano perizie, esaminano strutture e portate dei tetti, sanno come trattare i dati catastali. E insieme hanno deciso di mettersi a disposizione della Protezione civile che opera nelle zone terremotate.

rosi-gherardi-boscaglia

Per dare un po’ del loro tempo a chi ha perso casa e speranze. Giulia Rosi, 25 anni ( di Campiglia), il coetaneo Matteo Gherardi e Sarah Boscaglia, 26 (di Venturina), sono partiti lunedì verso Rieti, per restare una settimana presso il centro Di.coma.c (la struttura sovra-regionale di supporto ai centri istituiti a livello provinciale o intercomunale, che a loro volta supportano i centri operativi istituiti dai sindaci nei propri territori n.d.r.) e dare una mano concreta, lavorando gratuitamente per la Protezione civile.

Tutto ha inizio dal Collegio dei geometri che chiede ai colleghi italiani di mettersi in gioco per fare qualcosa dopo la catastrofe che ha distrutto città e paesi. «La mia scelta di partire – racconta Giulia Rosi– si è concretizzata questa estate, a seguito delle prime e-mail inviate dal Collegio, allertato dal dipartimento nazionale della Protezione civile, che chiedeva la disponibilità degli iscritti per intervenire nei luoghi colpiti dal sisma. Dopo innumerevoli richieste e le scosse violente di fine ottobre, io e i miei due amici, nonché colleghi, a seguito di una riunione del Collegio, ci confrontiamo e decidiamo di partire.

L’idea di dare un aiuto a una terra dilaniata- spiega Sarah Boscaglia– era già nata in me alla fine di agosto, quando ci fu il sisma in Emilia Romagna. Poi per motivi personali, il progetto si era arenato; per tornare a galla grazie ai colleghi che mi hanno dato lo stimolo per decidere».

Matteo Gherardi illustra nello specifico quale sarà il compito del gruppo: «La nostra mansione di operatori – afferma – sarà volta alla trascrizione nei database della Protezione civile delle schede di censimento danni, che vengono compilate da altri tecnici abilitati a operare nelle zone del sisma. Per questo staremo al Centro “Direzione comando e controllo” di Rieti».

I tre giovani, ma già esperti geometri, lasceranno dunque per un settimana la propria attività “casalinga” alla volta del Centro Italia: Giulia Rosi ha uno studio a Campiglia Marittima, Matteo Gherardi è autonomo, anche se collabora con lo studio tecnico Bettini di Venturina, e Sara Boscagli svolge la sua attività in uno studio tecnico di Venturina insieme ad altri professionisti.

«Siamo consapevoli e orgogliosi dell’aiuto concreto che potremo dare – dice Gherardi- ma anche consci che questa esperienza ci migliorerà dal punto di vista professionale e umano». Sulla stessa lunghezza d’onda Giulia Rosi: «Se ciò che è accaduto a tanta gente accadesse a me, mi riempirebbe il cuore sapere che qualcuno viene ad aiutarmi e quindi credo sia giusto dare un po’ del mio tempo e della mia professionalità per permettere alle persone terremotate un futuro migliore rispetto al presente che stanno vivendo». «Anche io – aggiunge Sarah Boscaglia – penso che dedicare una settimana di lavoro a chi non ha più niente e spera di poter riprendere un giorno la propria vita e la propria casa, sia formativo sotto tutti i punti di vista. E affronto questo viaggio con grande entusiasmo, sapendo che il mio tempo non andrà sprecato».

Maria Antonietta Schiavina – Il Tirreno 9.12.2016

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