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« Il turismo della bassa stagione può salvare la nostra economia »

Inserito da il 6 Settembre 2016 – 13:35Nessun Commento

Un gruppo di imprenditori si fa avanti: «Ecco Tuscany Etruscan Coast»

Puntare sul della bassa stagione, questa sembra la ricetta di una piccola cordata di albergatori ed imprenditori turistici di riuniti tutti sotto la sigla del Tuscany Etruscan Coast. Stufi di seguire l’andamento del mercato vacanziero che si limita a puntare solo sui tre mesi estivi, si sono rimboccati le maniche ed hanno confezionato dei pacchetti offerta per il periodo compreso dal 15 di settembre al 15 giugno.

Il mare d'inverno

Per la verità è da vari anni che lavorano su questo flusso vacanziero anche se questo era rivolto soprattutto alla Russia, adesso quel mercato è gestito da altre località turistiche italiane. La clientela se la sono andata a cercare di persona altrove girando soprattutto nei paesi dell’Est, in particolare il sud della Polonia, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, con contatti diretti, nelle aeree commerciali, aeroporti, feste cittadine e il contatto con varie associazioni di settore e promoter locali. Un’operazione di marketing diretta e indiretta, fondata anche sul passa parola.

La cordata di imprenditori si prefigge di tutelare gli interessi del proprio territorio, della Val di Cornia e oltre, valorizzando non solo il mare, ma anche i siti archeologici ed artistici, il paesaggio, l’arte culinaria e olearia, e le strade del vino. «Bisogna essere competitivi sul mercato turistico come singole aziende e filiera, rendere attraente il nostro territorio senza consumarlo, anzi rigenerandolo con il recupero delle aree che sono state troppo compromesse dal sistema delle , preservando dall’erosione le nostre spiagge e monitorare la qualità delle acque del nostro mare».

Destagionalizzare è la parola d’ordine di questo coraggioso team di imprenditori locali, attraverso pacchetti personalizzati rivolti ad una clientela che ha una capacità media di spesa per le vacanze. La strategia di investire sulla bassa stagione capovolge la logica di chi punta sulla stagione turistica di giugno, luglio ed agosto.

Non manca l’appello alla pubblica amministrazione. «Solo con la voglia di lavorare e rimboccandosi le maniche possiamo risollevare l’economia del nostro territorio con la prospettiva di lavorare tutto l’anno; anche chi ci governa deve adottare delle incentivazioni verso quelle aziende che si adoperano a rimanere aperte per almeno 9 mesi all’anno, perrché questa scelta politica porterebbe beneficio all’intera economia della zona».

«Non è difficile rendere competitiva la bassa stagione – continuano –, occorre adottare un listino a doppia velocità, con tutte le attività commerciali aperte, e, soprattutto, con un Comune che operi una forte riduzione sulle tasse e tributi vari (sulla raccolta dei rifiuti, sull’acqua, sulla pubblicità) specie per chi ha scelto di allungare la stagione turistica.

La Nazione 6.9.2016

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