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“I primi a contraddire il progetto Rimateria sono i Comuni e in particolare Campiglia”

Inserito da il 13 Luglio 2016 – 07:20Nessun Commento

La lista «Comune dei Cittadini» accusa le scelte della maggioranza.

Quello che propone oggi Valerio Caramassi, presidente di Rimateria, è ciò che propone il Comune dei Cittadini da sempre: recuperare i rifiuti industriali di Piombino e impiegare il prodotto in sostituzione degli inerti di cava delle colline campigliesi. Siamo d’accordo, ma purtroppo a non essere d’accordo sono gli stessi Comuni che, a parole, dicono di sostenere il piano di Rimateria.

Rimateria XL

E’ quello che emerso ieri nel consiglio comunale dove si sanciva sostanzialmente la fine di ASIU spa e  la nuova missione di Rimateria: trattamento, stoccaggio e riciclo di rifiuti speciali.  Nei piani di Rimateria c’è la messa in funzione dell’impianto TAP (per il trattamento dei rifiuti industriali), costato oltre 11 milioni di euro, inaugurato nel 2009, mai seriamente utilizzato e oggi fermo.

Per la realizzazione del progetto si prevede l’ingresso di nuovi partner privati per la quota del 60%.  L’obiettivo dichiarato è quello di produrre un materiale di recupero da usare in sostituzione degli inerti di cava, a partire dalle opere pubbliche, come previsto da decenni da leggi nazionali e regionali.

Sono gli stessi impegni che i Comuni assunsero oltre 15 anni fa e che hanno colpevolmente disatteso. Non hanno mai ridotto i volumi delle . Addirittura l’on Velo, oggi sottosegretario all’ambiente, da Sindaca nel 2002 raddoppiò i volumi scavabili a Monte Calvi da 4 a circa 8 milioni di mc.  Davvero un bell’esempio di incoerenza politica e di scarsa sensibilità ambientale.

E’ per queste ragioni che oggi, a distanza di 15 anni dai buoni propositi, la più grande opera pubblica della Val di Cornia (l’ampliamento del porto di Piombino concepito per accogliere la Concordia) è stata realizzata senza impiegare neppure un grammo di materiali riciclato, nonostante i rifiuti da trattare  fosse collocati a ridosso delle nuove opere.

Chiarite le responsabilità politiche del disastro dei 15 anni passati (tutte imputabili al PD e ai suoi Sindaci), abbiamo valutato se dare fiducia al piano presentano. Purtroppo però i fatti parlano una lingua diversa.

La giunta Soffritti ha sostenuto nel 2014 il Piano Provinciale delle cave che non riduce neppure un metro cubo dei volumi da scavare sulle colline e consente il prolungamento delle concessioni di almeno 10 anni. Inoltre in quel piano non si fa mai riferimento all’opportunità che potrebbe essere offerta dal recupero di rifiuti industriali di Piombino. Il nostro Sindaco non ha ancora smentito se stessa e sostiene il Piano Provinciale.

Il recupero dei rifiuti abbandonati nelle aree industriali di Piombino presuppone costose bonifiche. I pochi soldi stanziati dal Ministero dell’Ambiente (50 milioni) sono nulla rispetto ai bisogni effettivi in ogni caso non risulta ancora che siano attribuiti a Rimateria (società di diritto privato) per le bonifiche delle discariche abusive che si propone di risanare.

Ma c’è ancora di più.  I Comuni soci di Rimateria non parlano lo stesso linguaggio. Ne abbiamo avuto una riprova ieri in Consiglio Comunale.  Mentre in una delibera del Comune di Piombino che approva i piani di Rimateria sta scritto che i rifiuti industriali recuperati “possono sostituire, in tutto o in parte, i materiali di cava provenienti dai comuni di Campiglia M.ma e San Vincenzo destinati alla realizzazione di opere infrastrutturali”,  nella stessa delibera di Campiglia M.ma questo passaggio non c’è.  Se serviva un’ennesima riprova che si accingono a fare quello che hanno fatto in passato, ovvero dire una cosa e farne un’altra, questa, purtroppo, è puntualmente arrivata.

Comune dei Cittadini 

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