Attuale »

17 Febbraio 2020 – 13:30 | Un commento

L’ex sindaco Anselmi replica a Palombi: «Nel 2013 sono stati solo previsti dei manufatti tra l’altro diversi da quelli costruiti. Dopo è arrivato tutto il resto»
«Dispiace dover confutare le affermazioni dell’assessore all’urbanistica del Comune di Piombino …

Leggi tutto
Ambiente, paesaggio

Documenti relativi all’urbanistica, l’ambiente, il paesaggio, l’agricoltura.

Cultura, storia

Tutela del patrimonio culturale, storico e archeologico di Campiglia e della Val di Cornia.

Foto, video, audio

La mediateca del CxC: gallerie fotografiche, filmati e files audio pubblicati sul sito.

Documenti, iniziative

Biblioteca del CxC: comunicati, corrispondenza, osservazioni, incontri pubblici.

Varie

Informazioni pubblicate sul sito che non entrano nelle categorie precedenti.

Home » Ambiente, paesaggio

Le spiagge “perfette” ma non vere

Inserito da il 29 Marzo 2016 – 13:30Nessun Commento
Scrive Paola Maria Politi (ex Wwf Val di Cornia)
Ogni anno, di questi tempi, si alzano gli scudi per portare all’attenzione il problema delle spiagge della Costa Est che tendono ad arretrare. Progetti, studi, cui seguono finanziamenti pubblici, si concentrano su interventi diretti sulla linea di costa: pennelli, ripascimenti artificiali, scogliere soffolte o emerse, sacconi riempiti di sabbia, sono le soluzioni spesso adottate.

Costa est

I balneari che hanno in concessione tratti di arenile protestano perché la spiaggia da cui traggono il loro reddito si sta assottigliando sempre di più. Nel leggere l’articolo di Francesca Lenzi, troviamo proprio lì , con le immagini e le parole, le risposte alla perenne questione del perché la spiaggia continui ad arretrare.

Come dice Fabrizio Lotti, il golfo di Follonica è un unico, chiamiamolo, “eco-sistema”. La sabbia che ripasce le spiagge di Follonica non è lì grazie agli interventi fatti dai grossetani, ma perché grandi volumi di materiale litico, molto spesso quello di bassa granulometria, vengono trasportati da ovest ad est.

Le cause? Reputo che il fenomeno, da quando si è manifestato in maniera eclatante, sia da attribuire al prolungamento della diga foranea del porto di Piombino che ha modificato le correnti meteo-marine creando, soprattutto con i venti dei quadranti meridionali, effetti non governabili sulla conservazione della linea di costa sabbiosa.

A questo fenomeno, e non me ne voglia l’amico Lotti, bisogna sommare l’azione di ripulitura e vagliatura meccanica delle spiagge in concessione (e non) effettuata con mezzi pesanti che portano sì ad avere una spiaggia in stile Riccione, ma che determina una frammentazione ulteriore del granello di sabbia portato poi ad essere trasportato più agevolmente altrove con la prima robusta ventilata. Si ottiene una spiaggia accattivante, per i vacanzieri, ma estranea ad un sistema in continua evoluzione naturale.

Sarebbero poi da benedire, anziché bandire, i materassi ghiaiosi che si formano sulla linea di battigia: primi responsabili della formazione delle spiagge future. Così come le “banquettes” di Posidonia, chiamate ancora “alghe”, formidabili baluardi a contrasto dell’erosione costiera.

Ma il concetto è sempre questo; chi esercita una qualsiasi attività commerciale non pensa, se non raramente, al lungo periodo. I risultati si vogliono subito. Chi ha la fortuna di operare in un contesto naturale dovrebbe poi avere la pazienza di adeguarsi ai tempi che quel luogo richiede per raggiungere uno stadio di conservazione armonico, con le sue fluttuazioni, ma pur sempre dettati da meccanismi naturali di auto mantenimento.

Le spiagge tirate a lucido non sono belle. Pulizia manuale dai rifiuti spiaggiati, eliminazione dei trattori che demoliscono la spiaggia, attività continua di riposizionamento del legname spiaggiato a tutela della prima duna: queste sono le azioni fondamentali per sperare di rivedere rifiorire le spiagge. E questi sono i principi che ressero il corso provinciale di formazione per operatori alla gestione alla fascia costiera che condussi nel 2007 a Bibbona a cui parteciparono anche molti degli attuali operatori balneari della Costa est, oltre che della Parchi. E’ nell’adozione di scelte gestionali forse difficili da far comprendere al fruitore della spiaggia, attrezzata e non, la capacità di leggere e di sostenere il futuro sostenibile degli arenili.

Il Tirreno 29.3.2016

Print Friendly, PDF & Email
No tags for this post.

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento sotto, o trackback dal tuo sito. Puoi anche Comments Feed via RSS.

Sii carino Non fare Spam!

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo è un blog che supporta i Gravatar. Se li vuoi utilizzare registrati su: Gravatar.