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“La Giunta di Campiglia insofferente ad ogni idea” dixit Comune dei Cittadini

Inserito da il 23 Febbraio 2016 – 10:00Un commento

La Giunta di Campiglia si conferma insofferente non solo alla critiche, ma anche alle idee che coincidono con le proprie, quando sono altri a sostenerle. E’ quello  che sta accadendo con il Comitato per Campiglia, un’associazione di cittadini che da anni si occupa della tutela e della valorizzazione del , che lo vorrebbe più vivo e più attrattivo di com’è oggi.

Un’amministrazione che ha davvero a cuore le sorti del centro storico dovrebbe gioire per l’interesse e l’impegno dimostrato da questi cittadini.  Quando l’amministrazione ha deciso di dar vita ad un « percorso partecipativo» per rivitalizzare il centro storico il Comitato per Campiglia è stato tra i primi ad apprezzare l’iniziativa e a partecipare attivamente ai lavori, formulando tantissime proposte  e rendendole pubbliche, come è del tutto naturale che sia.

Tra queste ce ne sono molte volte ad agevolare economicamente chi vive o investe nel centro storico.  L’amministrazione dice che questo già lo sta facendo e per questo bolla come « scriteriate » le proposte avanzate dal Comitato.

C’è qualcosa che non va. Se le proposte sono coincidenti non ci sarebbe niente  da recriminare ; se sono diverse (come è probabile che sia) si risponda nel merito. Questa è democrazia e trasparenza.

La realtà è che il Comitato per Campiglia ha un torto : quello di non essere stato d’accordo con l’amministrazione su tante delle scelte che ha compiuto nel 2010 con il Regolamento urbanistico ormai in scadenza. Tra queste la decisione di far costruire 50 nuove villette di residenze turistiche a ridosso della Rocca di Campiglia ; la previsione di un nuovo  albergo di 60 posti letto  fuori dal centro storico in netto contrasto con l’ipotesi dell’albergo diffuso nel centro storico (cosa che sta  accadendo in molte amministrazione più avvedute) ; la costruzione di altre abitazioni nel paese nuovo a detrimento del riuso del centro storico.  Sono tutte scelte che vanno contro ogni logica di rivitalizzazione del centro storico. Essendo sbagliate non solo dal punto urbanistico, ma anche rispetto alla domanda di mercato, nessuna di queste scelte ha trovato attuazione nel quinquennio in cui dovevano essere attuate.

Più che scagliarsi verso il Comitato per Campiglia, la Giunta e la maggioranza dovrebbero  interrogarsi dunque  sulle scelte che hanno fatto in passato. La trasparenza e la partecipazione sono anche questo: ammettere i propri errori e rispettare chi ha opinioni diverse, tanto più quando le proprie sono palesemente fallite.

logo-CDC

Lista civica Comune dei Cittadini 

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Un commento »

  • Quarati Luciano ha detto:

    Visto che, come ho già detto in un mio precedente intervento sulla questione, io mi sento parte in causa perchè commerciante che esercita proprio nel dibattuto centro storico di Campiglia, vorrei fare delle considerazioni a proposito della querelle tra il Comitato per Campiglia e l’amministrazione comunale.
    Non credo di sbagliare se dico che il Comitato si è preso la briga e di certo l’onere di fare sue e di rendere più approfondite e più chiare le proposte che sono venute dai cittadini.
    Io insisto nel dire che non avendo la preparazione tecnico/storica necessaria non mi sento in grado di giudicarle tutte, ma so per certo che tutte meriterebbero almeno di essere discusse. Questo perché è così che si fa in democrazia, specialmente quando i problemi e gli eventuali metodi per risolverli riguardano persone normali, vicine anche logisticamente e che sono i referenti naturali delle varie amministrazioni.
    La politica ed i suoi amministratori non possono rinchiudersi in torri d’avorio dalle quali decidere e pontificare e se questo è uno sbaglio a livello nazionale lo è ancora di più quando si parla di piccole realtà locali come la nostra.
    Certo, le proposte fatte sono molte, alcune saranno anche di difficile realizzazione, ma so per esperienza diretta che è collaborando e non chiudendosi che si possono ottenere risultati talvolta persino inaspettati.
    Certo, la cosa deve essere reciproca, non conviene a nessuno arroccarsi sulle proprie convinzioni, ma non mi pare che il Comitato si voglia, come è stato sostenuto, sostituire all’amministrazione e prendere decisioni in vece sua. Un comitato di cittadini credo che abbia come unico scopo quello di fare da portavoce, da amplificatore, prendendo le parti di chi, altrimenti farebbe fatica a farsi sentire.
    Vorrei concludere questo mio intervento facendo un cenno all’articolo apparso sul Tirreno in questi giorni a firma Guido Fiorini.
    L’articolo ha una sua logica e in certi punti può anche essere condivisibile, le difficoltà di sviluppo del nostro territorio sono molte e certamente difficili da risolvere ma la supponenza con cui si afferma che c’è chi certe domande non se le pone mi pare fuori luogo. Secondo me sono i fatti stessi a smentirlo clamorosamente, mi pare infatti che le persone a cui si riferisce il giornalista (anche se non ne fa il nome) di domande se ne pongano anche troppe e se lo fanno al riparo delle loro rendite o pensioni bisognerebbe rendergliene merito visto che nessuno li obbliga e che agiscono in maniera del tutto disinteressata. Simpatico anche il riferimento alla filosofia fatta nei salotti sorseggiando del the, ma in questo caso forse andrebbe ringraziato perchè a me ha fatto venire a mente i salotti letterari della Francia del, mi pare, settecento, che vantavano tra i propri conversatori Diderot, Voltaire, Montesquieu e Rousseau, scusate se è poco.

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