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Lo sviluppo della Costa Toscana: luci e ombre

Inserito da il 10 Ottobre 2015 – 08:06Nessun Commento

Comunicato del Comitato per Campiglia:

Da un articolo di Repubblica del 2 Ottobre si viene a conoscenza della creazione di una commissione regionale che dovrà studiare come creare un polo innovativo nelle aree più in crisi della regione. Il fatto che nelle zone costiere della Toscana la disoccupazione sia del 17% contro la media regionale del 12%, il fatto che il Pil pro capite sia inferiore al resto della Toscana di circa 3700 euro e una produttività del lavoro (Pil per occupato) sensibilmente inferiore (3200 euro per occupato), impone la necessità di mettere a punto un Piano Strategico per la Costa toscana, non solo quindi per fronteggiare le emergenze, quanto piuttosto per creare preventivamente occasioni di crescita e sviluppo sul territorio.

costa-toscana

La commissione, formata di 16 membri dei quali nove del PD, tre del M5S, due della Lega Nord, uno di Forza Italia e uno di Sì-Toscana, si propone di fare entro la fine del 2015 una panoramica esaustiva delle problematiche e delle opportunità dell’area costiera ed arrivare quindi, entro la metà del 2016, alla definizione di un piano.

La commissione si impegnerà innanzi tutto a sentire il Direttore dell’IRPET, i Sindaci, Associazioni di Categoria, Camera di Commercio, Sindacati e Università, “ tutto questo in un territorio di straordinaria bellezza e ricco di tantissime eccellenze, che la commissione vuole non solo siano salvaguardate, ma valorizzate in un’ottica di rete, in un sistema integrato che superi i localismi ed i campanilismi”.

Il Comitato per Campiglia non può che essere contento di una simile iniziativa, ma a causa delle innumerevoli esperienze conclusesi in solenni e inutili proclami , vuole esprimere alcuni dubbi e richiedere alcuni chiarimenti di fronte ad un articolo molto parco di particolari.

Innanzi tutto vorremmo sapere quale è il territorio preso in esame e le cause di eventuali esclusioni o inclusioni e comunque i criteri adottati per individuare i Comuni interessati.

Poi vorremmo esprimere delle perplessità sulla realizzabilità di tempistiche così strette, ricordando che piani di settore normalmente hanno richiesto anni per essere elaborati salvo risultare totalmente fuori dalla realtà al momento della approvazione (vedi Piani delle Attività Estrattive Regionale e Provinciali).

Vorremmo allora conoscere i criteri che si intende utilizzare nella ricerca che penso non si possano ridurre a sentire solamente i soliti noti (IRPET, Sindaci, Sindacati, Commercianti , categorie, università) escludendo di prendere in considerazione tutte le altre realtà che rappresentano spesso la maggioranza dei cittadini (Comitati, Rete dei Comitati, movimenti, liste civiche radicate sul territorio e non rappresentate in Regione, associazioni culturali e ambientaliste, ecc.)

Inoltre vorremmo sapere se i dati raccolti dalle sole istituzioni ufficiali possono essere elaborate in così poco tempo e approfonditamente con metodi puntuali da una commissione in cui pochissimi membri, forse due, hanno una esperienza che garantisce un approccio serio e completo ai problemi di un territorio, almeno come quello della Val di Cornia e dintorni, in cui , per parlare di sviluppo occorre partire dalla tutela del paesaggio e della sua unicità di formazione.

Poiché la Speranza è ultima dea, il Comitato per Campiglia non dispera sulla bontà e efficacia dell’operazione, ma aspetta con molta attenzione maggiori informazioni sui metodi di ricerca e approfondimento che la Commissione intenderà utilizzare.

Purtroppo le passate vicende del Piano Paesaggistico con gli attacchi proditori di una parte del PD per distruggere il Piano proprio sulla costa, la demonizzazione dell’ex Assessore Marson proprio da parte di molti Sindaci , categorie e sindacati che la Commissione ascolterà, i compromessi indecenti su temi come le Apuane, la mancata istituzione degli strumenti attuativi del Piano Paesaggistico, non possono non fare nascere domande inquietanti sulle quali il Comitato per Campiglia pretende delle rassicurazioni formali.

Sarebbe inaccettabile infatti che questo “Piano strategico per lo sviluppo della costa”, facesse rientrare dalla finestra tutte le porcherie che il Piano Paesaggistico ha cercato di buttare fuori dalla porta riuscendoci solo con l’aiuto del Ministero dei Beni culturali.

In poche parole non vorremmo che riducendo il dibattito culturale (anche l’economia è parte della cultura di una comunità), tenendo chiuso l’approfondimento a un livello basso , molto provinciale e poco nazionale, si cercasse di ridare vita a tutte le velleità di costruire la costa , di puntare al solito turismo estivo omologando un luogo unico come la Val di Cornia a tante realtà mediocri della Toscana e d’Italia e distruggendolo con progetti di autostrade, villaggi turistici, alberghi, campi da golf, piscine sul mare e, in definitiva, nuove privatizzazioni dei beni comuni.

Campiglia Marittima 4 Ottobre 2015

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi

Comunicato mandato al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi

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