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No della Cassazione al Paradù

Inserito da il 17 Aprile 2015 – 14:34Nessun Commento

Rigettato il ricorso della proprietà, ma la struttura apre le prenotazioni.

È stato rigettato il ricorso in Cassazione effettuato dalla società Medonoratico in merito alla vicenda legale che vede protagonista il villaggio turistico Paradù, sito in località Pianetti a Marina di Castagneto. Un’altra doccia fredda per la società capitanata dall’imprenditore Riccardo Mariotti che auspicava la risoluzione della vicenda, in Cassazione, per accelerare i tempi di dissequestro della struttura, ancora per metà bloccata dalla misura cautelare disposta dalla Procura di Livorno (e dalla sospensione dell’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza di Pisa).

Paradù chaletsIl dissequestro parziale, autorizzato, circa un mese fa, dal Gip, riguarda l’area già operativa del villaggio (ristoranti, piscine, zone comune etc…) e 193 casette mobili. A luglio, a seguito della lettura delle deduzioni dei periti incaricati dalla Procura, si saprà se il procedimento avviato verrà archiviato o se ci sarà il rinvio a giudizio e quindi l’apertura della fase processuale.

La proprietà
«È andata male – commenta Mariotti – all’indomani della sentenza eravamo positivi e pensavamo di farcela. I nostri avvocati hanno argomentato il ricorso per più di un’ora, sollevando le criticità e le irregolarità del procedimento che, a nostro avviso, ci ha interessato. Ma niente, ora analizzeremo le motivazioni e procederemo con l’incidente probatorio. Entro il 1 luglio i periti incaricati di valutare la situazione del villaggio dovranno esprimersi. In quella data ci sarà l’udienza con la lettura delle indicazioni da loro rilasciate sulle ipotesi di reato ancora aperte. La prima riunione sul posto è già avvenuta e presto arriveranno anche le prime deduzioni».

«Siamo molto delusi – aggiunge l’avvocato Marco Talini – il nostro ricorso era fondatissimo ma seppur non dichiarato inammissibile, è stato rigettato, di fatto. Ne prendiamo atto e aspettiamo di leggere le motivazioni per valutare eventuali sviluppi. La società si era adeguata alle indicazioni date dal Tribunale e per questo abbiamo ottenuto parziale dissequestro ma comunque coltivato il ricorso perché qualcosa non tornava. Quello che credo, senza alimentare polemica è che mi pare un po’ difficile operare valutazioni approfondite dei casi con, nello stesso giorno, 20 camere di Consiglio e altrettanti processi in pubblica udienza, anche su questioni ben più complesse della nostra».

Il futuro
Nel frattempo il villaggio nato sulle ceneri dell’ex Club Med e inaugurato lo scorso giugno ha aperto e sta organizzando le prenotazione per la stagione estiva. Nonostante, proprio poche settimane fa, sia stato risolto il contratto in corso per la gestione, stipulato tra la Medonoratico e la società altotesina dei Falkesteiner, che ha persino richiesto un salato risarcimento per inadempienza grave alla stessa società. Infatti le prospettive di realizzazione del resort sono cambiate: anche se venisse dissequestrato totalmente, non potranno più essere realizzare le 650 casette previste nel progetto originario e nell’accordo con il colosso nordico, ma solo circa 400. Un patto milionario quello che li stringeva e che avrebbe permesso alla Medonoratico di ricoprire gran parte dell’investimento che ammonta a circa 50 milioni di euro.

La vicenda
Lo storico ex Club Med è stato sequestrato, in maniera preventiva, lo scorso 3 dicembre. A seguito del provvedimento, la società Medonoratico ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. La sentenza del 23 gennaio scorso, aveva mantenuto la struttura sotto sequestro ma prosciolto la società dalle ipotesi di reato relative a lottizzazione abusiva con realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e il capo d’accusa per cui «si realizzava opere in assenza di titolo abilitativo». Un nuovo iter era così stato avviato per la riapertura, avvenuta seppur in maniera parziale, con un nuovo passaggio in Commissione paesaggistica con integrazioni consistenti (lo scorso febbraio). Da qui anche la modifica sostanziale del progetto con la riduzione del numero complessivo delle strutture mobili.

Divina Vitale – Il Tirreno 17.4.2015

 

 

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