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“I Sindaci vogliono mani libere sulle coste”

Inserito da il 15 Marzo 2015 – 08:54Nessun Commento

L’intervento dei Sindaci di Piombino, Campiglia, San Vincenzo e Sassetta a sostegno delle posizioni del Consigliere regionale del PD Tortolini sul Piano Paesaggistico regionale fa emergere gravi elementi di riflessione politica.

Il primo riguarda la democrazia. Senza nessun imbarazzo i Sindaci ammettono che loro, nei mesi scorsi, hanno presentato osservazioni al Piano Paesaggistico regionale. Siccome la pianificazione territoriale non compete a loro ma ai Consigli Comunali ci chiediamo, e gli chiediamo, con quale diritto, ignorandoli, si sono arrogati il potere di proporre modifiche che incideranno sul livello di tutela delle nostre coste.

La seconda riguarda la coerenza politica. Piombino, Campiglia e Suvereto hanno approvato un Piano Strutturale unico e, recentemente, Regolamenti Urbanistici coordinati. Si presuppone che in materia di tutela del paesaggio debbano oggi muoversi in modo coordinato e coerente. Leggiamo invece che le osservazioni al Piano paesaggistico sono state formulate dai Sindaci di Piombino e Campiglia, ma non da quello di Suvereto, mentre compare il Sindaco di Sassetta, fino ad oggi estraniato da ogni pianificazione coordinata, e il Sindaco di San Vincenzo che sta elaborando un piano strutturale per conto proprio. Stranezze della politica che sono però segno di una grave confusione istituzionale.

Infine il merito. Il Piano Paesaggistico adottato dalla Regione considera prioritario Evitare le espansioni insediative dei centri urbani costieri (San Vincenzo, Piombino, Follonica) nonché la proliferazione delle piattaforme turistico ricettive lungo il litorale (con particolare riferimento ai tratti tra San Vincenzo e , tra Piombino e Follonica, tra Follonica e Portiglioni) e favorire la riqualificazione paesaggistica di quelle esistenti. Posizione che i Sindaci hanno ritenuto troppo limitativa e che hanno così riformulato “Evitare le espansioni insediative dei centri urbani costieri (San Vincenzo, Piombino, Follonica), qualificare l’insediamento delle piattaforme turistico ricettive lungo il litorale (con particolare riferimento ai tratti tra San Vincenzo e Baratti, tra Piombino e Follonica, tra Follonica e Portiglioni) secondo criteri di sostenibilità, minore invasività, e qualità ambientale, ecologica e paesaggistica degli interventi. Favorire la riqualificazione paesaggistica di quelle esistenti”. La differenza non è affatto sottile. Per la Regione le espansioni insediative lungo le coste vanno evitate, per i Sindaci possono essere consentite se rispondenti a criteri qualitativi. Non è cosa di poco conto.

Tortolini si accoda e ripropone in Regione l’emendamento dei Sindaci, salvo poi tentare di sminuirne la portata affermando che nuovi insediamenti potrebbero in ogni caso essere previsti oltre i 300 metri dalla battigia perché prima la costa è sottoposta a vincolo paesaggistico dalla legge Galasso. Come sa bene il Consigliere Tortolini il vincolo paesaggistico non dispone l’inedificabilità, ma solo l’obbligo di un parere della Soprintendenza. Può invece farlo il Piano Paesaggistico ed è questo che Tortolini e i Sindaci del PD non vogliono. Senza considerare che nuovi insediamenti oltre i 300 metri dalla battigia sono destinati ad incidere pesantemente sul paesaggio e sulla fruizione delle nostre coste.

Al di la del fraseggio sulla qualità ecologica e paesaggistica, ci pare tutto molto chiaro. Il Pd della Val di Cornia vuole ridurre le tutele per le nostre coste, lasciando aperta la porta ad altri insediamenti in nome dello sviluppo. In questi territori, in un lontano passato, altre amministrazioni sono state capaci di concepire piani regolatori coordinati e un vasto sistema di aree protette lungo la costa. Lo hanno fatto stralciando previsioni insediative per milioni di metri cubi (sul promontorio di Populonia e lungo la costa di Rimigliano) e rimuovendo la lottizzazione abusiva della Sterpaia che aveva ingabbiato le spiagge e 180 ettari di bosco. Sono state quelle ferme scelte di tutela a consentire la crescita e la qualificazione del turismo. Scelte che oggi, dopo i cedimenti alla speculazione immobiliare di questi ultimi decenni, vanno rafforzate per difendere quello che resta del nostro paesaggio e per sostenere l’ulteriore qualificazione del turismo. I Sindaci di Piombino, Campiglia, San Vincenzo e Sassetta esprimono oggi una visione del tutto opposta e, da quel che affermano, vorrebbero tacitare chiunque si azzardi ad esprimere critiche, compresi i Sindaci protagonisti di altre, migliori, stagioni politiche. Brutto segno.

 

Liste civicheListe civiche
Assemblea San Vincenzina
Assemblea Popolare Suvereto
Comune dei Cittadini
Un’altra Piombino

 

Leggi anche:
I sindaci PD difendono Tortolini «Tutelati la costa e il turismo» 12.3.2015

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