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Ambiente, paesaggio

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L’ira degli ambientalisti

Inserito da il 11 Marzo 2015 – 13:31Nessun Commento

“La Regione approverà il piano per farselo bocciare, ma sarà il governo a dire no»

«Il piano del paesaggio così come verrà portato in aula viola le norma di tutela delle aree protette. Le leggi italiane, ma anche quelle comunitarie. È illegittimo». Umberto Mazzantini, responsabile del settore Mare di Legambiente, considerato uno dei massimi esperti dell’arcipelago toscano, non ha dubbi: la Regione approva il piano in aula «per farselo bocciare».

Dal ministero dei Beni culturali o in un tribunale amministrativo. Perché qualcuno che lo impugnerà ci sarà. Potrebbe essere la stessa Legambiente. Che non ha intenzione di stare con le mani in mano, mentre la Regione, con l’aiuto del Pd, cementifica la costa «nel momento in cui l’Unione Europa per le coste mediterranee ha detto che si è costruito troppo.

Mano verdeIn particolare – sottolinea Mazzantini – per l’Italia ha precisato che si è superato il livello di guardia della cementificazione e ha dato indicazioni precise al riguardo nella “marine strategy”, nella politica per lo sviluppo e la tutela delle coste. Alla quale, fra l’altro, ha contribuito il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo che è della costa a sud di Livorno». In compenso, il consigliere regionale Matteo Tortolini – denuncia Mazzantini cerca di cementificare le spiagge, le dune.

Per Marco Sabatini, della segreteria regionale di Sel, non resta che «prendere atto del salto di qualità compiuto dal patto del Nazareno e della nascita del “Partito unico del cemento”, suggellato dall’ennesimo stravolgimento targato Pd-Fi al piano paesaggistico che adesso, oltre alle , permette di intervenire sulle dune e su molto altro distruggendo zone di grande pregio naturale e paesaggistico».

Fra l’altro – rincara Mazzantini – è la prima volta che in un piano paesaggistico «ci si concentra sugli insediamenti per un certo tratto di costa, in violazione, lo ripeto con la normativa Galasso (oggi inglobata dal Codice dei beni culturali) e dalle direttive comunitarie. Fra l’altro, come Legambiente non solo siamo d’accordo a vietare nuovi insediamenti a 300 metri dalla linea di costa, ma addirittura vogliamo proporre di estendere questo divieto a 2 chilometri, come nel piano del paesaggio della Sardegna».

Prima di questo, comunque, Legambiente vuole evitare la «colata di cemento in aree protette da vincoli europei come zone di conservazione speciale». Il risultato delle modifiche apportate al piano originario – dice Mazzantini – è un testo «che entra in contrasto con la legge 65 del 2014 sull’urbanistica approvata per bloccare il consumo di suolo. L’attuale piano, infatti, il consumo di suolo lo favorisce. Come agevola la costruire di hotel anche all’Elba dove gli albergatori sono contrari a nuove strutture ricettive».

Il Tirreno 11.3.2015

«Con le modifiche al piano torna l’isola del cemento»

Legambiente dura dopo l’ok agli emendamenti di Tortolini (Pd) «All’Elba le nuove strutture non le vogliono neanche gli Albergatori»

«Registriamo con sorpresa e preoccupazione gli emendamenti e le dichiarazioni sulla stampa del consigliere regionale piombinese del Pd Matteo Tortolini che apre alla costruzione di nuovi alberghi e infrastrutture lungo la costa livornese e all’Isola d’Elba».

È dura la risposta che Legambiente dà al consigliere Pd e, in generale, agli emendamenti al piano del paesaggio. «Le ulteriori modifiche al piano paesaggistico, a firma congiunta Pd – Forza Italia, presentate in commissione ambiente del consiglio della Regione, oltre a stravolgere completamente il piano, tanto da renderlo irriconoscibile per la stessa assessore Anna Marson e probabilmente per il ministero dei Beni Ambientali e culturali, ne provocherà un ulteriore spostamento dell’approvazione, che rischia di non avvenire entro questa legislatura – spiegano da Legambiente – vedremo alla fine cosa verrà fuori da questo inverecondo pasticcio, da questo “Patto del Nazzareno” alla Toscana, che ha fatto completamente saltare anche l’ultimo accordo tra il presidente Rossi e l’assessore Marson e ribaltato gli emendamenti approvati dalla loro stessa giunta regionale».

Ma la reazione dell’associazione ambientalista si fa ancora più aspra, in riferimento all’intervento del consigliere Pd Matteo Tortolini. «Così, con la scusa di “non ingessare la Toscana” si torna indietro persino rispetto alla legge Galasso. Ricordiamo a Tortolini – dice Umberto Mazzantini , responsabile mare di Legambiente Toscana – che le nuove strutture alberghiere che propone all’Elba sono osteggiate dagli stessi albergatori, visto che il mercato è più che saturo, ricordiamo anche che i piani strutturali in vigore non possono essere cambiati dal piano paesaggistico e che quei piani strutturali che oggi sembra criticare nei suoi emendamenti, soprattutto per quanto riguarda le coste, sono frutto delle osservazioni, votate dalla maggioranza della quale fa parte, e che hanno evitato che l’Elba venisse sepolta sotto 3 milioni di metri cubi di cemento».

Legambiente Arcipelago toscano ricorda a Tortolini che «all’Elba è già possibile fare ampliamenti nelle strutture turistiche nell’area protetta, grazie al piano del Parco che ci sembra abbia approvato anche lui. Vorremmo poi capire quali siano le nuove infrastrutture costiere che mancherebbero secondo Tortolini e se intende permetterle anche all’interno della costa del Parco nazionale e in quella protetta dalle direttive habitat ed uccelli dell’Unione Europea.

Se la “sostenibilità” degli emendamenti è già insostenibile secondo le leggi nazionali, le norme europee e gli strumenti urbanistici esistenti, ci chiediamo di quale criteri di “sostenibilità, minore invasività e qualità ambientale” parli il consigliere regionale del Pd».

Secondo Mazzantini, «Da quel che si capisce dagli emendamenti, quel che doveva essere un salto nel futuro, un piano con una visione del paesaggio moderna ed europea, dove è essenziale la certezza dei vincoli, è diventato un salto indietro per titillare i localismi cementificatori spacciati per qualità. Se poi Tortolini vorrà spiegarcelo, vorremmo anche capire chi avrebbe vietato all’Elba “infrastrutture che colleghino anche in modo più sostenibile, centri urbani e strutture turistiche” e soprattutto quali siano e dove».

Il Tirreno 11.3.2015

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