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26 Marzo 2020 – 08:58 | Un commento

Camerini: « Un progetto ambizioso per traghettare il nostro patrimonio millenario nel futuro»
Presto una mediateca digitale per conoscere la storia di Campiglia Marittima: un progetto senza costi, ideato e curato dall’assessore alla Cultura Gianluca Camerini.

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A proposito delle Marconi chiediamo numeri e costi

Inserito da il 31 Dicembre 2014 – 09:16Nessun Commento

​Un cittadino qualunque rimane stupefatto dal modo improvvisato e scorretto con il quale è portato avanti il dibattito sulla eliminazione della scuola “Marconi” dall’attuale sede.
​Chiunque, quando fa una scelta, anche in sede familiare, prima cerca di capire quali sono i benefici e i costi e solo dopo fa una scelta in base al proprio budget e a quelle che considera le sue priorità. In questo modo c’è chi capisce che non può permettersi un figlio e un SUV e alla fine sceglierà di farsi o l’uno o l’altro.

Scuole-Marconi

Nel caso delle “Marconi”, nè in Consiglio Comunale nè in altre sedi si è sentito un numero che sia un numero. Da una parte, l’Amministrazione parla di risparmio sul trasporto scolastico, di ottimizzazione nella conduzione scolastica e didattica, di costi di costruzione inferiori di quelli di messa a norma dell’edificio attuale, dall’altra parte, l’opposizione denuncia lo spreco di verde pubblico, la perdita della funzione pubblica di un edificio che per Venturina è storico, la mancanza di dati certi, e chiede di rimettere in discussione la scelta.

L’Amministrazione risponde che la scelta fatta nel Regolamento Urbanistico è stata molto ponderata e si deve andare avanti. Considerando che il Regolamento Urbanistico si è dimostrato un totale fallimento nelle previsioni di uno sviluppo edilizio inesistente e costruito nella speranza di raccattare un pò di soldi dagli oneri di urbanizzazione, il mantra della intoccabilità del Regolamento stesso, che tra l’altro è in scadenza, non convince.

Resta il fatto che nessuno ha presentato ai cittadini un minimo di previsioni di spesa per capire se Campiglia Marittima, in questo momento storico può permettersi indebitamenti e utilizzo di presunti finanziamenti regionali, che comunque sono sempre soldi dei cittadini toscani e non di un ente di beneficenza.

Il Comitato per Campiglia chiede all’Amministrazione e alle opposizioni di fornire ai cittadini un elenco dei costi e dei benefici in modo che questi possano decidere cosa sia meglio fare senza dare assegni in bianco basati su chiacchere di tipo elettorale che servono solo a incantare i gonzi.

Comitato per Campiglia
Alberto Primi

Sulla stampa:

– Il Tirreno 2.1.2015:

«Scuole Marconi, vogliamo i numeri». Il Comitato per Campiglia torna all’attacco: un’operazione sbagliata che non convince

Il Comitato per Campiglia torna sulla vicenda delle scuole Marconi: «Un cittadino qualunque rimane stupefatto dal modo improvvisato e scorretto con il quale è portato avanti il dibattito sulla eliminazione della scuola Marconi dall’attuale sede. Chiunque, quando fa una scelta, anche in sede familiare, prima cerca di capire quali sono i benefici e i costi e solo dopo fa una scelta in base al proprio budget e a quelle che considera le sue priorità. In questo modo c’è chi capisce che non può permettersi un figlio e un Suv e alla fine sceglierà di farsi o l’uno o l’altro. Nel caso delle Marconi né in consiglio comunale né in altre sedi si è sentito un numero che sia un numero. Da una parte, l’Amministrazione parla di risparmio sul trasporto scolastico, di ottimizzazione nella conduzione scolastica e didattica, di costi di costruzione inferiori di quelli di messa a norma dell’edificio attuale, dall’altra parte, l’opposizione denuncia lo spreco di verde pubblico, la perdita della funzione pubblica di un edificio che per Venturina è storico, la mancanza di dati certi, e chiede di rimettere in discussione la scelta. L’Amministrazione risponde che la scelta fatta nel Regolamento urbanistico è stata molto ponderata e si deve andare avanti. Considerando che il Ru si è dimostrato un totale fallimento nelle previsioni di uno sviluppo edilizio inesistente e costruito nella speranza di raccattare un po’ di soldi dagli oneri di urbanizzazione, il mantra della intoccabilità delrRegolamento stesso, che tra l’altro è in scadenza, non convince. Resta il fatto che nessuno ha presentato ai cittadini un minimo di previsioni di spesa per capire se Campiglia, in questo momento può permettersi indebitamenti e utilizzo di presunti finanziamenti regionali, che comunque sono sempre soldi dei cittadini toscani e non di un ente di beneficenza. Chiediamo all’Amministrazione e alle opposizioni di fornire ai cittadini un elenco dei costi e dei benefici in modo che questi possano decidere cosa sia meglio fare senza dare assegni in bianco basati su chiacchere di tipo elettorale».

– La Nazione 2.1.2015:

«Operazione Marconi, il Comune faccia chiarezza sui costi»

Il Comitato per Campiglia chiede numeri e costi dell’operazione Marconi. «Un cittadino qualunque rimane stupefatto dal modo improvvisato e scorretto con il quale è stato portato avanti il dibattito sulla eliminazione della scuola Marconi dall’attuale sede incalza il presidente Alberto Primi – Chiunque, quando fa una scelta, anche in sede familiare, prima cerca di capire quali sono i benefici e i costi e solo dopo fa una scelta in base al proprio budget e a quelle che considera le sue priorità. Nel caso delle Marconi, nè in Consiglio Comunale nè in altre sedi si è sentito un numero che sia un numero. Da una parte, l’Amministrazione parla di risparmio sul trasporto scolastico, di ottimizzazione nella conduzione scolastica e didattica, di costi di costruzione inferiori di quelli di messa a norma dell’edificio attuale, dall’altra parte, l’opposizione denuncia lo spreco di verde pubblico, la perdita della funzione pubblica di un edificio che per Venturina è storico, la mancanza di dati certi, e chiede di rimettere in discussione la scelta. Resta il fatto che nessuno ha presentato ai cittadini un minimo di previsioni di spesa per capire se Campiglia Marittima, in questo momento storico può permettersi indebitamenti e utilizzo di presunti finanziamenti regionali, che comunque sono sempre soldi dei cittadini toscani e non di un ente di beneficenza».

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