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Bayahibe: stop ai lavori e costruzione da abbassare

Inserito da il 12 Maggio 2014 – 13:30Nessun Commento

Il Tar ha dato torto di nuovo a Comune, Soprintendenza e società Acquachiara.

I lavori non potranno proseguire e la costruzione dovrà essere abbassata. Il Comune di infatti ha nuovamente perso il ricorso sullo stabilimento balneare “Bayahibe” di via del Tirreno. La terza sezione del Tar si è espressa a favore del ricorso presentato dal condominio Belmare di via del Tirreno e via Etruria – integrato da motivi aggiunti – contro la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Pisa, il Comune di San Vincenzo e la società “Acquachiara snc”.

ecomostro bayahibeI ricorrenti chiedevano l’annullamento del parere positivo della Soprintendenza del 12 settembre 2011 circa la “variante all’autorizzazione paesaggistica”, dell’autorizzazione paesaggistica stessa del 20 settembre 2011, rilasciata dal Comune alla società Acquachiara e di ogni atto connesso.

I motivi aggiunti riguardano l’annullamento, previa sospensione e concessione di misura cautelare, del permesso di costruire del 3 dicembre 2012 per «opere non realizzate per completamento stabilimento balneare e adeguamento paesaggistico», del provvedimento dirigenziale del Comune del giugno 2013 «per integrazione e convalida» della variante al permesso di costruire e dell’autorizzazione paesaggistica del settembre 2011 rilasciati alla società Acquachiara, dei pareri della commissione per il paesaggio del Comune del maggio 2013, del parere della Soprintendenza di Pisa del giugno 2013.

La vicenda.
Il caso dello stabilimento balneare Bayahibe va avanti dal settembre 2002, allorché la società Acquachiara vinse il bando comunale per realizzare e gestire un nuovo stabilimento balneare – con locali adibiti alla preparazione e alla somministrazione di alimenti e bevande – vicino al fosso delle Prigioni. La Soprintendenza, nell’agosto del 2003, ha annullato l’autorizzazione paesaggistica rilevando che la commissione edilizia integrata aveva espresso perplessità sull’impatto della struttura sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale.

Ecomostro BayahibeLa “Acquachiara snc” ha quindi presentato un nuovo progetto. I lavori per la costruzione dello stabilimento iniziarono nel 2008. Il primo permesso di costruire fu rilasciato dal Comune proprio quell’anno. Vi fu subito un ricorso del condominio Belmare contro il Comune e contro il parere positivo sull’opera da parte della Soprintendenza, e nel 2009 il Comune predispose una variante al piano, poi annullata dal Tar.

Infine, nel gennaio 2013, giunse da parte del Tar la sospensiva ai lavori autorizzati nel dicembre 2012 dal Comune. Poi si sono susseguiti un tentativo di accordo tra i ricorrenti del condominio Belmare e la proprietà, la consegna al Comune di 900 firme di cittadini per la demolizione almeno parziale dell’edificio sulla spiaggia di via del Tirreno, la ripresa dei lavori poco dopo la metà di dicembre 2012 e la sospensiva del Tar del 29 gennaio 2013, con cui i lavori stessi sono stati bloccati.

La sentenza.
Ecomostro bayahibe oggi-ieriSecondo il Tar, «se si eccettua l’eliminazione di alcuni interventi previsti per la terrazza di copertura – si legge nella sentenza – risulta dagli atti di causa che per il resto le prescrizioni (…) non sono state osservate». Le prescrizioni riguardano l’altezza dell’edificio e la fissazione della quota a partire dalla quale tale altezza va calcolata. Sono stati accolti il ricorso e annullati i provvedimenti impugnati, con pagamento delle spese legali (tremila euro) a carico del Comune e della Soprintendenza. I lavori non potranno proseguire e la costruzione dovrà essere abbassata per consentire ai condomini ricorrenti di riapprezzare le bellezze dell’arcipelago.

Il Comune.
Abbiamo contattato l’assessore all’urbanistica Alessandro Massimo Bandini: «Ho sentito il dirigente all’area servizi per il territorio, Andrea Filippi, il quale ha detto che agli uffici non è pervenuta notizia della sentenza. Abbiamo sentito il nostro avvocato, Renzo Grassi, il quale relazionerà sulla sentenza stessa lunedì o martedì».

Paolo Federighi – Il Tirreno 12.5.2014

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