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Il Comune dei Cittadini presenta un ordine del giorno per dire NO al piano provinciale delle attività estrattive

Inserito da il 7 Aprile 2014 – 10:55Nessun Commento

Un ordine del giorno per dire NO al piano provinciale delle attività estrattive

Da anni lamentiamo che a  Campiglia vi sia un deficit di informazione da parte di coloro che governano il nostro Comune.
La provincia ha adottato a Gennaio il piano provinciale delle attività estrattive ignorando totalmente le scadenze del 2018 e 2020, rispettivamente per la cava di Monte Calvi e quella di Monte Valerio, stabilite nei piani di gestione del territorio approvati da questa amministrazione, arrivando a dichiarare il nostro Comune il “distretto regionale delle attività estrattive”. Nessuna parola, di approvazione o meno, è stata spesa da questa Amministrazione.

Il piano provinciale, di durata decennale, di fatto prorogherebbe le scadenze al 2024, una data decisamente troppo lontana. Si prosegue senza particolari disposizioni sulla destinazione dei materiali, sugli obblighi disattesi per i ripristini ambientali e sulle criticità che talune generano nel rapporto con altre attività o con beni comuni. Per la cava di Monte Calvi non si dice come garantire l’utilizzo del calcare per l’industria siderurgica piombinese, mentre per gli evidenti conflitti con il parco archeominerario di San Silvestro ci si limita a scrivere che esiste una “rinnovata necessità di compatibilizzazione” con il sistema dei , ma non si dice come.  Non c’è nessuna indicazione su come progettare una riconversione delle per puntare di più sul riciclo e riuso dei materiali di scarto (presenti in grande quantità nella nostra zona) che darebbero anche maggiori garanzie in ambito occupazionale.

Il  Comune non ha ancora espresso un parere relativamente ai contenuti del piano provinciale adottato; ci auguriamo che il Consiglio Comunale sostenga le ragioni alla base del nostro ordine del giorno, allo scopo di inviare un messaggio chiaro alle altre istituzioni: i piani del Comune di Campiglia devono essere rispettati, le nostre colline hanno già pagato un prezzo altissimo ed è ora che si guardi ad una nuova economia.

Daniele Scafaro
Comune dei Cittadini


Ordine del giorno relativo al piano provinciale delle attività estrattive

Premesso

che le attività estrattive nel Comune di Campiglia hanno un forte impatto sul paesaggio collinare con effetti negativi su altre attività come il turismo e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale presente diffusamente nelle nostre colline;

che l’obiettivo primario dell’amministrazione comunale è quello di far rispettare le previsioni del piano strutturale e del regolamento urbanistico approvati, nei quali si prevede che le attività estrattive debbano cessare alla scadenza dei piani di coltivazioni  per favorire la valorizzazione paesaggistica e culturale delle aree protette all’interno delle quali sono ubicate le cave e le miniere nel territorio campigliese;

che l’accordo del 30 ottobre 2002 tra Regione, Provincia e Comuni della Val di Cornia prevede che per le cave di Campiglia “l’indirizzo è quello di giungere alla scadenza delle autorizzazioni comunali senza ulteriori rinnovi. Si intreccia, al proposito, per le cave di calcare del campigliese, la questione della produzione di materiale inerte dal ciclo TAP che potrebbe consentire un minor fabbisogno complessivo”

Considerato:

che la Provincia ha adottato a gennaio del 2014 un piano per le attività estrattive per i prossimi 10 anni che ignora le scadenze delle autorizzazioni comunali

che quanto previsto dal suddetto piano è in netto contrasto con le strategie europee che indicano come obiettivo per il 2020 l’impiego del 70% di materiali riciclati

IL CONSIGLIO COMUNALE

Esprime la propria contrarietà al piano provinciale delle attività estrattive in quanto la cessazione delle attività da esso prospettata va ben oltre la data stabilita dall’amministrazione comunale nei propri piani di gestione del territorio.

Sostiene la necessità di avviare una discussione con le autorità competenti per un concreto percorso di riconversione dell’economia legata alle attività estrattive al fine di limitare progressivamente l’utilizzo del materiale vergine di cava e favorire l’utilizzo di materiali riciclati.

Decide l’invio del presente ordine del giorno:

–       Al Presidente della Regione Toscana
–       All’Assessore regionale all’Ambiente
–       All’Assessore regionale  all’ Urbanistica, pianificazione del territorio
–       Al Presidente della Provincia di Livorno
–       All’ Assessore provinciale alla Programmazione territoriale

Campiglia Marittima, 2 Aprile 2014

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