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Camerini: « Un progetto ambizioso per traghettare il nostro patrimonio millenario nel futuro»
Presto una mediateca digitale per conoscere la storia di Campiglia Marittima: un progetto senza costi, ideato e curato dall’assessore alla Cultura Gianluca Camerini.

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Salveremo anche le colline campigliesi come le Apuane?

Inserito da il 18 Febbraio 2014 – 14:11Nessun Commento

Apuane, il conflitto tra natura e lavoro: la legge regionale vuol chiudere le nell’area protetta, scatta l’allarme per la perdita economica e occupazionale.

È l’unica area protetta di tutta Italia, inserita nel patrimonio mondiale dell’Unesco, nella quale esiste una vigorosa attività estrattiva di uno dei materiali più pregiati del mondo, il marmo bianco. Siamo ad oltre mille metri di altezza, sulle splendide vette rocciose del Parco delle Alpi Apuane, dove da più di duemila anni si scava per asportare l’oro bianco. Che a tutt’oggi rappresenta uno dei motori trainanti dell’economia della provincia di Massa-Carrara e di quella di Lucca. È in questi luoghi incontaminati che si consuma l’ennesimo atto del conflitto tra natura ed economia, la difesa dell’ambiente e le ragioni del lavoro.

A riaccenderlo è la Regione. Il 17 gennaio la giunta di Enrico Rossi, su proposta dell’assessore all’urbanistica Anna Marson, ha approvato il nuovo Piano paesaggistico regionale. Tra i nuovi vincoli, che saranno legge se il piano passerà anche in consiglio regionale, uno riguarda il Parco delle Apuane: rischiano di chiudere le aree estrattive intercluse, ovvero quelle completamente inserite e circondate dall’area tutelata.

Alpi-ApuanePer queste aree, si legge nella proposta dell’assessore Marson, è prevista una «progressiva riduzione di dette attività», che sono una trentina delle 45 attive nel Parco. A lanciare per primo l’allarme era stato la scorsa settimana il presidente del Parco Alberto Putamorsi, avvertendo che il piano metterebbe a rischio più di mille posti di lavoro. Una presa di posizione per certi versi clamorosa, visto che da chi guida il Parco prima di tutto ti aspetteresti che si preoccupi proprio della tutela del paesaggio.

Immediate le reazioni dal mondo ambientalista. Contro di lui associazioni ambientaliste e comitati hanno aperto una petizione online per chiedere al governatore Rossi di revocargli la carica di presidente dell’ente Parco. In poche ore ha raccolto centinaia di adesioni. Anche Legambiente Toscana ha chiesto le sue dimissioni («chieda ingaggio a Confindustria perché il piano paesaggistico non si tocca»).

D’accordo con il giudizio di Putamorsi sono invece gli industriali. «La nuova legge regionale metterà un intero comparto in ginocchio – dice il direttore dell’associazione industriali di Massa Carrara Andrea Balestri – non siamo preoccupati soltanto per l’attività estrattiva all’interno del Parco delle Apuane, ma anche per quella di tutte le nostre cave del distretto apuo-cersiliese».

Sul fronte politico amministrativo i primi a rompere gli induzi sono stati il vicesindaco di Stazzema Maurizio Verona e il sindaco di Carrara Zubbani preoccupati per gli effetti immediati e in prospettiva del piano così com’è impostato. I comuni interessati sono diversi, da Fivizzano in Lunigiana a Minucciano in Garfagnana, dall’Alta Versilia a Massa.

Cava Mossa (Michelangelo)Tra le cave più famose che potrebbero essere cancellate c’è quella di Michelangelo, cava Mossa, che si trova sul monte Altissimo ed è di proprietà di Henraux Spa. È inattiva ma l’azienda versiliese aveva l’intenzione di riaprirla. Sempre sull’Altissimo ci sono cava Macchietta e tutto il comprensorio sul retro (tra cui cava Fondone). Salve invece le Cervaiole e tutto il sistema della pietra del Cardoso, nel comune di Stazzema. Ma in alta Versilia verrebbero eliminate le due cave attive sul monte Corchia. Nella valle di Arni sono aree intercluse cava Faniello e quella Cecconi. Il comune di Massa se le vedrebbe chiudere tutte: nel canale del Fondone e canale Cerignano dove ci sono 7 siti attivi, tra cui cava Valsora e cava Piastreta sul monte Sella dove si estrae il bianco P (puro); e poi l’area Focolaccia, tra Minucciano e Massa. A Vagli cava Carcaraia, la Padulello e la Biagi, e cava Colubraia. A Orto di Donna (Minucciano) altre due. A Fivizzano sarebbero chiuse tutte. Carrara sarebbe la meno colpita: solo una cava.

Tiziano Baldi Galleni – Il Tirreno 18.2.2014

Marson: conta la sopravvivenza dei monti
«L’aumento delle quantità escavate e la diminuzione invece del valore aggiunto ricavato dalla lavorazione del materiale in loco da un lato mette oggi a rischio la sopravvivenza delle Apuane stesse come bene paesaggistico, dall’altro impone una riconsiderazione complessiva dello sviluppo economico possibile per l’area». Così l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson spiega il piano paesaggistico che porterà allo stop di molte cave. «Il piano – sottolinea – fissa obiettivi di qualità per i diversi paesaggi regionali e codifica le regole da applicarsi nei territori già vincolati da specifici provvedimenti statali. Per le cave presenti in queste aree il piano individua un percorso di progressiva e articolata dismissione, accompagnato da un progetto di sviluppo integrato per il territorio apuano, al fine di mettere in valore le diverse risorse ambientali e paesaggistiche sostenendo il benessere e l’occupazione delle popolazioni locali».

Leggi anche:

Contraddizioni toscane. Il Parco Regionale delle Alpi Apuane e il Piano Paesaggistico: un passo avanti verso la civiltà?
di Franca Leverotti – Consigliere nazionale di Italia Nostra
(Eddyburg)

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