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Il Comune di Campiglia ci nega di nuovo l’accesso agli atti

Inserito da il 23 Dicembre 2013 – 16:00Nessun Commento

Al Sindaco del Comune di Campiglia Marittima

Oggetto: Diritto di Accesso agli Atti

Ancora una volta il Comune di Campiglia Marittima risponde no alla richiesta di rilasciare copia di alcuni atti pubblici relativi alla lottizzazione, mai completata, alla zona Stazione.

In sintesi e in linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori, il motivo addotto è che per avere le copie bisogna dimostrare di avere un qualche interesse giuridicamente rilevante (per esempio essere in causa con qualche proprietario); inoltre ci viene detto che la motivazione scritta sulla domanda (studio di piano attuativo e proroghe) è generica, cosa che a noi sembra invece chiarissima.

Il Comitato vuole capire infatti come uno dei peggiori esempi di sfascio urbano sia stato attivato, sia stato portato avanti e sia stato ritenuto degno di proroghe continue senza nessun tentativo di migliorarne un po’ le caratteristiche e almeno di finire strade, parcheggi e illuminazione.

Infine ci viene detto che l’obbligo di pubblicazione dei piani attuativi sul sito del Comune si riferisce a quelli ancora da adottare e non a quelli già in vigore (come il piano di lottizzazione in questione); il che è come dire che del passato il Comune non pubblicherà mai  nulla.

Accesso attiVista la capziosità delle risposte abbiamo voluto chiedere al Garante della Comunicazione e per la Partecipazione della Regione Toscana qualche chiarimento che ci è gentilmente arrivato con una nota dell’Avv. Lorenzo Pieraccini (Responsabile dell’Assistenza giuridico-amministrativa nelle materie della Pianificazione territoriale della Regione Toscana) che alleghiamo e che delinea un panorama abbastanza diverso.

Infatti risulta che ai sensi della legge regionale 40/2009 la richiesta di documenti amministrativi non necessita di motivazione neppure per gli atti diretti all’emanazione  di atti di pianificazioni. La stessa legge dava ai Comuni un tempo massimo di due anni per modificare i regolamenti relativi al diritto di accesso (cosa che il Comune di Campiglia si è ben guardato dal fare).

Poiché però la successiva legge regionale 9/2013 ha tolto questo limite temporale e ha circoscritto la categoria dei documenti accessibili solo a quelli formati dalla Regione, possiamo dire che oggi come oggi il Comune, non avendo cambiato regolamento, può continuare a dare accesso agli atti con tutte le limitazioni previste dalla sola legge nazionale.

Questo non vuol dire però che il Comune di Campiglia è obbligato a comportarsi come si sta comportando in materia di accesso, e possiamo quindi parlare di volontà politica di impedire la libertà di accesso, visto che il Comune, se avesse voluto, avrebbe potuto modificare entro il 2011 il suo regolamento ai sensi della legge 40/2009.

Questo non l’ha fatto e quindi possiamo affermare serenamente che l’attuale Amministrazione del Comune di Campiglia Marittima non vede nel dare libero accesso a tutti ai suoi atti e nel facilitare l’informazione, un suo fine politico fondante e un diritto di tutti da garantire.

L’avv. Pieraccini segnala poi che la Regione sulla questione dell’accesso intende intervenire in modo dirimente con la proposta di legge n. 282/2013 recante “Norme per il governo del territorio” che all’articolo 18, comma 5, stabilisce: Il responsabile del procedimento assicura, a chiunque voglia prenderne visione, senza obbligo di specifica motivazione, l’accesso e la disponibilità degli atti amministrativi relativi ai procedimenti di formazione degli atti di governo del territorio di cui agli articoli 10 e 11 e della relazione redatta ai sensi del comma 3 del presente articolo.

Speriamo che gli attuali o i futuri amministratori dimostrino più rispetto per tutti i cittadini facendo suoi questi criteri.

Ci rimane però un dubbio : questa “ritrosia” del Comune di Campiglia  nel farci conoscere i documenti pubblici a cosa va attribuita? Ad una puntigliosa applicazione della norma? Ad un trattamento particolare per il Comitato? A problemi di “coda di paglia”?

Aspettiamo fiduciosi dal Sindaco una risposta che tutti i cittadini siano in grado di capire senza bisogno di interpreti.

Certo è che la vignetta di Sergio Staino del manifesto predisposto dalla stessa Regione Toscana sulla modifica alla L.R.1/2005, esprime molto bene il rapporto che vige oggi a Campiglia tra Comune e cittadini.

Campiglia Marittima 20 Dicembre 2013

Comitato per Campiglia
Alberto Primi

Allegato: risposta a nota AOO-GRT del 30 ottobre 2013

Comitato per Campiglia
Via Parenti, 4
57021 – Campiglia Marittima (LI)

Con la presente si risponde alla nota AOO-GRT prot. 27833 del 30 ottobre 2013, con la quale il Comitato per Campiglia ha informato la Regione circa il diniego ricevuto dal Comune di Campiglia Marittima a seguito della richiesta formale di poter riprodurre copia di alcuni documenti urbanistici. Il Comune ha rifiutato l’accesso sul presupposto di una “genericità della motivazione” e ha chiesto maggiori dettagli sulle finalità e contenuti, avvisando che la mancata integrazione della domanda nei successivi trenta giorni avrebbe comportato la decadenza dell’istanza medesima.

Si evidenzia innanzi tutto che ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della l.r. 40/2009, l’accesso ai documenti amministrativi non necessita di motivazione e che l’articolo 7 della suddetta legge non inserisce tra i casi di esclusione del diritto di accesso l’attività della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti di pianificazione, contrariamente a quanto previsto dall’articolo 24, comma 1, lettera c) della legge 241/1990.

Si deve tuttavia segnalare che la recente modifica della legge regionale 40/2009 ad opera della legge regionale n. 9/2013 ha modificato i termini con cui la suddetta normativa si applica agli enti locali.

Il testo previgente della legge regionale 40/2009 prevedeva, infatti, che le disposizioni in materia di accesso si applicassero agli enti locali solo dopo l’adeguamento dei loro ordinamenti e comunque non oltre due anni dalla sua entrata in vigore.

Il nuovo testo dell’articolo 5, comma 3, recita invece: Ai soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da e) a g), nel rispetto della loro autonomia regolamentare e organizzativa, le disposizioni della presente sezione si applicano a seguito dell’adeguamento dei rispettivi ordinamenti.

La modifica ha dunque eliminato il riferimento alla diretta applicazione della legge nel caso di mancato adeguamento da parte dell’ente locale.

A quanto sopra si aggiunge che al fine di evitare commistioni tra la disciplina statale e quella regionale sull’accesso, la legge regionale 9/2013 ha modificato, tra l’altro, anche l’articolo 6 della legge regionale 40/2009 circoscrivendo la categoria dei documenti accessibili a quelli formati dalla Regione, da organismi di diritto privato da essa controllati, da enti del servizio sanitario regionale o da concessionari di servizi pubblici regionali.

Considerata l’autonomia comunale nell’esercizio delle proprie competenze amministrative, dalla formulazione della normativa vigente si ricava che finché il comune non adegui il proprio ordinamento alle disposizioni della legge regionale 40/2009 (questa volta senza limitazioni temporali e sanzioni) la materia dell’accesso resta disciplinata dalla normativa nazionale (con conseguente obbligo di motivazione e casi di esclusione).

Si segnala, infine, che sulla questione dell’accesso intende intervenire in modo dirimente la proposta di legge n. 282/2013 recante “Norme per il governo del territorio” che all’articolo 18, comma 5, stabilisce: Il responsabile del procedimento assicura, a chiunque voglia prenderne visione, senza obbligo di specifica motivazione, l’accesso e la disponibilità degli atti amministrativi relativi ai procedimenti di formazione degli atti di governo del territorio di cui agli articoli 10 e 11 e della relazione redatta ai sensi del comma 3 del presente articolo

LP

Sulla stampa:

Corriere Etrusco 24.12.2013

«Il Comune nega atti pubblici sulle lottizzazioni alla Stazione»
«Ancora una volta il Comune di Campiglia Marittima risponde no alla richiesta di rilasciare copia di alcuni atti pubblici relativi alla lottizzazione, mai completata, alla zona Stazione». Il Comitato per Campiglia torna a chiedere la trasparenza degli atti.
«Il mottivo addotto è che per avere le copie bisogna dimostrare di avere un qualche interesse giuridicamente rilevante (per esempio essere in causa con qualche proprietario); inoltre ci viene detto che la motivazione scritta sulla domanda (studio di piano attuativo e proroghe) è generica, cosa che a noi sembra invece chiarissima – incalza il presidente Alberto Primi – il Comitato vuole capire infatti come uno dei peggiori esempi di sfascio urbano sia stato attivato.
Sia stato portato avanti e sia stato ritenuto degno di proroghe continue senza nessun tentativo di migliorarne un po’ le caratteristiche e almeno di finire strade, parcheggi e illuminazione. Infine ci viene detto che l’obbligo di pubblicazione dei piani attuativi sul sito del Comune si riferisce a quelli ancora da adottare e non a quelli già in vigore (come il piano di lottizzazione in questione); il che è come dire chiaramente che del passato il Comune non pubblicherà mai nulla.
Vista la capziosità delle risposte abbiamo voluto chiedere al Garante della Comunicazione e per la Partecipazione della Regione Toscana qualche chiarimento che ci è gentilmente arrivato con una nota dell’avvocato Lorenzo Pieraccini (Responsabile dell’Assistenza giuridico-amministrativa nelle materie della Pianificazione territoriale della Regione Toscana) che delinea un panorama abbastanza diverso.
Infatti risulta che ai sensi della legge regionale 40/2009 la richiesta di documenti amministrativi non necessita di motivazione neppure per gli atti diretti all’emanazione di atti di pianificazioni.
La stessa legge dava ai Comuni un tempo massimo di due anni per modificare i regolamenti relativi al diritto di accesso (cosa che il Comune di Campiglia si è ben guardato dal fare).
Poiché però la successiva legge regionale 9/2013 ha tolto questo limite temporale e ha circoscritto la categoria dei documenti accessibili solo a quelli formati dalla Regione, possiamo dire che oggi come oggi il Comune, non avendo cambiato regolamento, può continuare a dare accesso agli atti con tutte le limitazioni previste dalla sola legge nazionale. Questo non vuol dire però che il Comune di Campiglia è obbligato a comportarsi come si sta comportando in materia di accesso, e possiamo quindi parlare di volontà politica di impedire la libertà di accesso, visto che il Comune, se avesse voluto, avrebbe potuto modificare entro il 2011 il suo regolamento ai sensi della legge 40/2009.
La Nazione 27.12.2013

«Non c’è diritto d’accesso agli atti» Contestata l’amministrazione comunale che nega alcuni documenti

Il Comitato per Campiglia contesta il Comune a proposito del «diritto di accesso agli atti». «Ancora una volta il Comune di Campiglia – spiega per il Comitato, Alberto Primi – risponde no alla richiesta di rilasciare copia di alcuni atti pubblici relativi alla lottizzazione, mai completata, alla zona stazione. Il motivo addotto è che per avere le copie bisogna dimostrare di avere un qualche interesse giuridicamente rilevante (per esempio essere in causa con qualche proprietario); ci viene detto tra l’altro – sottolinea – che la motivazione scritta sulla domanda (studio di piano attuativo e proroghe) è generica, cosa che a noi sembra chiarissima». Il Comitato dice di voler capire come «uno dei peggiori esempi di sfascio urbano sia stato attivato, sia stato portato avanti e sia stato ritenuto degno di proroghe senza nessun tentativo di migliorarne un po’ le caratteristiche e almeno di finire strade, parcheggi e illuminazione». «Abbiamo voluto chiedere al garante della comunicazione della Regione qualche chiarimento che ci ha dato un panorama diverso: ai sensi della legge regionale la richiesta di documenti amministrativi non necessita di motivazione neppure per gli atti diretti all’emanazione di atti di pianificazioni. Insomma l’attuale amministrazione non vede nel dare libero accesso a tutti ai suoi atti e nel facilitare l’informazione, un suo fine politico fondante e un diritto di tutti da garantire» conclude Primi.
Il Tirreno 28.12.2013

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