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PROTOCOLLO DI INTESA PER IL RECUPERO E LO SVILUPPO DEL PATRIMONIO AMBIENTALE, INDUSTRIALE, ARCHEOLOGICO E CULTURALE DELL’AREA MONTE CALVI, CAMPIGLIA M.ma
Nell’incontro pubblico di lunedì 14 settembre, il sindaco di Campiglia, d.ssa Ticciati, ha illustrato i …

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SOS Cave in Val di Cornia: incontro in Provincia

Inserito da il 4 Dicembre 2013 – 08:45Nessun Commento

Il Comitato per Campiglia aveva recentemente chiesto alla Provincia di Livorno di essere ascoltato in merito al P.A.E.R.P. (Piano delle Attività Estrattive, di Recupero delle aree scavate e Riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Livorno). A seguito della richiesta la 3° Commissione della Provincia di Livorno ha invitato il Comitato ad una audizione il 2 Dicembre.

Poiché ad oggi gli unici documenti consultabili sono il P.A.E.R. della Toscana ed il quadro conoscitivo del P.A.E.R.P., non è possibile fare affermazioni precise sulle previsioni fatte dalla Provincia.

Comunque il Comitato ha fatto presente che i dati previsionali del P.A.E.R. (Piano Regionale) si fermano al 2012 e che i dati rilevati risalgono a prima del 2006, cioè ad anni in cui il sistema economico non aveva ancora subito la profonda crisi ancora in corso.

Anche dai dati rilevati dalla Provincia al 2010 non emerge ancora in maniera chiara la flessione nella richiesta dei calcari estratti dalle di Monte Calvi, di Monte Valerio e di San Carlo, per cui  nella relazione  che accompagna il Quadro Conoscitivo si parla ancora di situazione stazionaria invece che recessiva, come di fatto è attualmente.

Inoltre è stato fatto notare che dai dati rilevati e dalle previsioni del P.A.E.R. e dal quadro conoscitivo del P.A.E.R.P., risulta mancare la recente realtà dell’impianto T.A.P. di Piombino importante a livello di riutilizzo dei residui recuperabili delle attività delle acciaierie e che rappresenta un possibile apporto di milioni di tonnellate di materiali in sostituzione di materiale vivo di cava.

Se a questi elementi si aggiunge il fatto che nei dati rilevati dalla Provincia non risultano  dimensionati anche i residui di cave, si può affermare che in sede di previsioni sulla domanda di materiale calcareo estratto dal Campigliese i dati dovranno essere drasticamente ridimensionati visto il perdurare della crisi nell’ambito della edilizia, delle opere pubbliche e delle produzioni delle acciaierie di Piombino alle quali va una parte, oggi molto ridotta, del calcare estratto dalla Cava di Monte Calvi.

Sono stati poi richiesti chiarimenti sulla situazione che si verrà a creare alla scadenza delle concessioni (rispettivamente nel 2018 e nel 2020), visto che nelle Cave di Monte Calvi e di Monte Valerio al 2010 era ancora possibile scavare più di 11.000.000 mc., contro i mc. 7.000.000 circa scavati tra il 2002 e il 2010. Se infatti prevalesse l’ipotesi che l’elemento cogente sarà la quantità di materiale estraibile concesso, possiamo ragionevolmente dire che, alla luce della crisi nell’edilizia, nelle acciaierie e della volontà dichiarata di usare il più possibile materiali di recupero, le cave di inerti nel Campigliese continueranno ad esistere almeno per i prossimi venti anni.

Monte Valerio CavaDall’incontro è emerso anche chiaramente che i problemi delle cave nella Val di Cornia sono enormi a livello di impatto ambientale, di problemi occupazionali e a livello dello sviluppo di altre attività lavorative in grado di creare nuova occupazione. Di fronte alla dimensione dei problemi e del livello di utilizzo dei materiali che non è solo provinciale ma certamente regionale, e in alcuni  casi nazionale (vedi la Solvay), è risultato evidente a tutta la Commissione che i problemi non possono essere affrontati separatamente Comune per Comune, ma che devono essere visti complessivamente con provvedimenti non ordinari e anche impegnando risorse regionali individuate ad hoc.

Vista la complessità dei problemi il Comitato per Campiglia ha richiesto alla Provincia di attivare degli incontri pubblici almeno a livello intercomunali. A fronte della richiesta l’Assessore e la Commissione si sono impegnati, dopo l’adozione del PAERP, a realizzare incontri unitari sul territorio con i Sindaci dei Comuni, le associazioni di categoria, cittadini e comitati per illustrare le scelte adottate e per permettere la messa a punto delle osservazioni che potranno essere fatte al P.A.E.R.P. Adottato.

Il Comitato ha anche sottolineato il fatto che una gestione corretta della materia e della sua valutazione nel quadro più generale della tutela ambientale e dell’uso corretto delle risorse. difficilmente può avvenire quando gli strumenti si attivano separatamente nel tempo e a lunga distanza tra luno e l’altro: il P.A.E.R.  è stato approvato nel 2007, il P.A.E.R.P. Sarà approvato tra 2013 e  2014, la modifica della legge 78/98 è ancora in fase di formulazione. In questo senso ha fatto presente di avere messo a punto alcuni suggerimenti e chiede anche alla Provincia di dare un apporto significativo alla nuova legge alla luce di alcune caratteristiche specifiche del territorio che vede in sé il più importante polo estrattivo di inerti della Toscana.

Alberto Primi
Comitato per Campiglia

 

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