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Polemica sull’oasi Orti Bottagone «Ora va ampliata e difesa»

Inserito da il 24 Novembre 2013 – 13:30Nessun Commento

Politi e il Wwf Toscana presentano il conto alla Provincia inadempiente. E l’assessore Chiarei lavora per inserire Orti Bottagone nel sistema dei
Polemica Wwf-Provincia sull’Oasi Orti Bottagone. Gli ambientalisti rinfacciano all’ente di non aver fatto nulla di quanto promesso per la tutela e l’ampliamento del Padule che, proprio in questi giorni è stata riconosciuta come zona Ramsar, cioè area d’interesse internazionale. Da ricordare che la Provincia ha informato Wwf Oasi, ad inizio 2013, con un ritardo di un anno e mezzo, che le risorse per la gestione della riserva naturale non erano più in bilancio.

Oasi Bottagone wwfMentre il Comune di Piombino prosegue nella complessa operazione collegiale svolta da Wwf Oasi (insieme alla stessa amministrazione) e a Parchi Val di Cornia per cercare di coinvolgere proprio la Provincia e scongiurare la chiusura di Orti-Bottagone mettendo in sinergia le risorse, soprattutto umane e non finanziarie, disponibili in Val di Cornia.

Irrinunciabile, certo, resta quale soggetto gestore il Wwf Oasi che nel corso di questi anni di effettiva sofferenza per la scarsità di risorse pubbliche, ha fatto i salti mortali per scongiurare l’impoverimento di quest’area che oggi sale agli onori della cronaca come zona Ramsar, massimo riconoscimento a livello mondiale per una zona umida. Ramsar per una zona umida è come l’Oscar per il cinema o il Nobel per la scienza.

«Orti-Bottagone come Bolgheri, Orbetello e Burano» scrive Paolo Maria Politi, a lungo responsabile Wwf Oasi della Provincia, ormai impegnato altrove (ma sempre nel settore ambientale); un testo immediatamente sottoscritto da Marcello Demi, presidente Wwf Toscana. «Ci sono voluti molti anni di applicazione, studio, lavoro e tenacia – spiega Politi – per raggiungere con il decreto ministeriale del 21.10.2013, ratificato in Gazzetta ufficiale 265 del 12.11.2013, il riconoscimento di “zona Ramsar” per il “Padule Orti-Bottagone”, area su cui il Wwf locale ha condotto, a partire dal 1979, la “madre di tutte le guerre”. Tutti coloro che hanno dedicato anche un solo giorno del loro tempo alla conservazione ed alla tutela di quest’area umida di straordinario valore naturalistico potranno dirsi soddisfatti ed orgogliosi di questo risultato».

oasi wwf bottagone«Ma il percorso, nonostante i pronunciamenti di apprezzamento dell’assessore all’ambiente di Piombino Marco Chiarei, mentre manca ancora un cenno di attenzione alla notizia da parte della Provincia di Livorno, forse in imbarazzo per aver sottratto recentemente le risorse essenziali alla gestione dell’area, non è ancora terminato– aggiunge Politi – Ricordo che con l’adozione del regolamento della riserva naturale Padule Orti-Bottagone adottato dalla Provincia di Livorno nel 2008, a seguito del decreto istitutivo della zona Ramsar si impegnava la stessa Provincia ad estendere il territorio della riserva, con specifica deliberazione di consiglio, a comprendere il Padule dei Perelli Bassi, mentre i Pratoni Vignarca erano già stati oggetto di ampliamento della riserva nel rispetto della perimetrazione del Sic-Zps Padule Orti-Bottagone, ampliando il territorio in regime di effettiva protezione dagli attuali 126 ha. ai previsti 151 ha., come stabilito dal decreto ministeriale e relativa cartografia di riferimento».

«Solo allora – sottolinea Politi – potremmo dichiarare concluso il percorso iniziato 30 anni fa. Ed allora potremmo salutare, finalmente, la nascita di un vero “sistema” a salvaguardia delle relitte zone umide della Val di Cornia tra la riserva naturale Oasi Wwf Padule Orti-Bottagone e l’Anpil Sterpaia. Orti-Bottagone – conferma Politi – va finalmente ad arricchire l’elenco delle zone Ramsar della Maremma che, insieme alle storiche Oasi di Bolgheri, Burano, Orbetello e Diaccia Botrona, può contare ora anche sul Padule di Scarlino».

Spending review a parte, come si potrà garantire un futuro a quest’area protetta? «L’obiettivo – risponde l’assessore all’ambiente Marco Chiarei – resta farla inserire all’interno della Parchi, senza generare aumenti di spesa e tutti i sindaci si sono già dichiarati d’accordo, condividendo la validità dell’idea. Al di là dei fondi che sono venuti a mancare – esorta – vorremmo che la Regione avviasse l’istruttoria per valutare i requisiti, della Parchi con annessa l’Oasi Wwf, per sapere se, allora, si potrebbe dar vita a uno nuovo parco regionale. Vorremmo solo questa risposta anche se i tempi non sono maturi per i finanziamenti, sarebbe un’opportunità validissima in prospettiva».

Molto però, ancora dipende da cosa deciderà di fare la Provincia, anche dopo l’annessione del Padule alle zone Ramsar. «Mi rendo conto – dice Chiarei – che con le prospettive incerte delle Province… ma qualcuno, per il capitolo parchi, bisognerà comunque che decida su chi se ne deve occupare e su chi dovrà provvedere alle sovvenzioni».

Cecilia Cecchi – Il Tirreno 24.11.2013

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