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Baratti, solo massi contro l’erosione

Inserito da il 22 Agosto 2013 – 17:44Nessun Commento

Finanziamenti ridotti, resta un milione e mezzo. La Provincia annuncia interventi nel 2014: ma niente ripascimento.

I lavori antierosione a si faranno entro l’anno prossismo. Lo annuncia Paolo Pacini, assessore provinciale per la difesa delle coste, spiegando che le operazioni sono state rimandate più volte per vari motivi: da un lato il patto di stabilità, dall’altro necessità di bilancio. Proprio perché ci troviamo in un periodo di particolare crisi. La Regione (che fin dal 2003 aveva stabilito 2 milioni e 583 mila euro per l’intervento) ha ridimensionato l’investimento: 1 milione e 500 mila euro per un primo stralcio dei lavori, che dovrebbero cominciare all’inizio del prossimo anno.

«Una prima conferenza dei servizi – specifica Pacini – aveva stabilito alcune prescrizioni. La seconda ha ridotto progetto e risorse. La Provincia ha definito la procedura ed entro ottobre dovremmo giungere al progetto esecutivo. Poi, l’avvio della gara e l’inizio dei lavori nei primi mesi del 2014».

Proprio nei giorni scorsi l’amministrazione comunale si era mostrata molto perplessa nei riguardi dello stato di cose di Baratti, per la quale da diverso tempo mancavano notizie in merito alle attività per l’operazione salva-coste. Così arriva la risposta della Regione, che specifica come i finanziamenti di cui l’assessore Marco Chiarei aveva chiesto conto non siano scomparsi, ma riconfermati per un totale di 2 milioni e 082 mila euro, parte dei quali, peraltro, già spesi per l’intervento dei geotubi a ridosso della chiesina di San Cerbone. Totale restante, appunto, un milione e 563 mila euro destinati a un intervento più complesso per il quale la Provincia, nel dicembre del 2012, ha approvato il nuovo quadro economico del progetto definitivo a seguito di un percorso che ha visto la partecipazione anche del Comune.

La Regione, al momento, è in attesa dell’approvazione del progetto esecutivo: appunto quello di cui parla Pacini, specificando che le operazioni si limiteranno – in un intervento definito «essenziale» – all’ambito strutturale. Cioè, la correzione dei fondali. In sostanza, la modifica della loro morfologia attraverso il tamponamento dei solchi laterali ai lati del Golfo, così da ridurre le perdite di materiali verso l’esterno del Golfo. Una procedura, dunque, a scopo essenzialmente difensivo. Tre, e non più quattro, come previsto inizialmente, i diaframmi da applicare attraverso massi naturali (750 chili ciascuno), interamente sommersi.

E il ripascimento da 10mila metri cubi di sabbia? Per quello, specifica Pacini, sarà necessario predisporre un secondo stralcio di lavori, con ulteriori risorse che la Regione dovrà individuare. Intanto Firenze chiarisce di stare già monitorando l’intervento ai sensi della legge regionale 35/2011 affinché «i tempi concordati con la Provincia siano rispettati e i lavori terminati all’inizio della prossima stagione estiva». Il Golfo di Baratti, si legge nella relazione redatta dagli studiosi dell’Unità di servizio della Provincia pianificazione, difesa del suolo e delle coste, è quasi del tutto privo di alimentazione di detriti provenienti da terra e mare, e già dall’antichità è stato oggetto a immissioni di materiali, derivanti dallo scarico di scorie di lavorazione provenienti dalle miniere di materiale ferroso presenti della zona. Già dall’epoca romana, in sostanza, il Golfo non ha goduto di un modellamento naturale e ancora oggi questa situazione si ripercuote in una cronica fase d’arretramento. Non gravissima, a dire il vero, ma potenziata dalla scarsità di apporti esterni di materiali e dalla presenza delle strutture – muri e muriccioli – a ridosso della spiaggia.

Melisanda A. Massei – Il Tirreno 22.8.2013

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