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Principessa, la ciclabile nel mirino

Inserito da il 17 Agosto 2013 – 13:48Nessun Commento

Traffico al rallentatore, ciclisti che snobbano il tratto a loro riservato. Biagi difende le sue scelte: «Incidenti in calo»

Da anni ormai i giornali scrivono dei problemi di viale della Principessa, il cui assetto è stato stravolto nel 2008. Corsie più strette per far posto ai parcheggi su ambedue i lati (quest’anno quelli sul lato monte sono gratuiti), pista ciclopedonale insicura e affollata, le improvvise entrate in strada delle auto dalle vie e molto altro. La storia si ripete. Se la viabilità e l’assetto stravolto e insicuro della strada – diventata comunale, da provinciale che era, pochi anni or sono – non facilitano il traffico (e a poco vale che i sostenitori del nuovo assetto si barrichino dietro il presunto calo di incidenti), va detto che la responsabilità degli automobilisti (non tutti, è ovvio, ma bastano pochi per far andare in tilt il traffico) non è poca.

Una foto del 16 agosto. Sono le 14 circa e percorriamo viale della Principessa, nella quale quest’estate, detto per inciso, i parcheggi sono stati molto più vuoti del passato. Innanzitutto si assiste a molte inversioni a U. Le auto parcheggiate, al momento di uscire e cambiare direzione, fanno la manovra di inversione bloccando il traffico e creando rischi notevoli. I ciclisti, poi. Sì, perché ci sono quelli che vanno troppo veloci sulla pista ciclopedonale, dove il limite è di 20 km/h, e rischiano di fare strike contro i malcapitati birilli rappresentati da famiglie al completo che transitano dalla ciclopista per andare in spiaggia.

principessa-bagnantiQualcuno potrebbe obiettare: perché transitano di lì? Semplicemente perché non c’è altra possibilità: per andare in spiaggia, devono passare di lì. Certo è che c’è gente che la percorre per molte decine di metri, o centinaia, riempiendola nel senso della larghezza e fregandosene di chi sta dietro, dei ciclisti, degli altri pedoni, di chi fa jogging. Il ciclista arriva, e se sfiora troppo il cordolo di cemento giallo, che separa i parcheggi blu dalla ciclopista, rischia di restare impresso come una fotografia nello sportello di qualche auto che si apre. Succede sempre.

Le strisce bianche per attraversare sono pochissime, e la gente entra in strada e incrocia quando e come può per andare sul lato mare. Ci sono poi i ciclisti che vogliono allenarsi e andar forte, e che scelgono di trascurare la ciclopista andando sulle corsie di transito. In questo modo creano molti problemi alle auto, anche perché non è raro vedere due o tre ciclisti affiancarsi e mettersi a chiacchiera per lunghi tratti.

I mezzi di soccorso. Superare, poi, è difficile e sconsigliato, e mentre scriviamo, passa un’ambulanza: è davvero difficile, in una strada così stretta, che un mezzo di soccorso possa andare veloce per le urgenze. E’ un percorso a ostacoli, non c’è niente da fare, e capiamo coloro che scelgono di prendere la superstrada per dirigersi all’ospedale di Cecina. Stessi problemi si presentano per gli autisti di autobus.

principessa 50 km:hLa maggioranza consiliare ha sempre difeso la scelta del nuovo assetto della strada. Ma ora le polemiche e le critiche, anche sul web, sono francamente troppe per essere trascurate e, tra l’altro, fondate. Gli automobilisti, poi, ci mettono del loro. I sorpassi, in una strada che d’estate ha il limite di 50 km/h (70 km/h per il resto dell’anno), si ripetono a gran frequenza, e i rischi – fra chi attraversa, i ciclisti, le auto in senso contrario – sono notevoli. E ai vigili, visti certi parcheggi più che “sportivi”, non è restato altro che fare multe e portare via qualche macchina: una scena che quest’estate, come quelle scorse, molti hanno visto. Ti giri, e vedi che dalle traverse di viale della Principessa entrano in strada le auto, e sulla pista passano le biciclette: è una pista fatta male, non c’è che dire. Il sindaco Michele Biagi, dal canto suo, difende l’assetto della Principessa: «Non ho ricevuto lamentele – dice – e gli incidenti diminuiscono. Pensiamo comunque a qualche novità, ma solo alla fine della stagione».

Paolo Federighi – Il Tirreno 17.8.2013

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