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Certo non nella zona di protezione speciale delle Alpi Apuane.
L’Amministrazione comunale di Massa ha recentemente annunciato di voler riaprire ben sette cave di marmo, incurante di critiche e perplessità.

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Al via il «metodo toscano». La Regione apre ai movimenti

Inserito da il 25 Aprile 2013 – 20:55Nessun Commento

Quantomeno «C’è l’impegno della Regione ad approvare un protocollo di concertazione che garantisca ai soggetti attivi sul territorio di entrare effettivamente nel processo di costruzione delle decisioni in materia urbanistica e di paesaggio».

Non è sempre muro contro muro il rapporto fra istituzioni e movimenti. Perché può essere d’aiuto a entrambi. Da un lato per mostrare che le porte del palazzo non sono sbarrate. Dall’altro sintetizzando in modo organico le richieste dei cittadini autorganizzati. Certo succede solo in Toscana. Ma il rapporto avviato fra l’ente Regione e la Rete dei comitati per la difesa del territorio, guidata da Alberto Asor Rosa, è un segnale. Al pari della riflessione, positiva, della lista di cittadinanza fiorentina di Ornella De Zordo sulla nuova legge urbanistica regionale. Si può fare politica. E non contrapporre chiusura a chiusura.

L’incontro fra la giunta regionale di Enrico Rossi e la Rete dei comitati per la difesa del territorio è stato una novità assoluta. «Non enfatizziamo – ha osservato Asor Rosa – ma non ci sono precedenti. In Toscana come in altre regioni italiane». Visto anche il peso specifico della discussione: la «Piattaforma Toscana» discussa a febbraio nell’assemblea della Rete, che ha messo nero su bianco in dieci schede «le criticità più gravi e urgenti della pianificazione territoriale». In dettaglio vuol dire il Corridoio autostradale tirrenico; lo sfruttamento delle risorse geotermiche sull’Amiata e in Val di Cecina; quello del marmo sulle Apuane; il sotto-attraversamento dell’alta velocità ferroviaria nell’area fiorentina, e la pianificazione territoriale della sua Piana. Temi annosi ma sempre di stretta attualità, vista la continuità delle contestazioni all’operato delle amministrazioni pubbliche.

Riassume Asor Rosa: «I punti sui quali c’è maggiore convergenza sono il Corridoio tirrenico, con la scelta di procedere il più possibile sopra l’attuale tracciato dell’Aurelia. Poi le Apuane, dove ci è stato annunciato che è in preparazione un regolamento per ridurre la portata delle escavazioni. Anche sulla geotermia la giunta potrebbe adottare la nostra proposta di utilizzare tecnologie di minor impatto, la cosiddetta media entalpia, anche se resta da capire in quali tempi». Insomma ci sono alcuni risultati positivi.

Su altri fronti invece le distanza restano inalterate: «Soprattutto sul sotto-attraversamento dell’alta velocità ferroviaria. Noi siamo da sempre per la dismissione di un progetto che riteniamo sbagliato, inutile, costoso e invasivo. La giunta regionale invece vuole andare avanti. Da Enrico Rossi abbiamo comunque apprezzato l’apertura a esaminarne le ricadute su tutto il sistema di trasporti a Firenze e nell’intera Toscana, cosa che qualche anno fa sarebbe stata inverosimile». Distanti anche le posizioni sulla già congestionatissima Piana fiorentina, dove la Rete dei comitati si oppone nettamente alla nuova pista dell’aeroporto di Peretola e al nuovo inceneritore di Case Passerini. Ma è sul metodo che qualche passo avanti è stato fatto, con il riconoscimento dei comitati come soggetto politico, al pari delle parti sociali: «C’è l’impegno della Regione ad approvare un protocollo di concertazione – spiega Asor Rosa – che garantisca ai soggetti attivi sul territorio di entrare effettivamente nel processo di costruzione delle decisioni in materia urbanistica e di paesaggio».

Su questo tema specifico anche Ornella De Zordo con Perunaltracittà ha avviato una riflessione. Apprezzando, al pari della Rete dei comitati, la revisione della legge urbanistica regionale messa in cantiere dall’assessore Anna Marson. «Si tratta di un tentativo di rimettere ordine nei concetti di base del governo del territorio con principi di riferimento per tutti i livelli della pianificazione: sostenibilità, non riduzione delle risorse, e riduzione del consumo di suolo. Tutti definiti con chiarezza, rispetto alle precedenti, confuse normative».

RICCARDO CHIARI – Il Manifesto 25.4.2013

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