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Il Comune di San Vincenzo: le dighe anti erosione non avranno impatto visivo

Inserito da il 2 Febbraio 2013 – 19:16Nessun Commento

Continuano polemiche e accuse sui lavori in mare iniziati in questi giorni a . I tecnici spiegano come si svilupperà l’intervento in più stralci e garantiscono sulla regolarità.
Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri al nostro giornale dall’amministrazione comunale circa i motivi della mancanza della Via (Valutazione d’impatto ambientale) e dell’autorizzazione paesaggistica per il primo stralcio dei lavori di protezione del litorale urbano, Nicola Bertini del Forum (che aveva denunciato l’assenza di tali autorizzazioni) controbatte e torna ad attaccare il Comune. Per il consigliere di minoranza di sinistra, la diga in costruzione presso il Renaione, leggendo i documenti del progetto, sarebbe definitiva anziché provvisoria, e risulterebbe inspiegabile l’avvio dei lavori il 21 gennaio, tre giorni prima della richiesta dell’autorizzazione provinciale sul vincolo idrogeologico.

San Vincenzo scoglieraDal Comune, però, i tecnici, ribadiscono che la procedura e le opere sono tutte regolari. «Si è richiesta – dice Bertini – l’autorizzazione sul rischio idrogeologico il 24 gennaio e, pur non avendola ancora ottenuta, sono spuntati un centinaio di metri di camionabile in mare. Cosa costava attendere tale autorizzazione prima d’iniziare i lavori?». Per Bertini il progetto non valuterebbe gli impatti dell’opera sull’ecosistema, sul profilo della costa e sulle correnti marine. «Il progetto – dice il consigliere d’opposizione – valuta solo gli effetti del cantiere, ma non parla né di correnti, né di flussi sedimentari, né degli effetti permanenti sull’arenile e sulla balneabilità».

L’amministrazione comunale, da noi interpellata, dal canto suo non vuole entrare nei meriti tecnici della vicenda (i responsabili del procedimento sono i geometri comunali Andrea Filippi e Vinicio Meini) ma al contempo sostiene che le opere a mare sarebbero tutte regolari. «Confermiamo – si legge nella nota dell’amministrazione – sia la regolarità delle opere a mare che l’immediata rimozione, al termine dei lavori di completamento della barriera, della strada di cantiere. La chiusura provvisoria, perpendicolare alla battigia, è necessaria a far funzionare idraulicamente l’opera. La barriera sarà soffolta, tranne i primi 15 metri lineari (partendo dalla battigia verso il mare) che saranno sopraflutto. La visibilità verso il mare non cambia.

Una parte dell’intervento è stata realizzata l’anno scorso, e tutti hanno potuto constatare che le barriere non si vedono. La barriera sopraflutto verrà comunque rimossa all’inizio del secondo stralcio dell’opera – si legge ancora nella nota del Comune – che prevede la tutela dell’arenile fino al fosso delle Prigioni. Quando arriveremo davanti al fosso delle Prigioni, sarà prevista, per un buon funzionamento idrogeologico, la realizzazione di un pennello sopraflutto dalla battigia verso il mare, quello stesso pennello che toglieremo all’inizio del secondo stralcio, oggi importante per il funzionamento dell’opera».

L’opera, a detta dell’amministrazione, «è stata sottoposta alla verifica e alla pronuncia della Regione, ente competente in materia» e prevede la realizzazione delle barriere a nord del porto fino all’incirca all’altezza della Punta Pelosa, e a sud del porto fino al fosso delle Prigioni. La nota dell’amministrazione comunale affronta poi la questione delle spese e quella della riduzione dei soldi a disposizione dei Comuni. «Per questo motivo – sostiene l’amministrazione – abbiamo dovuto rivedere continuamente, in questi anni, il piano delle opere pubbliche, allungando i tempi di realizzazione. Oggi, intanto – conclude la nota – siamo costretti a definire questo primo stralcio garantendone il suo funzionamento, per poi riprendere il prima possibile il completamento dell’opera».

Paolo Federighi – Il Tirreno 2.2.2013

Foto: La Nazione

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