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Erosione, interventi solo dopo l’estate

Inserito da il 21 Gennaio 2013 – 13:302 Commenti

Il piano antierosione previsto sulla spiaggia di San Vincenzo – con particolare interessamento del tratto a sud, sul litorale di – è un intervento di recupero dei sistemi dunali e riequilibrio del litorale, approvato dal consiglio regionale nel 2003. Finanziato con fondi regionali per 776mila euro, è sviluppato dalla Provincia in qualità di soggetto attuatore. Secondo l’assessore ai lavori pubblici e all’ambiente Elisa Cecchini, l’inizio degli interventi slitterà a dopo l’estate 2013 per permettere una più scrupolosa programmazione.

Michele Giunti, specialista in scienze forestali della società Nemo – che ha collaborato al piano esecutivo con Iris – è uno dei progettisti incaricati dalla Provincia: «Si tratta – spiega – di interventi di riqualificazione naturalistica e ambientale, sperimentati per la prima volta al mondo, che interesseranno soprattutto il tratto a sud del Comune di San Vincenzo, dove l’erosione si accentua.

Sono interventi analoghi a quelli in atto alla Sterpaia, basati sull’utilizzo di legname derivante da materiale spiaggiato, da pini caduti e prelevato da interventi necessari di taglio della vegetazione del bosco. Oltre al legname, sarà utilizzato il biotessuto in fibra di cocco, tutti materiali biodegradabili». «Vicino alla duna – prosegue Giunti – saranno collocati pali di legno e picchetti che proteggeranno l’ecosistema e contribuiranno a diminuire i varchi d’accesso attraverso le dune, segnalati con pannelli per indurre a comportamenti più rispettosi delle dinamiche naturali». Giunti specifica che il taglio del bosco non sarà indiscriminato, ma di piccola quantità: «Per taglio del bosco, necessario ai fini naturalistici – dice Giunti – s’intende poche centinaia di piante, comunque pericolanti, il cui legno sarà utilizzato vicino alla duna, parallelamente alla linea di costa, e collocato all’interno di “salsicce” di stuoia riempite di sabbia, cippato (legno ridotto in scaglie con dimensioni variabili da alcuni millimetri a un paio di centimetri ndr) ottenuto in loco e posidonia. Il tutto sarà accompagnato da piantumazioni di specie arbustive e arboree.

Le opere avranno una durata di 5, 10 o più anni, ma nel frattempo la duna si sarà ricostituita». Altri interventi riguarderanno la difesa della sughera, «ormai rara in questa zona – sostiene Giunti – attraverso i cosiddetti “sfolli”, consistenti nell’eliminazione di alcune piante di leccio al fine, appunto, di difendere la sugher».

Oltre ai comportamenti irrispettosi da parte degli uomini, secondo il tecnico forestale c’è un’altra importante causa dei danni all’ecosistema e dell’erosione: «Senza dubbio – conclude Giunti – il passaggio dei trattori dal piede dunale per effettuare le pulizie va a incidere su di esso scalzandolo, e rappresenta uno dei fattori principali di danno alla duna. In più, quando si fanno le pulizie, il legno e la posidonia, spesso trattati come rifiuti, non vanno portati via ma lasciati dove sono, perché hanno una funzione centrale per il mantenimento dell’ecosistema dunale. Tra gli obiettivi basilari dell’intervento, infatti c’è anche la definizione di corrette modalità di gestione della pulizia sulle spiagge».

Paolo Federighi – Il Tirreno 21.1.2013

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2 Commenti »

  • Rimigliano ha detto:

    Il progettista ammette che gli interventi previsti sulla spiaggia (trincee, salsiccioni di ramaglie, recinzioni ecc.) sono interventi:
    “sperimentati per la prima volta al mondo,”
    Prepariamoci tranquillamente al peggio. Sarà una catastrofe.

  • turista ha detto:

    Ma questi signori abitano da quelle parti? ma si sono mai affacciati al mare dal parcheggio della Torraccia quando c’è mareggiata talmente forte che il mare arriva alla rete e l’acqua scollacchia la duna? l’hanno mai notata la potenza del mare in quei momenti? sembra che non osservino cosa hanno sotto gli occhi da una vita … pare incredibile …complimenti! una semplice turista.

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