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Bayahibe, il Comune di San Vincenzo ora cerca una soluzione

Inserito da il 28 Novembre 2012 – 18:23Nessun Commento

L’assessore Bandini incontra il comitato contro l’ecomostro sulla spiaggia L’idea è di ridurre l’impatto demolendo volumi e sbloccare così il contenzioso.
Una trattativa che avrà l’intento di giungere ad una riduzione concordata dei volumi e, in pratica, ad una nuova struttura in legno di un solo piano che annulli l’impatto ambientale e permetta ai proprietari delle case del luogo di tornare a vedere le bellezze dell’Arcipelago Toscano. È quanto cercherà di proporre ai gestori dello stabilimento balneare Bayahibe di via del Tirreno, in qualità di mediatore tra i cittadini firmatari della petizione contro il manufatto e la società Acquachiara, l’assessore all’urbanistica Alessandro Bandini.

Soddisfazione, a seguito dell’incontro con Bandini, è stata espressa dalla delegazione di dodici cittadini del comitato che si è opposto, anche a livello legale, all’ecomostro di via del Tirreno. La costruzione dello stabilimento balneare da vari anni è bloccata a seguito dei ricorsi dei cittadini di via del Tirreno e via Etruria, e il manufatto di 300 metri quadrati, in acciaio e cemento, continua a campeggiare su parte della spiaggia libera vicina al fosso delle Prigioni. All’incontro di lunedì, oltre a Bandini, erano presenti per il Comune, anche il dirigente dell’area servizi per il territorio Andrea Filippi e l’avvocato Renzo Grassi, difensore dell’ente nella vertenza legale relativa proprio allo stabilimento balneare di via del Tirreno.

«Bandini – fanno sapere i cittadini presenti all’incontro – si è preso l’impegno di provare un approccio, nei confronti della società Acquachiara, con l’intento di intavolare una trattativa che porti ad una soluzione concordata e permetta la cessazione delle vertenze legali. Però, prima di andare a parlare, ci ha chiesto di redigere un progetto indicativo sull’eventuale nuovo stabilimento da presentare, appunto, alla proprietà».

Il rischio che tutto resti bloccato per molti altri anni, a seconda di ciò che deciderà il Consiglio di Stato, sembra chiaro a tutte le parti in causa. «Il rischio è chiaro anche all’amministrazione comunale – dicono i delegati del comitato – tanto che in appello al Consiglio di Stato si è costituita la sola società, e non il Comune. L’avvocato Grassi e lo stesso Bandini hanno ammesso la bruttezza estetica e l’impatto ambientale del manufatto allo stato attuale, sebbene Grassi abbia voluto precisare che l’errore viene da lontano e che, secondo il piano spiaggia del 1997, la costruzione dello stabilimento era legittima. Siamo contenti della disponibilità a trovare una soluzione al problema». Del fatto si parlerà nel consiglio comunale di oggi. Bandini, da noi contattato, ha per ora rifiutato di rilasciare dichiarazioni sull’incontro.

Paolo Federighi – Il Tirreno 28.11.2012

Leggi anche: Raccolte 845 firme contro l’ecomostro sulla spiaggia di San Vincenzo

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