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Hanno sbagliato e ora spendono 200.000 euro per farselo dire…

Inserito da il 6 Settembre 2012 – 23:08Nessun Commento

Le tre liste civiche contestano i Comuni dopo la presentazione del progetto del Sant’Anna per la Val di Cornia:

Condividiamo  le linee che la Scuola S. Anna di Pisa indica per il rilancio economico della Val di Cornia: sistema dei archeologici e naturalistici, termalismo e agricoltura. Sicuramente aggiungeranno il risanamento ambientale e l’innovazione produttiva delle industrie e la specializzazione della piccola e media impresa presente nei nostri territori. Infine diranno che per affrontare meglio la crisi i Comuni della Val di Cornia devono fare sistema e avere politiche sovracomunali.

Ci permettiamo di dire che questi sono esattamente i temi proposti costantemente dalle liste civiche della Val di Cornia ai quali, fino ad oggi, le amministrazioni hanno risposto con sufficienza e con atti che vanno nella direzione opposta. Alcuni esempi.

Sistema dei parchi. E’ al centro di un’azione demolitoria dei Comuni partita con lo smantellamento della gestione unitaria, con la sottrazione alla società di gestione di risorse finanziarie prodotte nei parchi, con la denigrazione e con lo svilimento della ricerca scientifica che costituisce il motore principale del progetto.

Termalismo. Nonostante che la Comunità Europea abbia concesso contributi per il cosiddetto parco termale, l’area delle sorgenti si accinge a diventare un’anonima zona residenziale. Con l’ultimo Regolamento Urbanistico il Comune di Campiglia ha assestato un altro colpo allo sviluppo del termalismo prevedendo una grande lottizzazione intorno ai laghetti termali di Tufaia, davanti alle terme di Caldana. Cave non ripristinate e  concessioni per aprire nuovi fronti estrattivi sulle colline campigliesi completano il quadro. In futuro sarà più appropriato parlare di “Campiglia Cave” che di “”, con buona pace dei soldi pubblici spesi sino ad oggi per il termalismo e per i parchi.

Agricoltura. Andiamo dicendo da anni che l’agricoltura è una  risorsa essenziale dei nostri territori e che sarebbe stato utile istituire un vero e proprio parco rurale con il quale sostenere e rendere più agevole il lavoro dei produttori agricoli, evitando che le campagne entrassero nelle mire degli speculatori, dalle seconde case fino ai grandi impianti per le energie rinnovabili che hanno invaso terreni agricoli fertili. In realtà i Comuni hanno favorito lo smantellamento produttivo delle campagne, infliggendo anche un duro colpo al paesaggio e al turismo.

Sovracomunalità.E’ sin troppo evidente che senza politiche sovracomunali i nostri Comuni reagiranno peggio al bisogno di riconversione dell’economia. Questa necessità la Val di Cornia l’aveva avvertita già nel secolo scorso,  ancora prima dell’inizio della crisi della siderurgia. Con questa consapevolezza in passato hanno saputo coordinare volontariamente i piani urbanistici e i servizi sovracomunali, hanno sperimentato l’Associazione Intercomunale e infine il Circondario. Dal 2010, con lo scioglimento del Circondaro, è iniziato il processo inverso.  Nonostante le promesse elettorali, la Val di Cornia non pratica più la sovracomunalità ed ha smantellato ogni forma di cooperazione istituzionale, riducendo a carta straccia accordi e convenzioni per la gestione integrata dei servizi.  Oggi i Sindaci, ognuno per conto proprio, si dilettano nel dichiarare chi vorrebbe andare con Grosseto e chi con Livorno nelle grandi macroprovince toscane. Intanto hanno demolito la Val di Cornia.

Se è vero quello che anticipa la Scuola S. Anna, bisogna concludere che le attuali amministrazioni hanno inferto un danno grave all’economia e al futuro della Val di Cornia e ora stanno spendendo 200.000 euro per farselo dire. Speriamo almeno che serva a far capire ai cittadini chi, in questi anni, ha governato con la testa rivolta al passato e chi ha guardato al futuro.

Forum per San Vincenzo, Uniti per Suvereto, Comune dei Cittadini

Il progetto presentato durante la conferenza stampa:

Parchi, terme e agricoltura per lo sviluppo
Presentato il progetto di studio (210mila euro) affidato al S.Anna. Anselmi: puntiamo a nuovi orizzonti

Mettere insieme i parchi naturali e archeologici, le terme e l’agricoltura. E’ questa la scommessa intorno a cui ruota il progetto di sviluppo del territorio di Piombino e della Val di Cornia promosso dall’ Istituto superiore Sant’Anna, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Piombino, Campiglia, San Vincenzo e Suvereto, con la partecipazione dell’Autorità portuale. Progetto presentato ieri in una conferenza stampa a Pisa. Alla base del piano di sviluppo ci sarà un percorso interdisciplinare che coinvolgerà diverse aree di ricerca. La strategia sarà quella di conciliare istanze teoriche proprie della filosofia politica e sociale, unendole a possibili scenari e piani di sviluppo economico. Per le operazioni di ricerca, che dureranno 14 mesi, è previsto un costo complessivo di 210 mila euro dei quali 147 mila proverranno dal finanziamento delle realtà coinvolte. «Il progetto – ha spiegato Anna Loretoni della Scuola Sant’Anna – avviato con i Comuni della Val di Cornia è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni universitarie ed enti locali, tra ricerca e governo locale. La ricerca teorica si metterà alla prova, sperimentando sul campo le proprie capacità d’analisi e di individuazione di nuovi scenari economici e sociali per ridisegnare lo sviluppo di quest’area». All’iter di ricerca non lavoreranno soltanto i docenti dell’Istituto superiore pisano ma anche giovani ricercatori e ricercatrici. «Lavorare ai temi dello sviluppo economico del territorio della Val di Cornia – spiega Nicola Bellini, che si occuperà della direzione scientifica del progetto – è sicuramente una sfida di grande impegno, perché in questo territorio si riassumono molti dei problemi e delle opportunità di questa difficile fase dell’economia italiana. L’auspicio è di realizzare un lavoro che sappia interpretare il dinamismo di questo territorio.Vorremmo essere d’esempio per tornare a parlare di politica industriale». I principali settori al centro dell’analisi dei processi saranno soprattutto tre: il sistema dei parchi naturalistici e archeologici, con le conseguenti strategie di tutela, gestione e valorizzazione, il settore termale, pensato dal punto di vista delle sue opportunità turistiche e ricettive e il settore agricolo, con particolare riferimento alla filiera produttiva, trasformativa e conserviera, che già riguarda una larghissima fascia territoriale della Val di Cornia. «La fase che stiamo vivendo – ha detto il sindaco di Piombino Gianni Anselmi (nella foto) – ci costringe a ragionare inevitabilmente di prospettive e di nuovi scenari e ad avviare una riflessione che, sulla base di dati scientifici, possa avvicinare gli orizzonti di sviluppo futuro di tutti i comuni della Val di Cornia per aprire nuovi orizzonti produttivi. Bisogna capire cosa siamo e cosa potremmo essere, definire le identità e le specificità del territorio. E per farlo non si può avere l’arroganza di risolvere certi temi in consiglio comunale ma è necessario che le istituzioni si rivolgano a processi metodici di ricerca». Sulla questione della crisi delle industrie locali, il sindaco ha espresso concetti chiari: «Noi non vogliamo rinunciare all’attività siderurgica, ma bisogna puntare a una produzione sostenibile. L’apparato produttivo com’era inteso nel secolo scorso non è sufficiente a garantire lo sviluppo».
Antonio Saggese – Il Tirreno 6.9.2012

COSTERÀ OLTRE 200 MILA EURO LO STUDIO DI SVILUPPO DELLA VAL DI CORNIA
«La crisi? Prendiamola con filosofia» Il piano del Sant’Anna per il rilancio
AL VIA il progetto del Sant’Anna insieme ai Comuni e alle Autorità portuale per delineare la strategia di sviluppo: 14 mesi e 210mila euro di investimento. Piombino e Val di Cornia si guardano allo specchio per delineare un futuro sospeso fra Toscana e Mediterraneo. La sfida è questa: dimostrare che un approccio filosofico possa servire per risolvere questioni di sviluppo economico e industriale. La Scuola Superiore Sant’Anna, con l’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) e l’Istituto di Management, promuove assieme alle realtà istituzionali della Val di Cornia un progetto di ricerca interdisciplinare per delineare una prospettiva di sviluppo socio-economico. Una sfida non facile, vista la crisi internazionale e i problemi di tutto il comparto siderurgico.
UNA SORTA di «missione impossibile». Il progetto durerà 14 mesi, impiegando numerosi docenti e ricercatori, e sarà finanziamento da un investimento complessivo di 210mila euro.
LA SFIDA è quella di rilanciare una politica industriale che sappia coniugare rispetto del territorio con le necessità di sviluppo economico. E, per la realizzazione di questo scenario, è proprio necessario partire da istanze teoriche di filosofia politica e sociale, e unirle a progetti di crescita industriale. Sono tre i principali settori al centro dell’analisi: il sistema di parchi, naturalistici e archeologici; il settore del termalismo, dal punto di vista delle sue opportunità turistiche e ricettive, nonché da quello di una migliore integrazione nel sistema sanitario; il settore agricolo, con particolare riferimento alla filiera produttiva, trasformativa e conserviera, che già oggi insiste su una larghissima fascia territoriale della Val di Cornia. Si tratta di tre direzioni tematiche ricche di potenzialità per una nuova e rinnovata imprenditorialità e caratterizzate da altrettanto promettenti ricadute occupazionali.
IL SINDACO di Piombino Gianni Anselmi giudica fondamentale la sinergia tra Scuola Superiore Sant’Anna e i Comuni della Val di Cornia: «La fase di transizione che stiamo vivendo ci costringe a ragionare inevitabilmente di prospettive e di nuovi scenari e ad avviare una riflessione che, sulla base di dati scientifici, valuti, approfondisca e avvicini le linee di sviluppo future alle specificità locali, per aprire nuovi orizzonti produttivi. Il progetto di ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna va proprio in questa direzione». E se Nicola Bellini, docente di Economia e Gestione delle Imprese dell’Istituto di Management, si auspica che la ricerca riesca a interpretare le dinamiche del territorio, Alberto Pirni, ricercatore di Filosofia politica all’Istituto Dirpolis, sottolinea l’importanza del progetto: «Si tratta di indirizzare verso un unico oggetto di ricerca focus disciplinari anche molto differenti, che vanno dalla filosofia sociale all’urbanistica, dall’economia all’architettura, dagli studi di genere e sull’ambiente alla statistica».
La Nazione 6.9.2012

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