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Dagli uffici alle strade…

Inserito da il 27 Luglio 2012 – 21:50Nessun Commento

…ovvero
I buoni propositi si perdono per strada

Relazione di Simona Lecchini Giovannoni durante l’incontro “Viva Campiglia” organizzato dalla lista civica Comune dei Cittadini il 26 luglio 2012

Campiglia Marittima si distingue nella moltitudine dei bellissimi borghi antichi della Toscana  e non solo .
Dalla sua origine nei primi anni del Mille per la sua importanza strategica è cresciuta nei secoli espandendosi su due colli ricca di attività e di cultura. Se si esclude la  pieve di San Giovanni fuori le mura, proprio questa crescita e trasformazione  ha cancellato in parte tracce monumentali costruendo al tempo stesso un tessuto urbano straordinario e suggestivo.

Il paese è stato scoperto dal turismo italiano si può dire a partire dagli anni 80, mentre esploratori nordici, soprattutto svizzeri erano apparsi già dagli anni 60.

Un forte tessuto sociale fatto di miseria e tradizione, in  cui i primi turisti si inserirono generalmente con rispetto anche verso le architetture  senza stravolgerne le caratteristiche anche se all’epoca potevano fare e disfare a loro piacimento come si vede dalla terrazza al posto del tetto di una casa in via Gori.

In seguito il passaparola, il campeggio e soprattutto la nuova strada la fecero conoscere e amare  da tanti che vi comprarono casa.

La chiusura delle miniere e dell’ospedale portò via  lavoro e molti abitanti, allettati anche dai prezzi delle case improvvisamente alzati, si spostarono verso le nuove costruzioni di Venturina , mentre cresceva anche l’insediamento moderno sul terzo colle.

La conservazione del tessuto architettonico diventa a questo punto problematica, sia per le necessità di adattare le abitazione a mutate esigenze anche igieniche, sia per la diffusa volontà dei nuovi ‘padroni’ di costruire un immaginario stile medievale fatto di sasso a vista indipendentemente dalle caratteristiche dell’edificio, gusto che presto si diffuse anche fra gli abitanti del borgo.

D’altra parte l’uso dell’intonaco obbligatorio, creò altri problemi con le tecniche, i materiali, le maestranze e le competenze dei tecnici.

Nei primi anni del nuovo secolo la giunta Velo sembrò intenzionata a fare un ‘piano del colore’ coinvolgendo architetti specializzati nel restauro , ma non se ne fece di nulla. Fu stanziata anche una somma e si prese contatto con l’ architetto  Giuseppe Centauro, specialista del settore.

Il problema  oggi, a nostro avviso, non può più essere rimandato come dimostra  una  situazione ormai fuori controllo  fra sassi a vista e luminosi intonaci coloratissimi che non sembrano certo rispettare le norme sui materiali descritte nel Regolamento Edilizio (p. 150. Esempi in via del Vecchio Asilo).

L’intervento della Soprintendenza non aiuta,  come si vede per esempio nella scelta delle persiane nel Palazzo Pretorio, nel muro del Piazzone, nel restauro della Pieve su cui il CxC si è espresso in altre sedi, nell’anfiteatro della Rocca, nella pala eolica posizionata sull’antico insediamento del paese corrispondente all’età del bronzo.

Detto questo che, come si capisce, non è certo un problema alla portata del Comitato per Campiglia  ma neanche a quella dei tecnici comunali, ci sembra pertanto prioritario riprendere il progetto del ‘piano del colore’ e continuare l’opera iniziata da Riccardo Francovich quando, contemporaneamente ai lavori della Rocca di San Silvestro, studiava gli insediamenti più antichi del Borgo individuando le case medievali (una trentina), quelle sì da lasciare sasso a vista e in parte invece per ignoranza intonacate !!!

Coinvolgendo sotto la guida di esperti i tecnici , le maestranze, la polizia municipale e anche i cittadini (soprattutto proprietari di case) si costruirebbe un gruppo di lavoro ‘didattico’capace di cominciare a prendere a mano un problema importante per il paese che, sempre più, anche nella volontà dell’amministrazione si vuole qualificare per le sue caratteristiche storiche e architettoniche.

Stasera si presentano alcune immagini di esempi semplici(*), comprensibili da tutti che dimostrano ignoranza delle regole ma, soprattutto, una ‘non cura’ da parte di chi dovrebbe controllare che si limita a essere severo con chi chiede i permessi.

Nota
Molte altre immagini, soprattutto di rifacimenti di tetti con materiali non a norma, lucernari ecc. erano state consegnate ai due assessori all’urbanistica che si sono succeduti nella giunta Velo : Anselmi e Soffritti.

(*)Illustrazione della relazione:


 

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