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Qualche mal di pancia di troppo per il Parco della Val di Cornia – Scrive Renzo Moschini

Inserito da il 19 Luglio 2012 – 20:20Nessun Commento

Che i nazionali e regionali non se la passino bene è noto. Mentre nel Pollino bruciano foreste straordinarie a Roma si sono tempestivamente tagliate le risorse antincendio; quando si dice la tecnica!

Le cronache toscane tornano invece a parlare del Parco della Val di Cornia che non è un parco regionale come quello della Maremma, di San Rossore e delle Apuane. E’ un parco tuttavia -anche se nessuno sembra ricordarlo- che la Commissione ambiente della regione decise a suo tempo di farne il quarto della Toscana. Ma di questi tempi gli smemorati di Collegno sono in sconcertante crescita anche in ambito istituzionale.

Leggo invece un intervento di Massimo Zucconi che di quel parco è persona informatissima sui fatti il quale riferisce delle critiche rivolte – sindaco di Campiglia in testa – alla gestione che dedicherebbe troppo impegno e risorse a ricerche archeologiche  anziché darsi anima e core al marketing territoriale.

Zucconi ricorda tra le altre cose che quella della Val di Cornia proprio per quella sua specificità che lo differenzia dagli altri 3 parchi in larga misura in questi anni si è autofinanziato. In un recente dibattito a Piombino con l’amico Sbrilli Presidente del parco seppi non solo che il parco aveva ricevuto da poco un significativo premio sul paesaggio, ma che registrava indici crescenti di visitatori attirati evidentemente da quel patrimonio  unico e straordinario non solo archeologico di un territorio dove peraltro le brutte tentazioni invasive e cementificatorie – come sappiamo – non sono mai venute meno. Quanto al marketing territoriale ha poi ovviamente ragioni da vendere Zucconi quando dice che i territori protetti e tutelati hanno successo se sanno non solo fare propaganda ma mettere su piazza e a disposizione dei cittadini cose belle e culturalmente di valore. L’uomo dell’Hamburger a cui Bondi affidò la gestione dei Musei non mi pare che a Pompei e altrove sia riuscito nell’impresa di far funzionare il marketing che funziona se funziona un Museo come un parco. Tra le critiche di Zucconi quella che trovo più allarmante in questo momento è ‘la scomparsa della sovracomunalità’ in Val di Cornia. La forza di un parco grande o piccolo che sia è la sua capacità di mettere in rete e garantire la collaborazione tra TUTTI i livelli istituzionali coinvolti nella gestione. Non sarebbe male che ci  facesse un pensierino qualcuno anche in regione.

Renzo Moschini

Tratto da Greenreport

Leggi anche: Parchi della Val di Cornia: indietro tutta? Scrive Massimo Zucconi

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